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La rabbia e l'orgoglio

La rabbia e l'orgoglio

di Oriana Fallaci

3.0

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Con "La rabbia e l'orgoglio" (2001), Oriana Fallaci rompe un silenzio durato dieci anni, dalla pubblicazione di "Insciallah", epico romanzo sulla missione occidentale di pace nella Beirut dilaniata dallo scontro tra cristiani e musulmani e dalle faide con Israele. Dieci anni in cui la Fallaci sceglie di vivere ritirata nella sua casa newyorchese, come in esilio, a combattere il cancro. Ma non smette mai di lavorare al testo narrativo dedicato alla sua famiglia, quello che lei chiama "il-mio-bambino", pubblicato postumo nel 2008, "Un cappello pieno di ciliege". L'undici settembre le impone di tornare con furia alla macchina da scrivere per dar voce a quelle idee che ha sempre coltivato nelle interviste, nei reportage, nei romanzi, ma che ha poi "imprigionato dentro il cuore e dentro il cervello" dicendosi "tanto-la-gente-non-vuole-ascoltare". Il risultato è un articolo sul "Corriere della Sera" del 29 settembre 2001, un sermone lo definisce lei stessa, accolto con enorme clamore in Italia e all'estero. Esce in forma di libro nella versione originaria e integrale, preceduto da una prefazione in cui la Fallaci affronta alle radici la questione del terrorismo islamico e parla di sé, del suo isolamento, delle sue scelte rigorose e spietate. La risposta è esplosiva, le polemiche feroci. Mentre i critici si dividono, l'adesione dei lettori, in tutto il mondo, è unanime di fronte alla passione che anima queste pagine. (Prefazione di Ferruccio De Bortoli)

Note su Oriana Fallaci

Oriana Fallaci nacque a Firenze il 26 giugno 1929. Visse un'infanzia difficile a causa della seconda guerra mondiale. A soli dieci anni infatti, il padre Edoardo, fervente antifascista, la coinvolse nelle attività della Resistenza, esperienza che contribuì a forgiare una donna dal carattere combattivo e tenace. Per l'impegno in guerra ricevette anche la medaglia d'onore dell'Esercito Italiano. Subito dopo la guerra, non ancora maggiorenne, iniziò a lavorare come giornalista. Scrisse per importanti testate giornalistiche, tra cui L'Europeo e il Corriere della Sera, e i sui articoli furono spesso tradotti all'estero. Iniziò anche a frequentare la facoltà di Medicina, ma abbandonò gli studi dopo poco, per dedicarsi completamente all'attività che più le piaceva e meglio le riusciva: scrivere. In poco tempo, la sua naturale capacità abbinata ad un carattere di ferro, la portarono ai vertici del giornalismo mondiale. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte come inviata speciale, tra il 1967 e il 1975 passò lunghi periodi in Vietnam, nel 1968, a Città del Messico, fu ferita durante la strage di piazza delle Tre Culture. In generale, seguì tutti i più cruenti conflitti del 1900, tutti gli eventi storici di maggior rilievo. Fece delle memorabili interviste ai potenti del mondo, tra cui Henry Kissinger, Golda Meir, Indira Gandhi, Gheddafi, Arafat e Khomeini. Sulla base delle sue esperienze di vita, scrisse numerosi romanzi, spesso autobiografici, che ne determinarono il successo internazionale e proiettarono Oriana nel gotha degli scrittori più apprezzati dell'ultimo secolo. Tra questi ricordiamo "Penelope alla guerra" (1962) "Niente e così sia" (1969), "Intervista con la storia" (1974), "Lettera ad un bambino mai nato" (1975), "Un uomo" (1979), "Insciallah" (1990), "La rabbia e l'orgoglio" (2001). Restando coerente con sé stessa, nei suoi articoli e nei suoi libri non fece mai segreto della sua opinione personale e le sue forti prese di posizione a volte (come nel caso de "La forza della ragione") suscitarono numerose polemiche. Oriana Fallaci morì a Firenze il 15 settembre del 2006.
 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.1 di 5 su 13 recensioni)

