Delitto e castigo

Delitto e castigo

4.5

di Fëdor Dostoevskij


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Descrizione

E' il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura... (Dostoevskij).

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.6 di 5 su 42 recensioni)

5.0Dostoevskij, sperimentatore di personalit, 26-05-2015
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Nella Pietroburgo del diciannovesimo secolo un giovane studente di nome Raskolnikov, che ha dovuto abbandonare gli studi di legge per mancanza di mezzi, ordisce un terribile e brutale omicidio che riesce malauguratamente a compiere. Il titolo, "Delitto e Castigo", non potrebbe essere più adatto per esplicitare in modo diretto e incisivo i temi che vengono trattati ampiamente e con incredibile abilità nel libro. Entrambi i punti di riflessione e di narrazione prendono avvio e si sviluppano attorno alla particolarissima personalità del protagonista che, fin dalle prime pagine, viene descritto come un individuo misantropo e solitario, che manifesta i segni di una ben celata psicosi. Il tema del delitto fa riflettere sui motivi che spingono il protagonista a commettere un'azione così estrema, che apparentemente sembra determinata dalla miserevole povertà. Il giovane, per riscattarsi e migliorare la propria posizione sociale, decide di uccidere e derubare una vecchia usuraia, la cui cattiveria contribuisce all'effettiva risoluzione dell'assassinio. Il riconosciuto disturbo di personalità dell'omicida, noto come "disturbo borderline di personalità" (che genera un significativo livello di instabilità emotiva ed è caratterizzato da un'immagine distorta di sé), viene assunto come spiegazione di una monomania rivolta all'omicidio e al furto, che costituirebbe il movente di quello stato di alienazione che lo spinge prima a pianificare per mesi il delitto, e poi a portarlo a termine. Se ci si dedica a una lettura più attenta e approfondita, però, è possibile entrare in contatto con la realtà più intima del protagonista e contemporaneamente conoscere quei principi ideologici (che possono essere esplicati nell'esistenza di individui straordinari che sono e devono essere autorizzati a servirsi di qualunque mezzo per realizzare il loro destino, perfino uccidere se la situazione lo prevede) che egli pone a fondamento del delitto e che smentiscono sia l'assenza di ragionamento nell'azione, sia la presenza di una qualsiasi traccia di successivo pentimento.
Le conseguenze derivanti dal delitto si manifestano, sotto vari aspetti, nel tema del castigo, che all'interno dell'opera si abbatte su tutta la persona di Raskolnikov, coinvolgendo ogni dimensione del suo essere. Il castigo si presenta, prima di tutto, come una mania di persecuzione avvertita intensamente dal protagonista, mania che si materializza nella paura costante di essere scoperto o seguito, cosa che lo spinge a eliminare maniacalmente e a più riprese ogni prova che potrebbe condannarlo. In secondo luogo, il castigo appare come una sorta di irrecuperabile decadimento fisico e psicologico del protagonista che, dal momento della sua totale presa di coscienza del reale compimento dell'atto, si traduce in una sensazione di mortale debolezza che lo costringe, a volte anche per giorni, a periodi di sonno delirante e a frequenti svenimenti, e nella paura di essere incapace di distinguere la realtà dal sogno e dalle allucinazioni che lo attanagliano durante i momenti di delirio. Più atrocemente, il castigo si abbatte sottoforma del volontario allontanamento del giovane dall'amata famiglia, allontanamento scelto a malincuore per non imprimere per sempre su di essa l'onta del disonore e fortemente desiderato per avere la possibilità di restare in una dimensione di riflessiva solitudine. L'ultima e più difficile forma di castigo si presenta a Raskolnikov come la dura scelta conflittuale tra il dovere morale di scontare una pena per ricevere il perdono e il pressante bisogno della libertà di vivere, che viene soddisfatto dall'amore nei confronti di Sonia, una giovane ragazza poverissima rifiutata dalla società poiché costretta a prostituirsi per aiutare la propria famiglia a sopravvivere, che lo aiuta a redimersi e a ritrovare la speranza perduta.
