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Cronaca di una morte annunciata

Cronaca di una morte annunciata

di Gabriel García Márquez

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Omnibus
  • Edizione: 6
  • Data di Pubblicazione: giugno 1987
  • EAN: 9788804218852
  • ISBN: 8804218851
  • Pagine: 150

Note su Gabriel García Márquez

Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo nacque in una piccola città nel nord della Colombia, Aracataca, il 6 marzo 1927.
Primogenito dei sedici figli fu cresciuto dai nonni materni. In seguito alla morte del nonno, nel 1937, si trasferì a Barranquilla per studiare. Nel 1947, García Márquez si trasferì a Bogotá per studiare giurisprudenza e scienze politiche presso l'Universidad Nacional de Colombia, ma presto abbandonò lo studio a causa dello scarso interesse per quelle materie e si dedicò all'attività di reporter per il giornale "El Universal". Alla fine del 1949 si trasferì a Barranquilla per lavorare come opinionista e reporter a "El Heraldo". Su invito di Álvaro Mutis, nel 1954 García Márquez tornò a Bogotá, a lavorare a "El Espectador" come reporter e critico cinematografico. L'anno successivo trascorre alcuni mesi a Roma, dove seguì dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, in seguito si trasferì a Parigi.
Come scrittore esordisce nel 1955, e nel 1968 dà alle stampe quella che viene universalmente riconosciuta come la sua opera più importante "Cent'anni di solitudine" romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo attraverso diverse generazioni. Nel 1982, venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nei sui ultimi anni di vita fu colpito dalla malattia di Alzheimer e si spense qualche anno dopo, il 17 aprile 2014 all'età di 87 anni, per un problema respiratorio.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 21 recensioni)

