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Cecità

Cecità

di José Saramago


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Descrizione

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 42 recensioni)


4.0Cecità, 14-05-2012
di I. Licari - leggi tutte le sue recensioni

«E' un libro animale, crudele e spietato: esattamente come sono gli uomini.
Mi aspettavo qualcosa di più leggero, non dal punto di vista letterario, ma proprio dalla leggerezza in sè nel trattare l'argomento. Oddio, non mi aspettavo mica la favoletta, per quello ci sono altri autori a cui potermi affidare, ma non mi aspettavo tutta questa verità e crudeltà forse, ecco.
Penso che forse rileggendolo fra qualche anno lo apprezzerò di più e ci scoprirò anche dei lati nascoti che adesso non ho visto o voluto vedere.
»

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5.0Cecità, 12-05-2012
di L. Noventa - leggi tutte le sue recensioni

«La scrittura di Saramago potrà non andare a genio a molte persone, il suo è uno stile particolare, eppure se questo riesce a non fermarvi vi renderete conto da soli che quello che avete davanti agli occhi è un capolavoro della letteratura. Le situazioni che sono narrate, i sentimenti di ciascun personaggio, le paure e le speranze, la rabbia e la desolazione... Sembrano tutte emozioni che Saramago ha vissuto sulla propria pelle, come se lui stesso si fosse ritrovato cieco da un momento all'altro. Magistrale.»

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4.0Particolare , 05-05-2012
di M. Bocchetti - leggi tutte le sue recensioni

«Saramago ha superato se stesso nello scrivere questo libro, ha creato una trama ai limiti del possibile che rende la storia molto particolare, non è facile amare questo testo infatti ad una lettura veloce potrebbe sembrare stupido, ma la caratterizzazione fatta sui personaggi fa si che si tratti di un libro molto particolare »

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5.0Cecità, 03-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 14
di C. Marcato - leggi tutte le sue recensioni

«L'impatto emotivo che lascia questo romanzo è impressionante, non a caso Saramago ha vinto un Nobel con esso. L'idea che tutto il mondo si ammali di una cecità incurabile e che si ritrovi a dover vivere contanto solo sugli altri sensi è terrificante. E quello che fa Saramago è riuscire a immaginare come le persone possano arrangiarsi, come possano fronteggiare la cosa e quello che rende il libro così realistico è il fatto che ciò che descrive è talmente logico da renderlo reale. »

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4.0O lo ami o lo odi, 27-04-2012
di G. Dalcielo - leggi tutte le sue recensioni

«Io che sono un purista mi aspettavo di repellere con tutto me stesso la sua prosa così bislacca, così cervellotica e priva dei più comuni punti fermi e virgole. Invece la storia - la cecità di un'intera città - soverchia completamente questo aspetto della sintassi e ti avvince completamente dall'inzio alla fine.
Non è un caso se ha vinto un nobel, nonostante non mettesse mai punti e virgole!
»

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5.0Saramago è un genio, 26-04-2012
di S. Barbieri - leggi tutte le sue recensioni

«E' una grande perdita quella del geniale e visionario Saramago. Leggi un suo libro e ti inchini dinanzi alla visionarietà, alla creatività e lucidità di questo grande scrittore. Cecità fu il primo romanzo che lessi di questo autore e ne rimasi impressionata. Saramago ha la capacità di immaginare situazioni al limite, improbabili, ma nell'analizzare tutto ciò che potrebbe succedere all'essere umano in queste situazioni estreme, ecco che tutto diventa plausibile, tutto "quadra", e il sapore che ne deriva è altamente inquietante. In questo caso... Cosa succederebbe se un giorno tutti diventassimo ciechi?»

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4.0Cecità, 08-03-2012
di P. S - leggi tutte le sue recensioni

«Non mi è andata giù il fatto che le battute sono ostinatamente inserite tra virgolette, creando più confusione, forse voluta, tanto da spingerci a rileggere più volte le frasi per capire chi dice cosa e rifletterci di più.
E' un libro animale, crudele e spietato: esattamente come sono gli uomini.
Mi aspettavo qualcosa di più leggero, non dal punto di vista letterario, ma proprio dalla leggerezza in sè nel trattare l'argomento.
Nonostante tutto molto consigliato!
»

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5.0Un romanzo sulla brutalità umana, 25-02-2012
di E. De matteis - leggi tutte le sue recensioni

