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Cos'è accaduto alla signora perbene

Cos'è accaduto alla signora perbene

di Loriano Macchiavelli


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Descrizione del libro

Bologna non è più la «signora perbene» di un tempo, ma - parole di Sarti Antonio, sergente - è diventata una «città di merda». Cosa le è accaduto? Come si è potuti arrivare al punto che, durante uno dei tanti scontri tra forze dell'ordine e manifestanti, un uomo passato di lì per caso sia stato centrato in fronte da un proiettile e sia morto? Il questurino si ritrova immerso fino al collo nelle indagini, soprattutto quando qualcuno gli fa intendere che esiste un filmato dell'episodio. Sarebbe un indizio decisivo. Ma la «signora perbene» ha in serbo ancora molte sorprese, e non tutte piacevoli...

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Voto medio del prodotto:  3 (3 di 5 su 1 recensione)

3Cos'è accaduto alla signora perbene, 28-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Stile non proprio eccezionale, comunque vi sono raccolte idee molto interessanti. Qui ci troviamo di fronte ad un reperto storico, che contiene in sé molti degli alti e bassi macchiavellici. Infatti, il romanzo esce la prima volta nel 1979, a valle di tutti quei sommovimenti che ingrigirono la vita italiana nella seconda metà degli Anni Settanta. E dico ingrigirono e non rallegrarono, anche se erano gli anni della Pantera, degli Indiani, delle fantasie, perché erano anche gli anni che portarono a Moro ed oltre. Macchiavelli è già al suo settimo libro, e vive in quel di Bologna. Qui decide di utilizzare il suo strumento classico, il giallo, ed il suo personaggio eponimo, Sarti Antonio, per emettere una serie di grida perché qualcosa cambi. Grida inascoltato, se, come confessa nella prefazione, "da allora ad oggi le cose non sono cambiate", tant'è che decide di ripubblicare il romanzo. C'è ovviamente una trama "gialla", un morto ammazzato. E per le sue vie traverse, Sarti Antonio arriverà al disvelamento del mistero. Ma il morto viene ammazzato durante una manifestazione dell'estrema sinistra, durante quelli che venivano chiamati "espropri proletari". Ed il morto era persona, d'apparato e non di spicco, del PCI bolognese. Ed era tra coloro che pensavano utile un dialogo tra le parti (seppur su posizioni distanti) . E con durezza, Macchiavelli si scaglia contro la dabbenaggine di quell'estrema sinistra, contro le faide interne che a volte rimandano alla Spagna del '36, ma anche contro l'inizio di un clientelismo palese anche all'interno della sinistra ufficiale, e per finire contro l'arroganza della borghesia (ora come allora) . La prima metà del libro è tutta giocata su questi registri, e si capisce che il fino ad allora ben voluto "Macchia", sia calato in popolarità e stima. Io ne trarrei utili lezioni, collegandomi a quegli scritti di etica che ho citato in trame post-estive. Il comportamento retto verso sé stessi, ed il rispetto verso l'altro, sempre, è una cosa che non può essere barattata con nessuna pretesa rivoluzionaria. La seconda parte scivola sulla soluzione del giallo, sulla costruzione del personaggio Sarti Antonio, e sui sodali, da Rosas a tutto quel mondo ai margini di ladruncoli e prostitute che (è questo il messaggio forte) sono molto più perbene di quel mondo di potere meschino e baro. Questa parte è un po' flebile, rispetto ai pugni della prima, e rende il tutto degno di una considerazione mediana più che di una verso l'eccellenza. Tuttavia, nel complesso sono stato contento della lettura, chiedendomi con l'autore che cos'è accaduto alla Bologna perbene, a quella cantata anni dopo da Guccini in una memorabile canzone sui luoghi del vivere (ricordate: "Bologna è una strana signora, volgare matrona Bologna bambina per bene, Bologna "busona") .
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