4.0Un romanzo maturo e tragico, 05-06-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
Per fortuna che Marquez è venuto meno alla sua promessa di non pubblicare più nulla fino alla caduta del dittatore cileno Pinochet, altrimenti forse non avremmo avuto il piacere di leggere quest'opera, il suo terzo romanzo. La storia raccontata è desunta da un fatto reale ed è quella di Santiago Nasar, ucciso per vendicare un delitto d'onore che non ha mai commesso, davanti agli occhi sgomenti dei suoi compaesani, che dietro al paravento della fatalità nascondono la propria complice omertà. Resta uno dei capitoli più maturi della produzione del grande scrittore colombiano.
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4.0Un romanzo drammatico , 05-06-2015
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La vicenda narrata, l'uccisione di Santiago Nasar per vendicare un delitto d'onore che in realtà non ha mai commesso, viene ricostruita a distanza di anni da uno dei testimoni del dramma, che si propone di scavare nella memoria collettiva per riportare alla luce le circostanze misteriose che hanno permesso il tragico epilogo. Il linguaggio della cronaca, volutamente scarno e lineare, è ben lontano dalla scrittura delirante e convulsa de "L'autunno del Patriarca", ma si avverte con chiarezza un sapiente montaggio dell'intreccio e la ricerca di un raffinato incrocio di piani narrativi che rischia di far sembrare artificiosa tutta l'opera.
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4.0Interessante, 14-05-2012
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Sicuramente non è un libro adatto ai ragazzi, per capirlo e goderne bisogna avere una certa maturità. Penso che questo libro sia veramente sconvolgente non per la qualità della scrittura bensì nel modo in cui l'autore specifica ogni dettaglio e non si lascia sfuggire niente. Un insieme di descrizioni colori e riflessioni che condiscono una storia cruda, davvero un'interessante lettura.
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5.0Capolavoro di Marquez, 22-03-2012
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Uno dei massimi capolavori di Gabriel Garcia Marquez, tradotto anche per il grande schermo. In un'atmosfera sospesa e rarefatta si consuma la tragedia della (sentenza di) morte 'annunciata' . Romanzo molto breve ma particolarmente intenso e teso. Una storia che fa riflettere, anche su tanti eventi terribili reali di questi nostri anni!
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4.0Cronaca di una morte, 06-03-2012
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Avvincente come pochi altri romanzi, il suo difetto più grande coincide paradossalmente col pregio: già dal titolo e dalle prime pagine si conosce il finale. Una miriade di personaggi che si fatica a tenere a mente, ma una lettura scorrevole e affascinante. Il tema proposto da Màrquez è la fatalità, dove persino la Morte si stupisce, per un attimo, del "mancato appuntamento".
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2.0Deludente, 10-01-2012, ritenuta utile da 48 utenti su 51
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Letto dopo Cent'anni di solitudine, la delusione era forse inevitabile, e solo molto a posteriori ho potuto riconciliarmi con questo libro.
Trama debole e dilatata al massimo, passioni totali, ma non per questo più digeribili, racconto "obiettivo" di una serie di irragionevolezze. Così mi è sembrato. E di bello ho trovato soprattutto le cornici, l'ambientazione e i costumi, e naturalmente il titolo, divenuto poi un'etichetta, un'autentica miniera di citazioni e variazioni.
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4.0Cronaca di una morte annunciata, 27-07-2011
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Non ocncordo con chi la considera la più brutta, la peggio scritta opera dell'autore colombiano. Al contrario, continuo a considerarlo un grande classico, perché del classico ha il respiro e la vastità del tema: l'ineluttabilità e tragicità del destino umano, l'eterogenesi dei fini per cui anche un gesto d'amore finisce per essere strumento di morte. Il tutto espresso con una scrittura asciutta e priva di enfasi, che fa ancor più risaltare l'enormità del fatto presentandotelo per quel che è, senza condirlo con aggettivi superflui e avverbi in -mente. Insomma, se questo è il Marquez minore, qual è il maggiore? "Cent'anni di solitudine", e poi il diluvio?
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5.0Un film parlato, 21-07-2011
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Una Colombia che somiglia molto alla Sicilia di un secolo fa. L'onore da riscattare, la cultura della violenza, l'indifferenza della gente e - soprattutto - una serie di sfortunati equivoci fanno sì che si compia la tragedia. "Cronaca di una morte annunciata" è molto cinematografico come racconto: mentre lo leggevo avevo la sensazione di vedere un film.
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2.0Un'opera minore, 06-07-2011
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Anche questo libro l'ho acquistato per il bellissimo titolo. La storia inizia bene. Tutto è fatidico e la riflessione è interessante. Eppure il libro non coinvolge, la narrazione procede lente. E' difficile arrivare alla fine. Non ha confronto con "Cent'anni di solitudine" e neanche con "L'amore ai tempi del colera".
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4.0Cronaca di una morte annunciata, 24-05-2011
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Niente di più di ciò che promette il titolo: la cronaca dettagliata, con tanto di testimonianze, di un delitto "annunciato", un delitto d'onore, da compiere senza rimorsi se si vuole conservare la propria reputazione. La maestria dimostrata da Marquez in questo breve libro è notevole. Vale la pena leggerlo.
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5.0Cosa aggiungere?, 06-05-2011
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Difficile commentare un capolavoro di tale portata. Fatico a trovare un termine di paragone in quanto a capacità di "catturare" il (fortunato) lettore.
L'intreccio di situazioni, personaggi e tempi, nel breve svolgere della "cronaca", si snoda senza alcuna esitazione fino all'inevitabile e annunciata conclusione.
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5.0Cronaca di una morte annunciata, 04-04-2011
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Libro incredibile per la quantità di emozioni che sa suggerire. Bellissimo! Da leggere assolutamente, si legge in un attimo ed stupendo! Fa capire quanto può appassionare una storia di cui conosciamo già la fine! Lo scopo non è scoprire la fine ma è il mezzo! Non credo che sia "Una grandiosa allegoria sull'assurdità della vita". Credo che SIA la nostra vita, di cui conosciamo per certo solo che finirà un giorno. Certo è elemento muovente del libro il fatto che l'unico a non sapere nulla sia prorpio Santiago Nasar (e che figure affascinante queste di questo libro!).
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