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I demoni

I demoni

di Fëdor Dostoevskij


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Petr Verchovenskij, guidato ideologicamente dal demoniaco Stavrogin, è a capo di un'organizzazione nichilista e lega i suoi seguaci con una serie di delitti. L'ultima vittima è Satov, un ex-seguace convertitosi alla fede ortodossa. Per coprire il delitto Petr obbliga Kirillov a scrivere una lettera di autodenuncia, prima di suicidarsi. Altri delitti, apparentemente immotivati, seguono e solo il suicidio di Stavrogin che si impicca nella soffitta del suo appartamento, sembra porre fine all'azione di questi "demoni.

Note su Fëdor Dostoevskij

Fëdor Mikhajlovi Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.6 di 5 su 9 recensioni)

5.0Un saggio sul nichilismo, 15-05-2012
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Romanzo ombroso, tetro, disperato. Nessuno si salva dal crudele sguardo dell'autore, né i ricchi aristocratici che guardano alla gioventù pseudorivoluzionaria con indifferenza, quasi con benevolenza, ritenendo di poterla poi portare alla connivenza; né i rivoluzionari medesimi, siano loro figli di nobili liberali o persone del popolo. Tutti colmi di rabbia, cinismo, senza lucidità e senza valori, nichilisti.
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5.0I demoni dentro di noi, 26-05-2011
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La lotta interiore, l'angoscia e l'ombra nell'anima che assale un nobile possidente nella Russia della fine ottocento, che sfocerà in una serie riprovevole di azioni. Un tema simile al celebre Delitto e Castigo, ma dallo svolgimento e conclusione molto diversi. Dostoevskij si conferma sempre un maestro nell'indagine della realtà umana più nascosta
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5.0I demoni, 15-11-2010
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Bellissimo! I capitoli iniziali sono di introduzione e procedono un po' più lentamente. Ma via via che ci si avvicina alla fine, è un continuo crescendo. Bellissimi personaggi che ormai mi sembra di conoscere personalmente.
Stavrogin è pieno di fascino oscuro.
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4.0doloroso e selvaggio, 13-10-2010
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l'introspezione di questo volume arriva far comprendere quanto dolore e rabbia semina intorno a sé, chiunque agisca sentendosi al di sopra della morale.
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5.0I demoni, 01-10-2010
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Risulta ostico all'inizio ma alla fine trascina... doveva chiamarsi "Vita di un grande peccatore" e penso che descrive appieno l'incipit del romanzo.
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5.0I demoni, 30-09-2010
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Come in una visione premonitrice, l'autore vede la gestazione di una classe dirigente che di li a poco avrebbe condotto agli orrori del totalitarismo staliniano.
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4.0 I demoni, 24-09-2010
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Deprimente per il suo soggetto inerente la situazione angosciosa della Russia zarista di fine Ottocento, ma pur sempre il libro del genio della scrittura russa.
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4.0I demoni, 13-07-2010
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Storia tipica russa.. ma non un mattone! perche' le pagine scorrono,scorrono con una prosa veramente coinvolgente. Nonostante le relazioni che si interlacciano fra i protagonisti e i personaggi minori sono innumerevoli: da complessi rapporti padre/madre/figli, a compiacenze utilitaristiche, ad amicizie incrollabili/apparenti/false, a rapporti tra intellettuali di sterile univocità (i demoni del titolo),il romanzone non stanca. Poi i demoni protagonisti non son riuscita proprio ad odiarli anzi.. mi ci sono affezionata
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4.0viaggio nel male umano, 06-07-2010
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Il miglior complimento a Dostoevskij è di essere Dostoevskij: uno scrittore di libri immensi, nel numero di pagine e nella profondità del contenuto.
Nei "Demoni" quella che potrebbe essere semplicemente la storia dei turbamenti politici della società russa alla fine dell'800, vista attraverso la vita di società in una provincia, diventa ancora una volta per Dostoevskij il motivo per analizzare il rapporto tra uomo e male.
I personaggi ancora una volta sono rappresentati in modo perfetto, ognuno è portatore di un'idea, e tutti insieme contribuiscono a comporre un mosaico dove gli intrecci tra i destini sono conseguenza dell'idea che ognuno rappresenta.
Per quanto riguardo il personaggio principale, Stavrogin, non posso nascondere che in alcuni passaggi mi ha davvero inquietato con i suoi comportamenti e modi di pensere. Questo perché in alcuni momenti davvero sembra che, se si volesse rappresentare il diavolo in azione, questo dovrebbe avere le fattezze di Stavrogin.
Consiglio questa versione del libro perché è integrale, contiene cioé il capitolo IX della seconda parte con la "confessione di Stavrogin"; ed inoltre anche il saggio finale di Pareyson è molto interessante, sia che abbiato già letto altro di Dostoevskij sia che non l'abbiate fatto (ed in questo caso vi invoglia a farlo).
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