5.0Un libro per meditare. , 10-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Oriana Fallaci ha voluto scrivere questo libro a proposito della tragedia avvenuta l'11 settembre 2001, "sfogandosi", liberandosi di tutta la rabbia, una rabbia "nuova", lucida, potente, che fino a quel momento la opprimeva. Non bastava più il silenzio, ha sentito la necessità di affrontare l'argomento. E le sue parole fanno molto pensare!
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2.0La rabbia del dopo 1109, 26-07-2011
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Questo è sicuramente il libro scritto maggiormente con la "pancia" rispetto agli altri della Fallaci. Donna di grande acume ed intelligenza, da anni residente a Manhattan, rimase scioccata dall'attentato al World Trade Center e scrisse di getto un lungo articolo che, una volta riassunto venne pubblicato sul Corriere della Sera. Un lungo articolo dove da un lato attacca la società islamica e dall'altro denuncia un processo di decadenza della civiltà occidentale.
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3.0La rabbia e l'orgoglio, 06-07-2011
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Poco orgoglio, in compenso una quantità di rabbia tale da scuotere le fondamenta dell'occidente. Nel successivo "La forza della ragione" la Fallaci cerca di dare un'architettura più solida alle sue posizioni anti-islamiche, qui siamo di fronte ad un libello anti-islamico scritto come un fiume, scorrevole ma decisamente forte, anche chi come me ha apprezzato le opere precedenti dell'autrice deve riconoscere un libro meno giornalistico e più personale, si percepisce la forza dell'autrice ma non la sua lucidità.
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2.0La rabbia e l'orgoglio, 14-03-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 15
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Un libro scritto sull'onda dell'emozione dopo la tragedia dell'11 settembre che ha diviso molto i lettori, anche i suoi estimatori. C'è soprattutto molta rabbia in questo libro e il contenuto non è condivisibile, ma come tutti i libri che scatenano ferocemente i critici va capito e letto per formarsi una propria opinione. Non mi sento di condannarlo anche se non giustifico del tutto l'autrice nonostante i fatti tragici che le hanno fatto prendere di nuovo in mano la penna dopo anni di silenzio.
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1.0La rabbia e l'orgoglio, 06-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Credo che la Fallaci in questo saggio molto personale si sia lasciata andare ad idee poco condivisibili e piuttosto confuse: sicuramente la rabbia e l'orgoglio hanno avuto la meglio sulla sua parte di giornalista e scrittrice, facendo così venire alla luce una bieca ignoranza ed un pessimo egocentrismo.
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3.0La rabbia e l'orgoglio, 15-02-2011
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Molta rabbia, molto orgoglio, molto livore.
Nel successivo "La forza della ragione" la Fallaci cerca di dare un'architettura più solida alle sue posizioni anti-islamiche, qui siamo di fronte ad un libello anti-islamico scritto come un fiume, scorrevole ma decisamente forte, anche chi come me ha apprezzato le opere precedenti dell'autrice deve riconoscere un libro meno giornalistico e più personale, si percepisce la forza dell'autrice ma non la sua lucidità.
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4.0FA MEDITARE, 22-12-2010
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Con la Fallaci non esitono mezze misure. Con questo libro và al cuore del conflitto tra occidente e mondo musulmano. Da anni di esperienze vissute direttamente sul campo arabo, ci porta le sue considerazioni personali che possono essere condivise o meno. Al lettore il giudizio....
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4.0AGGRESSIVO, 09-12-2010
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Pensavo che leggendo questo libro avrei trovato qualcosa di meno aggressivo, appunto. Ed invece ho trovato ancora una volta, è il terzo libro della signora Fallaci che leggo, una donna arrabbiata con il mondo e che nei suoi scritti tira fuori gran parte o tutta la sua rabbia e mi sono vergognata dato che mi sono ritrovata fra le cicale che lei condanna anche se mai avrei pensato di farne parte. Certo un testo che aiuta a riflettere su noi stessi, i nostri comportamenti verso chi viene da fuori e verso ciò che è stato e che sarà.
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3.0espressione di un pensiero, 04-11-2010
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Oriana Fallaci esprime il suo pensiero su un giorno che stato uno dei più terribili dell'umanità l'11 settembre 2001.
In questo libro la Fallaci esprime anche quelle idee che sono nate in lei dopo anni e anni di esperienza giornalistica e reportage.
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4.0esagerato, 09-10-2010
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Mi sembra eccessivo ciò che scrive la Fallaci e comunque ritengo che le sue parole contribuiscono a separare ancora di più il mondo mussulmano da quello occidentale e non contribuiscono di certo a creare un'armonia
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4.0Amaro, 08-10-2010
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In questo libro la Fallaci non nasconde le sue teorie, la sua opinione su ciò che è accaduto dopo l'11 settembre a New York, non risparmia le sue considerazione negative sull'islam.Un libro denuncia, un contenuto colmo di risentimento, ma anche premonitore dei tempi futuri.
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3.0esagerato, 04-09-2010
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Mi pice come scrive la Fallaci ma non approvo il contenuto perché aizza il fondamentalismo occidentale.
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