Gente di Dublino

Gente di Dublino

3.5

di James Joyce


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Descrizione

Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d'Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po' il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 26 recensioni)

3.0Gente di Dublino, 19-06-2014
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È una raccolta di 15 racconti in cui la protagonista assoluta è Dublino.
La città viene descritta attraverso i mille volti dei suoi abitanti e delle loro vicende banalmente quotidiane. Il risultato è un affresco brutale e disincantato che mostra una società paralizzata dalla religione e dalla politica che, non appena prende coscienza della propria condizione, anela alla fuga.
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3.0Dublino, 07-05-2014
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Dublino è la parola chiave per entrare nel mondo di Joyce. Un mondo in cui esistono solo spettri di antiche convenzioni e idee che aleggiano continuamente sui poveri protagonisti destinati, prima o poi, a soccombere. Un mondo buio, cupo e tetro dove perdersi non risulta affatto difficile, anzi. I personaggi rimangono intrappolati nella rete a maglie fitte di una società troppo attaccata a antichi pregiudizi. Dublino è Dublino, ma potrebbe essere una qualsiasi altra città. Il libro che Joyce scrive è appunto per criticare la società e lo fa con i suoi "DUBLINERS" trascinandoci in un alone di maliconia e tristezza. Nel complesso apprezzabile ma non adorabile.
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3.0La paralisi morale di Dublino, 15-04-2013
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E' un libro che per me è risultato particolarmente faticoso da leggere, essendo molto lento e cupo. Joyce ci mostra la caduta dei valori morali in relazione alla politica ed alla cultura di Dublino ed in particolare la paralisi morale che attanaglia la capitale irlandese. Tutti i racconti ed i personaggi dei quindici racconti sembrano essere prigionieri di questo clima e quando sembra arrivato il momento del riscatto personale, i protagonisti tornano ad assopirsi senza più cercare di reagire.
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3.0Appagante, 25-01-2013
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Il romanzo scritto in diversi episodi stimola la lettura, anche se molte tematiche sono un pò prolisse e poco interessanti, comunque e degno di nota. Và letto insomma! Personalmente sono rimasto abbastaza contento, anche se mi aspettavo qualcosina un pochino meglio, di livello superiore.
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5.0Personaggi irlandesi, 22-05-2012
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La scrittura fredda e la descrizione pedissequa che Joyce fa della gente della sua Dublino provoca una forte sensazione di calore nell'anima del lettore. Questo effetto può essere ottenuto soltanto da scrittori geniali come Joyce. Le nebbiose strade irlandesi nella notte, le feste con della musica popolare di sottofondo, le donne dalla pelle chiara della Dublino del XIX secolo sembrano come disegnate nella mente del lettore mentre sfoglia le pagine di questo libro senza tempo.
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4.0Gente di Dublino, 23-03-2012
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Per alcuni aspetti un po' datato, ma è scritto bene, anzi benissimo. Un insuperabile pessimismo e una delusione per gli esseri umani e il loro animo, una chiara descrizione di una schiera di personaggi reali e perdenti. Nessuno si riscatta, tranne che solo per un momento, poi la vita torna prepotente a punire con ostile costanza. Lo stile complesso può allontanare, ma l'intensità che si percepisce è formidabile.
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3.0Volti d'Irlanda, 23-05-2011
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The Dubliners è una raccolta di personaggi sconfitti, alienati, infelici, schiacciati ambientata sulle sponde del Liffey. Un libro in cui è molto più importante la riflessione interna delle persone che gli eventi. Un piccolo preludio al capolavoro dell'Ulisse, anche se molto più scorrevole da leggere
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3.0Interessante., 06-04-2011
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Interessante come quadro di costume e rappresentazione di una società che porta con sé i mali dell'uomo contemporaneo: l'indifferenza, l'immobilità, la mancanza di prospettive e la scoperta di una sostanziale divaricazione tra essere e apparire, tra agire sociale e scoperta di sè, dei propri desideri e delle proprie speranze, che l'individuo scopre ma non riesce ad attuare. Non l'ho trovato particolarmente bello, ma invita alla riflessione...
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5.0Oltre le apparenze..., 24-03-2011
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"Gente di Dublino" è un libro spesso e volentieri sottovalutato, non ne viene estrapolata la reale sostanza in quanto ci si sofferma alla ricerca della trame, e quindi di un buon inizio e una fine. E' vero che questi 15 racconti possano apparire insensati ma bisogna andare oltre la nostra prima percezione. Joyce, a mio parere, riesce a cogliere l'espressione dell'animo umano... Di quegli individui costretti a vivere nella paralisi, una paralisi della quale ci si rende conto dopo un'epifania, l'espediente utilizzato dall'autore nei 15 racconti, ma soprattutto a queste due fasi segue un'impossibilità d'evasione dettata dal timore di quel che non si conosce e dall'attaccamento alle proprie cose, talvolta le stesse cose che ci fanno stare male. Il libro è diviso in quattro fasi: infanzia, adolescenza, maturità e vita pubblica. Consiglio vivamente la lettura dei racconti: Un incontro; Una piccola nube; I morti.
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3.0Noioso, 29-12-2010
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Per me questo libro fatto di racconti tutti accomunati dal disagio esistenziale dei protagonisti e stoto abbastanza noioso, forse mi aspettavo troppo.
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5.0Gente di Dublino, 11-12-2010
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Con i suoi romanzi psicologici Joyce per molti può risultare complesso, è successo anche a me iniziando ad approcciare con questo autore ma grazie a questo libro, direi più semplice degli altri sono riuscita a entrare nella sua splendida scrittura.
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5.0La paralisi, la morte, la vita, le epifanie , 09-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Dubliners è un libro che va letto, assolutamente!
Snobbato dalla critica e dai lettori quando venne pubblicato nel 1914, dopo dieci anni di calvario editoriale, è in realtà un capolavoro del Modernismo, quel romanzo che, insieme a "Ulysses" ha contribuito alla nascita della letteratura post-moderna.
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