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Saggio sulla lucidità

Saggio sulla lucidità

di José Saramago

3.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Desti R.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2011
  • EAN: 9788807722738
  • ISBN: 8807722739
  • Pagine: 302
  • Formato: brossura
Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un'analisi (fanta)politica. L'ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa "rivolta bianca" e l'epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di "Cecità" fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

4.0Il continuo di Cecità, 29-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
E' il proseguio di "Cecità". Se in quello venivano messi a nudo i lati più miserabili della natura umana, in questo libro si viene a contatto con i meschini retroscena dell'attività politica. La fatica di leggerlo (i periodi lunghissimi sono molto impegnativi per i miei poveri occhi) è ampiamente ricompensata dall'ironia, dalla freschezza e originalità dei contenuti, dagli spunti di meditazione, dal finale sconcertante quanto non inatteso. Un libro da leggere.
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4.0Saggio sulla lucidità, 10-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Ambientato nello stesso mondo di Cecità, si pone come ideale seguito di quella vicenda, ci troviamo nello stesso luogo in cui, quattro anni prima, un'epidemia misteriosa di cecità aveva afflitto temporaneamente tutti gli abitanti tranne una donna. Si potrebbe quasi definire questo romanzo "una continuazione" di Cecità per la presenza di alcuni personaggi in comune e soprattutto per il suggerimento dell'autore stesso che dopo Ensaio sobre a cegueira intitola questo libro Ensaio sobre a lucidez. In realtà il ritmo e l'atmosfera dei due romanzi sono profondamente diversi: quanto quello era pieno di pathos, di cadenze incalzanti da thriller, di terrore e orrore che lasciavano col fiato sospeso ad ogni pagina, questo è freddo, distaccato, chirurgico, cronachistico.
La politica può essere una cosa lurida e i politicanti ne sono la peggior espressione, questo il grande Nobel portoghese ce lo ha ripetuto variamente e non solo nella sua narrativa (vi ricordate la sua frase Até quando, Berlusconi, abusars da nossa pacincia, contenuta nel Quaderno? ) . Immaginate cosa può accadere se improvvisamente dai risultati di una qualunque elezione vengano fuori un numero impressionante di schede bianche, una maggioranza "bulgara" (come si diceva una volta, quando questa espressione aveva un senso) di dissenso muto e non per questo meno indignato, in barba ai partiti di centro, di destra e di sinistra.
Il governo in tutti i suoi componenti, dal capo di stato al presidente del consiglio e via via ministro dopo ministro, appare attonito e anziché dimettersi o interrogarsi sulle motivazioni dell'avvenimento si chiude a riccio invocando un attentato alla democrazia.
Sono pagine che potrebbero suonare ridicole se non stessimo vivendo giornate di disorientamento popolare, di confusione e di sbigottimento davanti al malcostume e all'incredibile disprezzo per la giustizia, la correttezza, la morale e la democrazia stessa.
Vedere forse non è più tragico che essere ciechi, perché si assiste alla follia della politica, ai giochi di potere, agli intrallazzi e agli imbrogli, ai sotterfugi, alle insinuazioni, alla sopraffazione, all'uso scriteriato delle armi e della forza.
Non tutti i politici nel romanzo sono esseri negativi, ci sono anche le minoranze, i cani sciolti che si rivoltano contro il sistema e la sua forza oppressiva, ma non ci sono molte speranze che Saramago ci lascia, chiudendo l'ultima pagina di questo romanzo: Ho imparato in questo mestiere che chi comanda non solo non si ferma davanti a ciò che noi definiamo assurdità, ma se ne serve per intorpidire le coscienze e annullare la ragione.
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3.0Urne vuote, 15-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Geniale partitura romanzesca, che tocca l'attualità del rapporto tra istituzioni, loro rappresentanti e loro elettori: cosa accadrebbe se nessuno andasse a votare? Quale il senso ed il valore del gesto dell'urna? Si può riformare la vita d'un popolo lasciando da parte chi ne vuol incarnare la storia? Saramago, com'è solito, delinea con tratto chiaro questioni oscure. Meritando sicuramente lettura.
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