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Palude

di Antonio Pennacchi

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Trama del libro

Le paludi pontine sono terra di città nuove, "trionfali" e desolate, che nessun turista visitava fino a ieri. Sono un alveare di contadini, gente che parla in romanesco e ricorda in veneto, spediti lì dal Duce - quello "buono", quello che mieteva il grano - a bonificare stagni e pantani. Che poi, mica la voleva, lui, Littoria. Lui si accontentava di qualche borgo rurale, perché gli italiani sono un popolo di agricoltori. Ma alla fine ci si è affezionato, e anche ora che si chiama Latina il suo fantasma ci si aggira sempre, di notte, a bordo d'un rumorosissimo Guzzi 500-Falcone sport. Controlla che tutto vada bene e che la gente del posto non combini troppi casini. Perché "di là" vogliono caricarlo pure dei peccati loro. In fondo è a causa sua che abitano quel brandello di Lazio. Perfino il sindaco è un uomo suo. Ai tempi lo avevano nominato federale, "federale facente funzioni" a essere precisi, e adesso che una classifica del Sole-24 ore ha piazzato Latina fra le peggiori città del Paese, per migliorarne l'immagine ha partorito un'idea folgorante: i trapianti di cuore. I trapianti sono una cosa ultramoderna e si fa una grandissima figura, sostiene. E c'è infine Palude che ne ha bisogno, Palude che quando era ancora in forze ti alzava con una mano sola, se non stavi zitto. Adesso ha il cuore stanco. Peccato solo che sia un operaio rosso e comunista. Ma non importa, è deciso: il trapianto si farà. Per procurarsi un donatore basta in fin dei conti spargere una latta d'olio sopra la Pontina...

Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

4Storia d'Italia, 18-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Pennacchi mi piace molto quindi rischio di non essere totalmente obiettiva, ma quello che mi piace di lui emerge in maniera significativa anche in questo suo libro. Il racconto di una terra e del suo popolo, così vivo, così reale ! Quante cose ho imparato che ignoravo di quel periodo storico e di quella gente! Insieme a Canale Mussolini una grande opera!
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3Scrittore f. F. (facente funzione) ...., 09-02-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Giovanile produzione, riveduta e corretta. Romanzo che non si puo' lasciare a meta' e continuare piu' avanti, a bocconcini, quando si ha tempo, pena perdere il filo. Va letto d'un fiato, come si mangia un risotto od una bistecca. Se no non si apprezza, anzi, escono fuori tutte le manchevolezze ed i limiti di questo "conta-storie, Esatto, non scrittore si badi bene, (per non incorrere in equivoci) ma un vero grande racconta storie, e in quanto tale risulta superbo. Va ascoltato, non letto, come un filo' da osteria, con un bicchiere di vino, lasciandosi rapire dai suoi personaggi di provincia universale. (come Chiara, Arpino, Cacucci ecc) Pennacchi e' autore popolare cioe' che da voce al popolo o, come lui stesso si definisce, servo del popolo. Ammetto di fare fatica a capire se lui puo' essere operaio della parola o se fa parole da operaio. Restano questi particolari personaggi, quasi tutti defunti ormai ma ben vivi nella memoria degli amici. E chi di noi non ne ha?......
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