Le notti bianche

Le notti bianche

4.0

di Fëdor Dostoevskij


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Descrizione

Il tema del "sognatore romantico", dell'eroe solitario che trascorre i suoi giorni immerso nella dimensione del sogno, in un paradiso di illusioni, malinconicamente sofferente e lontano dall'incolore e consueta realtà dell'esistenza quotidiana, percorre come un filo d'Arianna questo racconto.

Note sull'autore

Fëdor Mikhajlovi? Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 20 recensioni)

3.0Un sogno, 27-06-2014
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Questo romanzetto dall'atmosfera quasi onirica parte dalla passeggiata notturna di un giovane solitario, romantico, incantato dalla bellezza e dalle armonie della città di San Pietroburgo di notte. E proprio qui, una notte, il ragazzo conosce la giovane Nasten'ka, la quale, perdutamente innamorata di un uomo, ne aspetta docilmente il ritorno. Egli a quel punto si innamora di Nasten'ka, nonostante continui a farle da amico e confessore, consigliere per la sua storia d'amore e per la sua vita, limitata dall'affetto severo della nonna con la quale la ragazza vive. Carino e dolce il finale...
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4.0Onirico, 06-09-2011
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A mio avviso, il racconto (o romanzo breve) migliore del Dostoevskij prima della prigionia. Lo scrittore russo riesce ad appassionare il lettore grazie alla creazione d'una atmosfera onirica, morbida che avvolge e lascia affascinati.
Un giovane impiegato s'innamora in seguito ad uno strano incontro notturno, un incontro di quelli che tutti nella vita hanno sognato almeno una volta.
Dostoevskij racconta alla perfezione l'evoluzione del sentimento nel protagonista, dalla nascita dell'amore alla prima delusione, da una rinnovata illusione alla definitiva sconfitta.
Vi è, inoltre, un passaggio autografico di immensa bellezza nel quale Dostoevskij delinea la personalità del "sognatore", una categoria di persone molto particolare...
Da leggere tutto d'un fiato.
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3.0Sognante, 03-09-2011
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Si sogna un amore, lo si immagina in testa pezzetto per pezzetto... Si rifiutano le conoscenze quotidiane perché la persona immaginata non ha eguali... Poi... In una sera si incontra lei, il destino ce la fa incontrare... E con lei riusciamo a parlare a confidarsi a raccontare tanto di quello che teniamo chiuso dentro... Lei la donna del sogno... Ma...
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4.0Evocativo, 01-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Il suono dei propri passi lungo un ponte. La figura dell'amata che si intravede nella nebbia qualche passo davanti a noi... Reale? Quattro notti, amore intenso e romantico, l'attesa, ma scocca l'anno durante l'ultima notte e cosa accadrà? Un romanzo piccolissimo e fortissime invece le immagini, i suoni, le evocazioni, i sentimenti, un libro intimo, da conservare e rileggere.
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5.0Breve racconto di un'illusione, 13-08-2011
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Il narratore incontra una fanciulla in piena notte. Ella è in lacrime perché non ha più notizie del fidanzato, e il narratore se ne innamora perdutamente.
Per più notti i due continuano a incontrarsi per chiacchiere innocenti ma intense, e finalmente il sognatore si sente parte del mondo, finché qualcosa non cambia le carte in tavola; l'amore finisce... E forse tutto era solo un sogno.
Il sottotitolo, non a caso, è "Memorie di un sognatore". Imperdibile.
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5.0Le Notti bianche, 11-08-2011
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Ricchissimo rispetto alle poche pagine che lo compongono, uno scrigno prezioso, Pietroburgo stessa è fatta di stoffa evanescente e magica, per citare Shakespeare, such stuff as dreams are made of. Non si tratta semplicemente di una città romantica quale potrebbe essere Venezia, o Parigi; si tratta di pura illusione, di incanto di una città misteriosa e fantastica insieme, ritratta nel suo periodo di grazia, quello delle notti tra maggio e giugno.
