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L' orologio

L' orologio

di Carlo Levi


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Descrizione del libro

Un orologio che si rompe dà l'avvio alla storia di tre giorni e tre notti nel dicembre del '45, che cambia il destino dell'Italia. La fine del governo resistenziale di Ferruccio Parri, l'inizio della crisi dei partiti liberale e azionista, l'avvento al potere di Alcide De Gasperi e della Democrazia cristiana, e soprattutto Roma e l'Italia di allora: un complesso intreccio di avvenimenti politici e di condizioni umane raccontano con una tensione e un pathos che coinvolgono il lettore e rivelano la temperatura di una stagione traboccante di vitalità e nello stesso tempo vulnerabile di fronte a tutte le illusioni.

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 3 recensioni)

5È tempo di leggerlo, 11-08-2019
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Ho letto questo libro anni fa in un edizione del 1974 trovata in biblioteca. Fu una sorpresa per me e subito incominciai a scrivermi alcuni appunti, dato che non ne avevo trovato edizioni recenti in commercio.
A giugno di quest'anno sono stata a Matera e al ritorno ho voluto cercare le poesie di Carlo Levi, e così ho trovato anche questa edizione de "L'Orologio" del 2015 con una bella introduzione di Mattia Acetoso e l'ho comprato subito.
"L'orologio" è un racconto molto lungo scritto da Carlo Levi tra il 1947 e il 1949 e ambientato nel 1945 probabilmente nei giorni 23, 24 e 25 novembre. È un testo autobiografico e narra le vicende di Carlo storicamente inserite del periodo della caduta del governo di Ferruccio Parri. Il racconto è ambientato fisicamente a Roma e a Napoli, ma nei ricordi di Levi compaiono anche in modo preponderante Firenze e Torino.
Carlo è personaggio e protagonista della narrazione. L'orologio lo comanda, o è solo un pretesto, fatto sta che proprio a causa dell'orologio rotto Carlo è testimone di diverse vicende e si arricchisce di osservazioni, mentre contemporaneamente parla del suo insediamento a Roma, al giornale L'Italia Libera.
Carlo sembra obbedire ad un io che lo trasporta per Roma, per i vicoli, per i ristoranti. Sicuramente con il paragone con Giona, che Carlo inserisce nelle sue esperienze di Napoli, Levi vuole portarci nella dimensione del suo viaggio interiore, del tempo della crisi, delle delusioni e della perseveranza.
All'inizio del racconto Carlo si accorge che qualcosa non va: l'orologio si è rotto. Si trova suo malgrado ad affrontare un'esperienza come un angelo venuto dall'altro mondo. E qui calza il paragone con Giona, il voler sottrarsi ad un Dio interiore, e riscoprire il suo messaggio solo mediante la scrittura del racconto. Il racconto di un'esperienza che va dall'esterno all'interno, anche se ancora difficile da decifrare.
Carlo Levi è l'arcangelo Gabriele al contrario, non porta agli uomini il messaggio di Dio, ma porta a Dio il messaggio degli uomini. Il tempo e lo spazio sono quelli della vita di Carlo, la sua esperienza, la resistenza, l'infanzia, l'esilio, la prigionia, il lavoro, la pittura. Gli ambienti si alternano nella narrazione vivacemente. Carlo è sincero, spontaneo, unico. Leggetelo tutti.
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4La metafora dell'orologio, 02-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Levi fu pittore e scrittore, lo si capisce bene leggendo questo romanzo che contiene brani indimenticabili, veri e propri dipinti di parole. A mio parere il pretesto storico-politico passa dietro le quinte, la prosa di Levi, splendida, barocca, ci propone una serie di quadri vividi e delineati di un'Italia ormai perduta dell'immediato dopoguerra. Indispensabile.
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3Memoria d'Italia, 13-07-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 7
di - leggi tutte le sue recensioni
Diario più che romanzo. Memoria più che diario. "L'orologio" di Carlo Levi ha il pregio raro della ricordanza politico-sociale in forma letteraria. Ci si perde se s'attende un romanzo: l'opera è un insieme ibrido d'invenzioni semplici e tratti veritieri, che descrivono l'Italia del dopo Resistenza. Appare Roma, cloaca di camere d'affitto e d'intrallazzi; compaiono intellettuali, politici, portaborse e figuranti d'una nazione che torna ad essere nazione. E che, nel farlo, sacrifica le belle idee, la bella rivolta popolare. A tratti troppo ampia nei singoli periodi, l'opera si legge comunque celermente: e sorprende nel ridarci qualche frammento di ciò che oggi ci circonda.
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