L' idiota

L' idiota

4.5

di Fëdor Dostoevskij


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Descrizione

Pubblicato a puntate nel 1868 sulla rivista moscovita "Russkij vestnik", L'idiota fu scritto freneticamente da un Dostoevskij incalzato dai debiti, tormentato dagli attacchi di epilessia, attratto dal canto di sirena della roulette. Eppure, nell'abisso della sua disperazione, il grande scrittore russo ha saputo dare un'opera di grande luminosità, uno di quei libri il cui valore artistico va oltre la qualità letteraria. "L'idiota" è infatti il romanzo in cui il realismo fantastico di Dostoevskij si misura con l'altissimo obiettivo di dare una rappresentazione artistica dell'uomo assolutamente buono. Un uomo, frammento del Cristo, attorno a cui prende vita quel mondo di tragedie e macchiette che è la Russia dell'Ottocento.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 6 recensioni)

5.0Romanzo psicologico, 25-09-2010
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imperniato su una singolare, patetica ed umanissima figura di disadattato, “L’idiota” (titolo beffardo e azzeccatissimo) mette in scena la tremenda odissea soprattutto interiore di un uomo che, sebbene animato da ideali nobilissimi, finisce per rovinarsi a causa della malvagità degli altri, così incarogniti da non saper nemmeno concepire la bontà d’animo del protagonista, per tutti soltanto un povero “idiota”. Ma Myskin non somiglia agli “idioti”, non vive in un mondo fantastico. Non è risibile né di lui ridono, anche se ne giudicano eccessiva la generosità e imbarazzante la consequenzialità del condursi. Dicono “idiota” come per dispetto, la sua disponibilità urta la tiepidezza altrui. Ma chi comincia ad ascoltarlo con un sorriso, termina serio. Myskin non è mai comico.
Quello che riesce incredibile è la sfida che l’autore lancia per restare a raccontare la storia di un uomo assolutamente buono, che non schiva il male o meglio, l’intrecciarsi delle vicende umane fatte di invidie e passioni malsane, bensì le vive con l’ingenuità e quasi l’incoscienza di chi, a certe umane deficienze, è totalmente estraneo e riluttante, non per scelta, ma per natura.
La sfida di Dostoevskij, in questo senso, è totalmente vinta.

Concludo con la morale che ho tratto da quest’opera: la bontà non è fare, né dare, ma essere.
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4.0Bello., 12-08-2010
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La storia di un uomo ingenuo e, come da titolo, idiota. Il genere di Dostoevskij è un pò pesante e impegnativo ma merita ogni singola riga letta.
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5.0Sublime!, 10-08-2010
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Come si fa a non amare questo"Idiota", colui che vuole trattenere su di se l'infelicita' ed il male provato dal'altrui essere. Dolce e' il principe Myskin quando offre incondizionatamente il suo amore alla bella Nastasja, che pero' non si sottrae al suo tragico destino, quello di abbandonarsi al malvagio Rogozin. Un libro che considero una pietra miliare di Dostoevskij, anche se un po' lungo, ma vale la pena leggerlo!
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5.0Il principe, 24-07-2010
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Myskin è forse il più formidabile tra i personaggi creati da Dostoevskij, un uomo ingenuo e buono, che tenterà di preservare la propria nobile indole pur venendo a contatto con personaggi meschini o tormentati. Il romanzo riesce a mantenere una struttura equilibrata nonostante la trama sia piuttosto complessa e siano trattati temi di respiro filosofico (il nichilismo): consigliato anche a chi si avvicina per la prima volta a Dostoevskij.
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5.0la bellezza dell'anima, 23-07-2010
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“È vero, principe che una volta avete detto che la "bellezza salverà il mondo"?”
Qual è la bellezza che salverà il mondo? forse quella dell'anima perchè il Principe Myškin è il personaggio più puro del romanzo, l'unico che vuole redimere il mondo con il potere della compassione...
E' il romanzo che amo di più
il capolavoro assoluto, non si può restare indifferenti alla presenza di un essere così buono e ingenuo come Myškin
Assolutamente consigliato!!!
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4.0inarrivabile!, 08-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ha ragione Fante quando ne " La Confraternita dell'uva" dice che Dostoevskij è lo scrittore che meglio descrive le dinamiche familiari e la psicologia dei personaggi. Ne "l'idiota" è tutto un susseguirsi di personalità differenti che si intrecciano dando vita a scambi interessanti e mai banali o ripetitivi, il tutto attorno alla figura dell'Idiota che attrae a se ogni personaggio colpendolo con la sua "idiozia", la sua diversità che è a volte ingenuità, a volte eloquenza, ma mai luogo comune o superficialità.
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