Due persone si incrociano sul lungofiume; lui, di cui non conosceremo mai il nome ma solo la sua principale caratteristica, quella di sognatore, è quasi allegro, canticchia. Lei, Nasten'ka, per contro appare in lacrime, disperata, affacciata al parapetto. Un uomo solitario che si rivela un grande parlatore, dato che sommerge ben presto la ragazza con le sue parole e i suoi racconti, fatti per metà di verità e per metà di cose mai accadute, solo vagheggiate, immaginate, sognate. Come sia fatto fisicamente il sognatore non lo sapremo, sapremo però che è un lettore appassionato (e questo non può non rendercelo simpatico), un uomo di pensiero e non d'azione, e ci torna un po' in mente il dolce Il'jà Il'269; Oblomov, che dal suo divano sogna una vita arricchendola di ogni dettaglio, limitandosi però a questo, senza mai osare tradurre il sogno in realtà.
L'incanto, il sogno, l'illusione durano quattro notti, e al mattino si dileguano, insieme alla vagheggiata passione, una passione poco dostoevskiana nel senso borderline in cui ce l'hanno mostrata Delitto e castigo o I fratelli Karamazov, una passione non cupa, non brutale, che nulla ha di demoniaco.
Il mattino spezza l'incanto dell'insonne sognatore e della meravigliosa Pietroburgo, ma ci lascia con un interrogativo rassicurante: Un intero attimo di beatitudine! Forse poco, sia pure per tutta la vita di un uomo?
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4.0Le notti bianche, 08-08-2011
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Secondo me Dostoevskij si divertì molto a scrivere questo breve romanzo, momenti intimi in cui ciascuno può ritrovare un angolo delle sue riflessioni romantiche. Quattro notti per le vie buie e solitarie di una Pietroburgo deserta a vivere le gioie e le sofferenze di un amore la cui brevità è solo temporale: in realtà di un amore perenne che rivive in ogni lettore, attraverso i pensieri del sognatore romantico'.
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4.0Le notti bianche, 06-08-2011
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Un raccontino tanto breve quanto prezioso in puro stile Dostoevskj, lui incontra lei, lei confida a lui l'amore disperato per un altro uomo, lui si innamora di lei, lei sembra riconoscersi in lui ma alla fine nella sua vita ritorna il suo amato... E il sogno s'infrange. Esattamente come una bolla di sapone, come quel carillon che termina la sua dolce marcia, e nel cuore resta un sapore nuovo. In questo universo magico di Dostoevskij non bisogna interrogarsi sul "come" e sul "perchè" della vicenda, l'azione non è fondamentale: bisogna solo lasciarsi trascinare dalle sensazioni che il racconto comunica, come se si fluttuasse sopra le nuvole. Perchè sognare non fa mai male, e tante volte serve per sentirsi vivi. Con Delitto e Castigo ho conosciuto il Dostoevskij indagatore dell'animo umano, qui ho conosciuto il Dostoevskij nella sua veste più sentimentale e onirica. Ma ecco che il carillon... Si è già fermato!
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5.0Un classico, 10-02-2011
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Solo Dostoevskij riesce a farci così partecipi, grazie a lui entriamo nei sogni del protagonista, viviamo la sua vita, vegliamo assieme a lui e ci struggiamo per il suo amore difficile, improvviso, insperato, tragico, fin troppo reale. La notte, un sognatore, una donna, la speranza di una vita migliore...
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2.0Buono per farne un telefilm, 03-02-2011
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A Dostoevskij non si deve mai dare contro, per principio, ma a questo libro manca qualcosa e forse banalmente quel qualcosa sono le esperienze che nella vita lo hanno reso quel mostro letterario che è. Esistono due Dostoevskij, prima e dopo la Siberia, 'Delitto e Castigo' fu scritto dopo per intenderci.
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5.0Le notti bianche, 20-11-2010
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Uno di quei romanzi che ti entrano e non vogliono più lasciarti e che sei proprio tu a non voler lasciare andare. 91 pagine struggenti, di questo amore così puro ma così impossibile.
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5.0Le notti bianche, 16-11-2010
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Quando il grande Dostoevskij è stato romantico? Nessun suo libro ci si avvicina neppure al genere, eppure ne Le notti bianche ci fa scoprire un suo lato che non rende mai noto. Un romanzo piccolissimo ma che è struggente e con un forte sentimentalismo. L'ho adorato.
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