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L' uomo in rivolta

L' uomo in rivolta

di Albert Camus


  • Editore: Bompiani
  • Collana: Tascabili. Saggi
  • Traduttore: Magrini L.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2002
  • EAN: 9788845252785
  • ISBN: 8845252787
  • Pagine: 346

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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 2 recensioni)

5Da leggere, 07-04-2009, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Uno dei migliori libri che abbia mai letto in questi ultimi anni. La rivoluzione, quella vera, è ormai un'utopia. Per la libertà di opinione non si dovrebbe lottare, dovrebbe esserci e basta, ma Camus ci insegna che dove non c'è, attraverso la conoscenza e la riflessione, dobbiamo pretenderla con una sana ed intelligente ribellione.
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5ONESTA' E COERENZA, 17-12-2008, ritenuta utile da 7 utenti su 7
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Albert Camus, combattente di resistenze marxiste, partecipa alla guerra civile spagnola, ma senza troppo sacrificare il proprio senso critico che gli permette di osservare che qualcosa nella militanza di quel regime non è del tutto coerente. E' fra i "migliori" eppure, i suoi compagni lo sconfesseranno senza esitazione, accusandolo di eresia. Colpevole di non aver voluto pensare con la testa altrui decide di andare in Unione Sovietica nella speranza di trovare l'applicazione autentica, coerente e fedele dei suoi ideali; ma ciò che vi trova gli sembrerà semplicemente scandaloso.

Deluso, scriverà L'UOMO IN RIVOLTA; un capolavoro la cui lettura diventa quasi d'obbligo per chi ostinatamente pensa e non rinuncia alle proprie convinzioni né alla libertà di opinione in favore della causa. E' sicuramente un buon pasto per chi non si rassegna e non sacrifica la propria fede per il partito. Infatti, Camus è un militante, ma è anche coraggioso ed onesto, disposto a pagare il prezzo della propria coerenza anche con la perdita di vecchi amici che preferiscono salvare l'ideologia, nascondendo la vergogna dottrinaria sotto il tappeto dell'omertà.
Egli accetta l'isolamento; del resto, il rivoltoso deve saper percorrere la propria strada in solitudine, come più tardi scriverà anche il Premio Nobel Octavio Paz che rinnegherà quella filosofia.
L'UOMO IN RIVOLTA è un saggio molto attuale ed insegna agli individui ad essere se stessi; a non piegarsi alla consuetudine, al conformismo di convenienza; a mai rassegnarsi ed a mantenersi sempre vigile, in rivolta, senza rinunciare al proprio spirito critico. L'individuo responsabile mette a nudo pure la propria dottrina, se necessario, senza lasciarsi corrompere dalla stessa.

Contro i totalitari che trasformano la rivoluzione in repressione bisogna reagire, rinnovando la propria indole rivoluzionaria permanentemente. Scopre che le forme di marxismo della Spagna e perfino dell'U.R.S.S. sono solo facciate: assunto il potere sono come qualsiasi altro totalitarismo; anzi, forse, anche peggio, perché esaltano il più malefico cinismo e la peggiore ambiguità. La dottrina, la militanza disciplinata esigono fede incondizionata, cieca accettazione; richiedono il sacrificio di ogni libera interpretazione personale della realtà; la verità diventa monopolio del potere assoluto e bandisce la consapevole responsabilità individuale.
La rivoluzione russa assomiglia troppo alla Rivoluzione Francese: accende entusiasmi, ma ben presto soffre la metamorfosi in cui i rivoltosi reprimono ogni più elementare libertà. Camus, come Aron, Malraux, Orwell, Silone e tanti altri marxisti scopre con sdegno la dimensione di quell'ignobile ipocrisia.; Conclude che l'U.R.S.S. è l'antitesi del paradiso sognato: un autentico inferno. Allora, coerente con i propri principi, si ribella e scrive la sua più convincente opera contro il totalitarismo e mette in guardia l'individuo che deve imparare a distinguere fra rivoluzione e rivolta.
La prima tradisce; è un fuoco di paglia; finito il falò, tutto riprende da capo, magari in peggio. La rivolta, è un'altra cosa: è azione permanente de L'UOMO IN RIVOLTA dell'individuo che riflette, osserva, ragiona e si ribella al conformismo quando tende a sopravvivere per conservarsi. Lo scrive senza mezzi termini e senza tante metafore; i vecchi compagni di lotta, primo fra i quali Sartre, che aveva conosciuto la realtà stalinista, preferisce tacere e lo condannano all'ostracismo come si fa con tutti gli altri eretici.
Ma poi arriverà il Premio Nobel per la letteratura anche per Camus di cui i comunisti non oseranno parlare, ma che lo redime e lo consacra.
Con la caduta del Muro di Berlino, quel modello comunista si sfascia e gli archivi rossi aperti confermeranno le sue denunce. Molti si chiuderanno nel loro ambiguo quanto discreto silenzio. Per altri Camus diventa l'icone, l'eroe in rivolta premiato dalla coerenza e dall'onestà; ma sarà già tardi.
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