Memorie del sottosuolo

Memorie del sottosuolo

4.5

di Fëdor Dostoevskij


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Descrizione

Nella prima parte, "Il sottosuolo", il protagonista racconta la sua infanzia e la formazione della personalità più nascosta (il sottosuolo per l'appunto). Nella seconda, "A proposito della neve fradicia", ripercorre alcuni episodi della sua vita dove più emerge il "sottosuolo". Segue alcuni compagni di scuola ad una cena, sfoga poi l'amarezza per le offese subite su Liza, una prostituta incontrata in una casa di tolleranza, mostrandole con durezza che cosa l'aspetta nel futuro. Dopo qualche giorno Liza ritorna da lui col desiderio di una vita pura, ma viene trattata con disprezzo e volgarità. Per umiliarla le mette in mano un biglietto da cinque rubli, che poi ritroverà sul suo tavolo quando la donna se ne sarà andata, testimonianza della grande dignità di Liza.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 13 recensioni)

4.0Memorie dal sottosuolo, 23-04-2012
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Dostoevskij mostra un uomo impegnato in un lungo e tormentato discorso a proposito di sé: è un ritratto caratterizzato dai difficili rapporti che intrattiene con sé e con gli altri. Un insieme di pensieri che si avvolgono su loro stessi. Tutto questo viene raccontato con uno stile complesso e potente.
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5.0Memorie del sottosuolo, 16-03-2012
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Siamo in presenza, a mio avviso, del romanzo più personale, più privato, direi quasi più intimo della intera produzione letteraria di Fedor Dostoevskij. L'accuratezza lessicale con la quale Dostoevskij traccia il profilo psicologico dell'abitante del sottosuolo lascia davvero basiti, ci si lascia catturare e dal tono e tantopiù dal significato profondo
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4.0Memorie, 28-02-2012
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"Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be' , almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono. ) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. "
Questo è l'inizio di un grande libro. Un uomo cattivo che scrive e racconta. Imperdibile.
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4.0Memorie dal sottosuolo, 31-08-2011
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Ho incredibilmente odiato il protagonista di questa storia, troppo attaccato all'amarezza del passato e incapace di concedersi un pò di felicità, magari perchè l'infelicità è tutto ciò con cui ha convissuto per anni e cambiare (anche se in meglio) è sempre difficile. Forse farci odiare il protagonista era proprio l'intento dell'autore: è un monito, un avvertimento "guarda cosa succede a chi dimora nel risentimento". Un libro che consiglio di leggere.
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4.0Psicologia, 26-07-2011
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Sono rimasto particolarmente colpito dall'assoluta capacità di Dostoevskij di tracciare un profilo psicologico così complesso e ben definito. Non ho mai letto una cosa del genere. E' un libro che lascia veramente a bocca aperta, lo consiglio a tutti coloro che vogliono trovare in un libro qualcosa di profondo.
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4.0Dialogo interiore, 23-07-2011
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Nelle appassionanti riflessioni che il protagonista sviluppa fra se, emerge tutto un mondo, un mondo sotterraneo ed oscuro che ognuno di noi si porta dentro. Dostoevskij riporta alla luce questa dimensione inconscia con la maestria che solo uno scrittore del suo calibro può mettere in campo. Un classico nel suo genere.
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5.0Da non perdere!, 05-04-2011
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Il primo romanzo di Dosto che ho letto: mi ha subito colpito per la bellezza del linguaggio, per lo stile e soprattutto per la contorta psicologia del personaggio che è riuscito a delineare con grande maestria! L'anti-eroe degno dei più grandi romanzieri del '900. Leggetelo! Bellissimo!
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5.0L'inconscio prima di Freud, 14-02-2011
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Magistrale autoanalisi di Dosoevskij, il racconto rappresenta la prima testimonianza di un'indagine dell'inconscio nella storia della letteratura.
Il sottosuolo è per lo scrittore, sede di una potente pulsione autodistruttiva testimonianza dell'irrazionalità della natura umana.
Rancori, sadomasochismo, turpitudini, viltà, bisogno di soffrire e di annullarsi creano un fango una melma dal quale è difficle liberarsi.
Eccellente l'introduzione di Igor Sibaldi.
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5.0Memorie del sottosuolo, 20-11-2010
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"Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono. ) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco".
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5.0ecco l'uomo, 12-10-2010
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la capacità unica di Dostoevskij di analizzare l'essere umano si mostra qui in tutto il suo splendore. E' un'opera eccezionale.
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5.0l'anti-eroe, 26-09-2010
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Libro diviso in due parti: “Il sottosuolo” e “A proposito della neve fradicia”.
Nella prima parte il protagonista, profondo conoscitore di se stesso ci parla del sottosuolo cioè del proprio inconscio esponendoci la sua filosofia secondo la quale l’uomo va alla ricerca di una certa “ebbrezza della disperazione”.
Nella seconda parte vengono narrati una serie di aneddoti della sua vita. Il libro risulta di grandissimo spessore dove troviamo in un senso autolesionistico l’aperta denuncia del protagonista verso se stesso per la sua pusillanimità per la sua incapacità ad agire.
Dostoevkij con questo libro dove si delinea a pieno la figura dell’inetto anticipa di cinquant’anni il soggetto principale dei romanzi del 900 che ritroveremo in “Una vita”, “Ulisse”, “Il fu Mattia Pascal”, “La coscienza di Zeno” ecc.
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4.0Memorie dal sottosuolo, 23-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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"breve ma intenso", degno di nota il discorso del protagonista sul matrimonio (anche se in seguito rinnega tutto). Ho incredibilmente odiato il protagonista, troppo attaccato all'amarezza del passato e incapace di concedersi un pò di felicità, magari perchè l'infelicità è tutto ciò con cui ha convissuto per anni e cambiare (anche se in meglio) è sempre difficile. Forse farci odiare il protagonista era proprio l'intento dell'autore: è un monito, un avvertimento "guarda cosa succede a chi dimora nel risentimento".
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