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Intervista con il mito

Intervista con il mito

di Oriana Fallaci

4.0

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Le vacanze romane di Audrey Hepburn e Mel Ferrer, le nozze in vista tra Lucia Bosé e Miguel Dominguin, gli amori di Walter Chiari, i sogni di Grace Kelly prima di diventare principessa, il destino maledetto di James Dean, le passioni di Ava Gardner, il fascino di Yul Brinner, l'audacia di Ingrid Bergman, la vita di coppia di Sofia Loren e Carlo Ponti, l'eleganza di Cary Grant, il genio di Luchino Visconti, le inquietudini matrimoniali di Liz Taylor, le battaglie di Silvana Mangano, l'attitudine patriarcale di Charlie Chaplin, la malinconia di Marcello Mastroianni, la sensualità di Edith Piaf, l'intensità di Anna Magnani, il sorriso di Paul Newman, l'arte di Totò, lo sguardo da 007 di Sean Connery, per citare solo alcuni dei tanti nomi che affollano questa galleria di celebrità. Nel suo percorso giornalistico Oriana li incontra tutti, anche più di una volta: nessuno come lei riesce a fargli ammettere vizi, capricci e debolezze. "Intervista con il mito" presenta una selezione delle interviste che la Fallaci realizza negli anni Sessanta, come inviata de "L'Europeo", tra Cinecittà e Hollywood. In Appendice un reportage sul viaggio di Pier Paolo Pasolini a New York, città da cui il grande regista e scrittore era profondamente affascinato, e il testo in memoria della sua cara amica Ingrid Bergman, che si spegne dopo una lotta estenuante con il cancro.

Note su Oriana Fallaci

Oriana Fallaci nacque a Firenze il 26 giugno 1929. Visse un'infanzia difficile a causa della seconda guerra mondiale. A soli dieci anni infatti, il padre Edoardo, fervente antifascista, la coinvolse nelle attività della Resistenza, esperienza che contribuì a forgiare una donna dal carattere combattivo e tenace. Per l'impegno in guerra ricevette anche la medaglia d'onore dell'Esercito Italiano. Subito dopo la guerra, non ancora maggiorenne, iniziò a lavorare come giornalista. Scrisse per importanti testate giornalistiche, tra cui L'Europeo e il Corriere della Sera, e i sui articoli furono spesso tradotti all'estero. Iniziò anche a frequentare la facoltà di Medicina, ma abbandonò gli studi dopo poco, per dedicarsi completamente all'attività che più le piaceva e meglio le riusciva: scrivere. In poco tempo, la sua naturale capacità abbinata ad un carattere di ferro, la portarono ai vertici del giornalismo mondiale. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte come inviata speciale, tra il 1967 e il 1975 passò lunghi periodi in Vietnam, nel 1968, a Città del Messico, fu ferita durante la strage di piazza delle Tre Culture. In generale, seguì tutti i più cruenti conflitti del 1900, tutti gli eventi storici di maggior rilievo. Fece delle memorabili interviste ai potenti del mondo, tra cui Henry Kissinger, Golda Meir, Indira Gandhi, Gheddafi, Arafat e Khomeini. Sulla base delle sue esperienze di vita, scrisse numerosi romanzi, spesso autobiografici, che ne determinarono il successo internazionale e proiettarono Oriana nel gotha degli scrittori più apprezzati dell'ultimo secolo. Tra questi ricordiamo "Penelope alla guerra" (1962) "Niente e così sia" (1969), "Intervista con la storia" (1974), "Lettera ad un bambino mai nato" (1975), "Un uomo" (1979), "Insciallah" (1990), "La rabbia e l'orgoglio" (2001). Restando coerente con sé stessa, nei suoi articoli e nei suoi libri non fece mai segreto della sua opinione personale e le sue forti prese di posizione a volte (come nel caso de "La forza della ragione") suscitarono numerose polemiche. Oriana Fallaci morì a Firenze il 15 settembre del 2006.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

5.0E che mito!, 10-12-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
La Fallaci è la Fallaci. Il suo stile inconfondibile vince anche in questo caso. Non annoia. Si legge velocemente e invita a riflettere.
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3.0Buono, 24-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Altro libro bellissimo della Fallaci, sicuramente uno dei migliori secondo solo ad "un uomo"! Nel complesso soddisfacente... Da leggerre!
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