«Uno dei migliori romanzi di Saramago, dopo Il Vangelo secondo Gesù Cristo.
L'autore, volontariamente, decide di narrare le vicende in un luogo vago e imprecisato, senza un anno temporale o periodo di riferimento. Questo serve per dare un senso maggiore ai fatti della storia, avvenimenti che potrebbero metaforicamente accadere in ogni posto e in ogni tempo. Alla base del romanzo vi è l'amor proprio da parte degli uomini e la loro indole a fare del male, ma vi è anche la fragilità dei rapporti umani e l'incapacità del singolo di rapportarsi con un suo pari.
La storia narra di una strana malattia che colpisce la razza umana, che rende ogni uomo cieco. La perdita della vista provoca diversi comportamenti: crudeltà, egoismo, pazzia, etc. Unica, forse, ancora di salvezza è una donna che ha ancora il dono della vista.
Lo stile è tipico dell'autore. Periodi brevi, dialoghi senza virgolette e messe in chiaro solo da una virgola, tematiche sull'esistenza umana e divina.
Un libro da avere.
»

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4.0Angoscia, 16-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Fanni - leggi tutte le sue recensioni

«Una cecità bianca d'improvviso si impossessa di uomini donne e bambini; non è detto sapere dove e in quale periodo storico ma dopo tutto ai fini della storia sarebbe irrilevante.
Così come lo sono i nomi dei personaggi, riconoscibili solo dalle loro caratteristiche fisiche, dall'abbigliamento, dal loro ruolo nella società.
Dalla condizione di cecità di un solo uomo si arriva in breve ad una situazione estrema in cui tutti son nemici di tutti e solo affidandosi e fidandosi degli altri si riesce a sopravvivere. Un libro sulla barbarie dell'uomo, e l'incapacità di vedere non solo con gli occhi
»

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4.0Che libro!, 04-09-2011
di E. Perrone - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro molto impegnativo da leggere, soprattutto all'inizio finché non si riesce ad entrare nello stile dell'autore... Tuttavia, una volta abituati al modo di scrittura si viene catturati da una storia assurda che fa emergere però tutte le caratteristiche dell'animo e del corpo umano... Una società completamente in tilt senza il più importante dei nostri sensi ovvero la vista, senza regole, senza comodità e senza alcuna speranza in un futuro migliore, questa l'ambientazione di questo libro che non posso che definire geniale nell'idea e nello sviluppo di questa idea... Assolutamente da leggere e da rielaborare in maniera strettamente personale.»

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4.0Cecità, 08-08-2011
di L. Poletti - leggi tutte le sue recensioni

«Bisogna dare tempo a Saramago, tempo per abituarsi alla sua scrittura orale, ma, una volta entrata nei suoni, la lettura è risultata avvincente.
Gli uomini si trovano inspiegabilmente contagiati da un male sconosciuto, un malbianco' che li rende tutti ciechi e li costringe ad affrontare primordiali problemi di sopravvivenza e organizzazione. Un racconto surreale di vista e di cecità, di luce e di buio, di vita e di morte, i cui ruoli si scambiano: i ciechi vedono l'essenziale, non più abbagliati dall'apparenza; gli uomini spesso diventano animali e le bestie mostrano affetti umani. I nomi diventano inutili e le emozioni reali, senza bisogno di aggettivi. Ed ecco allora che si giustifica anche quella scrittura essenziale che dà peso ai suoni, alle parole e si fonde coi significati.
J. S. Riesce a descrivere sentimenti, stati d'animo, psicologie umane in maniera sostanziale e delicata, pur negli episodi spesso scabrosi e crudi; presenta situazioni grottesche a volte con sarcasmo, a volte con una ironia semplice; sempre impregna la storia di significati reali e profondi.
»

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2.0Non nelle mie corde, 05-07-2011
di V. Lorello - leggi tutte le sue recensioni

«Non ci siamo trovati.
Il suo stile di scrittura non mi piace, non nel senso che lo ritengo incapace, ma nel senso che non è quello che mi si confà. Ciònonostante mi piacciono alcuni suoi costrutti particolarmente intricati e, fattoci l'occhio, non è pesante da leggere...
Sono rimasta stranamente insensibile allo svolgersi della trama. I suoi "pugni allo stomaco" è come se fossero stati mirati contro un cuscino.
E ho pure storto un po' di volte il naso, come se non mi convincesse.
Rimane solo il piacere di stare davanti a una storia.
»

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