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Amy e Isabelle

Amy e Isabelle

di Elizabeth Strout


  • Editore: Fazi
  • Collana: Le strade
  • Traduttore: Testa M.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2015
  • EAN: 9788876258145
  • ISBN: 8876258140
  • Pagine: 474
  • Formato: brossura

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Trama del libro

È la storia, questa, di una cittadina anonima della provincia americana. Di un'estate straordinariamente torrida. Di un microcosmo di donne, impiegate presso gli uffici di una fabbrica locale. Tra queste c'è Isabelle, ancora giovane, che tenta di celare il proprio misterioso passato dietro una facciata di decoro e perbenismo; e c'è la figlia Amy, una timida adolescente con un segreto che non riesce a tenere nascosto. Il rapporto tra le due è teso, intessuto di cose non dette e di una reciproca incomprensione che si trasforma in aperta ostilità quando la madre scopre nella figlia l'esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano state le sue, il suo stesso desiderio di darsi a un altro e di essere amata. Il mondo di Amy e Isabelle crollerà violentemente all'improvviso, e dopo un toccante, impietoso confronto durante una drammatica notte niente sarà più come prima.

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4Amy e Isabelle e la provincia, 19-03-2012
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Una bella storia di donne ambientata nella provincia americana bigotta e conservatrice. L'autrice scrive bene, e traporta il lettore in uffici dove le piccole rivalità, le cattiverie, assumono dimensioni spropositate. Il tutto è permeato da un perbenismo quasi osceno, dove gli uomini sono di contorno, non troppo consistenti, nonostante siano in grado di scavare in ognuna di loro profonde cicatrici, e delusioni.
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3La provincia americana e le donne, 09-02-2012
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Un bel libro, opera prima di Elizabeth Strout (premio pulitzer con il suo secondo romanzo) , che racconta il rapporto tormentato di madre e figlia. La madre vittima di convenzioni e terrorizzata dalle malelingue cerca di contenere la voglia di vita della figlia. Il dover lavorare insieme nel microcosmo di un ufficio composto da sole donne crea scompiglio e cova sotto la cenre tradimenti, fallimenti, amori repressi, e invidia. Una lettura piacevole, ma non eccellente.
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4Amy e Isabelle, 10-08-2011
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E' un romanzo meraviglioso, la vita di due donne narrata con grande eleganza e signorilità, è scritta con tratto deciso e grande talento narrativo, in modo forse più ingenuo e meno costruito, ma sicuramente spontaneo e accattivante. E' per questo motivo che tra le quattro e le cinque stelle mi sono decisa per la votazione più alta (sarebbero quattro stelle e mezzo), perché mi auguro che la Strout, ancora 55enne, possa diventare una scrittrice di fama veramente mondiale, che la sua produzione narrativa cresca con questa consistenza e continuità, che diventi una voce femminile di grande portata nel panorama della narrativa del XXI secolo.
Mi è piaciuto il modo in cui l'autrice ha scavato nella psicologia di queste due donne, una rinchiusa nel suo silenzio e nel suo guscio di asprezza e ritrosia, l'altra che si sta aprendo al mondo e alla vita con tutti i suoi timori, le sue incertezze, le sue false convinzioni come ogni adolescente che si rispetti ha, ha sempre avuto e avrà. Cosa significa essere madre single (vedova? Separata? Abbandonata? Mai sposata? Lo si scoprirà leggendo) nell'asfittica provincia americana, Isabelle Goodrow lo sa bene, mentre le giornate scorrono piatte una accanto all'altra, nelle sere solitarie in poltrona a leggere riviste, o tra il chiacchiericcio delle donne al vicariato dopo la funzione domenicale. Lo sa anche Amy, la giovane dai bellissimi capelli fulvi, che non riesce a integrarsi perfettamente nella sua scuola non perché sia stupida, ma solo perché si percepisce diversa, monca, forse non apprezzata e accettata, animata da un continuo spirito di contraddizione nei confronti della madre, unico suo baluardo contro il mondo quasi quanto contro se stessa, la sua voglia di crescere, capire, conoscere.
Libro tutto al femminile, dicevo, non solo per Amy e Isabelle, ma anche per Fat Bev, Dottie Brown, Stacy Burrows, e tante altre che entrano nella storia per poco tempo, ma mai inutilmente. Gli uomini, allora? Figure irresolute o senza spina dorsale come Avery Clark, cattive e approfittatrici come Thomas Robertson, comunque sullo sfondo e non certo per spocchia femminista dell'autrice, che in Resta con me avrebbe scelto un uomo come figura trainante.
Il passato prossimo di Amy e il passato remoto di Isabelle riaffiorano durante una breve e intensa estate torrida, afosa, in cui l'aria irrespirabile e la cappa di umidità sembrano portare alla luce quanto c'è di nascosto tra le pieghe dell'animo, inesorabilmente e irreparabilmente, unendo madre e figlia nonostante le vicende sembrino dividerle e inasprirle.
Il romanzo della Strout è una fetta di vita raccontata in modo diretto, convincente e senza fronzoli e di adolescenti come Amy le aule scolastiche abbondano; è un bozzetto intagliato con una mano già padrona della propria arte, un punto di osservazione della condizione umana, vulnerabile, fragile, spesso repressa ma sempre emozionante e affascinante.
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4Amy e Isabelle, 25-02-2011
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Il buongiorno s'è visto chiaramente dal mattino, con Elizabeth Strout. L'opera prima, una storia tutta al femminile tra madre e figlia, è scritta con tratto deciso e grande talento narrativo, in modo forse più ingenuo e meno costruito, ma sicuramente spontaneo e accattivante. E' per questo motivo che tra le quattro e le cinque stelle mi sono decisa per la votazione più alta (sarebbero quattro stelle e mezzo), perché mi auguro che la Strout, ancora 55enne, possa diventare una scrittrice di fama veramente mondiale, che la sua produzione narrativa cresca con questa consistenza e continuità, che diventi una voce femminile di grande portata nel panorama della narrativa del XXI secolo.
Mi è piaciuto il modo in cui l'autrice ha scavato nella psicologia di queste due donne, una rinchiusa nel suo silenzio e nel suo guscio di asprezza e ritrosia, l'altra che si sta aprendo al mondo e alla vita con tutti i suoi timori, le sue incertezze, le sue false convinzioni come ogni adolescente che si rispetti ha, ha sempre avuto e avrà.
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4Il potere della gentilezza, 15-07-2010
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È un libro di donne, con molti limiti e difetti, comunque migliori, nel loro saperli accettare e superare anche creando legami a reciproco supporto, dei loro uomini.
Di donne che sono travolte dagli eventi, ma che sanno crescere, cambiare, aprirsi, così come fa la Isabelle del titolo, decisamente antipatica, nella chiusura e freddezza con cui la Strout la presenta nelle prime pagine, incapace di un vero legame emotivo, con Amy, sua figlia e con chiunque altro e che sa poi mettersi in discussione, distruggere il suo vecchio mondo e costruirsene un altro.
Un altro mondo che con ruoti necessariamente attorno ad un uomo – che ci si può anche inventare, quando non c’è – ma che si intesse di rapporti di amicizia e di solidarietà, in cui un gesto di gratuita e spontanea gentilezza può segnare la svolta dal buio verso la luce.
La Strout non usa parole superflue e ridondanti, ma esattamente quelle che permettono di entrare nella provincia americana, di sentirsene parte, e di riconoscere come paure, aspirazioni, debolezze e desideri siano universali.
Decisamente un libro da leggere.
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