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La presa di Macallè

La presa di Macallè

di Andrea Camilleri


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Descrizione

Nell'anno di grazia 1935, quello della guerra d'Abissinia, Michilino è un "picciliddro". Figlio della Lupa, fascista perfetto, arruolato nella milizia di Cristo grazie a prima comunione e cresima, il bambino si cerca a tentoni tra un padre che si "ringalluzza con la creata di casa" e una madre che si dà alla "penetrante conversazione" con un prete. Il professore Gorgerino, pedofilo e capo dell'opera nazionale balilla, lo introduce alla ginnastica degli spartani brutalizzandolo per festeggiare di volta in volta la presa di Macallè, di Tacazzè, Axum. Ed è proprio durante i festeggiamenti per la presa di Macallè che il bambino dall'infanzia manomessa decide di farsi vendicatore, trasformandosi in un pluriomicida soldato della milizia del Duce e di Cristo.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 4 recensioni)


4.0La presa di Macallè, 31-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di V. Longo - leggi tutte le sue recensioni

«La presa di Macallè descrive un'infanzia negata e contorta. È un libro crudo e crudele, in cui si narra la storia, ambientata nell'epoca fascista, del piccolo Michelino, che viene a conoscenza degli aspetti più torbidi della sessualità perdendo, pian piano, la sua innocenza. Alla fine si ribella, il piccolo, diventando lui stesso uno strumento di violenza. Un libro cattivo, che fa riflettere.»

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4.0La presa di Macallè, 26-07-2011
di A. Leofressi - leggi tutte le sue recensioni

«Avevo intenzione di dare cinque, ma visto il finale preferisco assegnargli un quattro. "La presa di Macallè" è un romanzo fallico come l'epoca che descrive. Tuttavia, la sessualità è deformata, impoverita, strumentalizzata e diviene metafora implacabile di una società che ha ucciso l'innocenza, gli ideali e la storia. Un libro eccessivo e crudele che, senza scorciatoie, racconta uno spaccato dell'epoca fascista con le sue aberrazioni.
Tre stelline, invece di quattro perchè avrei preferito che, in diverse pagine, Camilleri si fosse abbandonato semplicemente alla sua meravigliosa narrazione senza digrignare di continuo i denti.
»

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5.0la gioventù, 26-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di L. Portaro - leggi tutte le sue recensioni

«pur mantenendo il suo modo ironico ed apparentemente scanzonato di scrivere, Camilleri tratteggia con la sua solita bravura le vicende di un ragazzino da principio vittima degli adulti.»

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1.0la presa di Macallè, 13-02-2007, ritenuta utile da 8 utenti su 11
di S. Tudisco - leggi tutte le sue recensioni

«Candido secondo Camilleri? No, il libro, ripetitivo e paradossale, si avvale di una scrittura di bassa cucina. Strano, Camilleri, di solito, scrive bene! In questo caso, la storiaccia si dipana in un mondo fascista di maniera, assumendo i toni più della pochade che del romanzo. Camilleri si diverte a stupirci con puntuali descrizioni di amplessi e violenze sessuali subite da un indisponente personaggio, Michelino, che conclude, finalmente, la sua esperienza terrena arso insieme ai genitori, in un rogo wagneriano in cui manca solo Brunhilde, per completare il quadro. Peccato che lo scrittore si sia compiaciuto, sornione, indulgendo nei particolari più improbabili e scabrosi, inutili, peraltro, ai fini della storia. Mi auguro che non se ne ricavi un film.»

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