Un'opera in perfetto stile dostoevskijiano, ricca di particolari personalità che, sotto aspetti differenti, rappresentano tipologie umane realmente esistenti che l'autore concentra in un'unica realtà letteraria, esasperandone i tratti fondamentali per osservare il risultato delle loro interazioni.
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5.0Un capolavoro psicologico, 24-02-2015
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Devo ammettere che mi piace molto la letteratura russa, e "Delitto e castigo" è uno dei miei romanzi preferiti.
Raskolnikov è un personaggio conflittuale, mostra molto interesse per l'appartenenza di classe e, consapevole di appartenere a una classe superiore, crede di avere il diritto di commettere un omicidio. Contrariamente al titolo, questo romanzo in realtà non si concentra sul reato o sulla pena, ma piuttosto sul tumulto interiore di Raskolnikov e sull'impatto che il suo gesto ha sulla sua intelligenza e le sue emozioni, fino al momento in cui il senso di colpa lo travolge e lo porta a confessare. In questo modo ha termine la sua alienazione, dimostrata dal fatto che per gran parte del romanzo l'azione si svolge nella mente di Raskolnikov.
Fyodor Dostoyevsky è stato sicuramente uno scrittore molto abile nell'entrare in profondità in una mente squilibrata. La morale che ci propone questo libro è che il crimine più grande non è tanto il delitto quanto la superbia di Raskolnikov, che si è posto sopra i suoi simili. Forse Dostoevskij stava anche cercando di mostrare al lettore i pericoli del razionalismo e dell'utilitarismo.
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5.0Un capolavoro! , 01-03-2012
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Questo libro è difficile da dimenticare quando l'hai letto. Ti lascia dentro la tristezza e l'angoscia provata da un ragazzo che vive a Pietroburgo che trovandosi senza lavoro e senza un soldo e con un affitto da pagare si ritrovi prima con il pensiero, ma poi con la realtà di commettere un delitto.
Il protagonista, non è riuscito a sopportare il peso di ciò che ha fatto.
Bellissima lettura, è un pò pesante, ma lo consiglio a tutti!
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5.0Delitto e castigo, 28-02-2012
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Ci sono attenuanti all'omicidio? Esiste una dimensione teorica o pratica in cui ciò che è percepito come moralmente abietto diviene non solo accettabile ma persino doveroso? Questa è la storia del dramma vissuto dal colpevole di omicidio Raskolnikov. Il castigo, un atto forte come il delitto, lo porterà a una nuova "vita", a un rinnovamento necessario. Un lettore non può non leggerlo.
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5.0Delitto e castigo, 09-02-2012
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Un grande romanzo classico, attuale, psicologico, moderno. Rodion Raskolnikov è un uomo meschino, che per il denaro compie un delitto quasi perfetto. Non è consapevole della materia di cui sono fatti i rimorsi e i sensi di colpa, che a poco a poco lo divorano e lo fanno mutare in un uomo diverso che fatica a riconoscere. Una storia simile ad una spirale avvolgente da cui non si può uscire indifferenti.
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5.0Delitto e castigo, 06-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 8
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Il Classico con la c maiuscola, un romazno di infiniti temi e di infiniti rimandi, delitto e castigo potrebbe essere definito in infiniti modi e su di esso ci sarebbe talmente tanto da dire che qualsiasi cosa rischierebbe di risultare banale o risentita.
La vicenda dello studente Raskolnikov che uccide una vecchia usuraia per dimostrare a se stesso di essere un uomo speciale è un viaggio nella psiche umana dilaniata dalla lotta fra l'istinto e la ragione, fra l'impulso e l'intelletto (il suo stesso nome deriva dal russo "raskolnik" che significa "diviso"). Tutto il romanzo ruota attorno i due poli richiamati dal titolo: da un lato il "delitto", l'azione impulsiva e contraria al buon vivere comune, dall'altro il "castigo", la punizione per il misfatto seguita dall'espiazione della colpa, espiazione che si manifesta sotto forma di sofferenza fisica e psichica (Dostoevskij esplora palesemente il tema di matrice cristiana della purificazione dello spirito tramite il dolore). Insomma, il romanzo è di grande portata e di grande significato. Di Dosteoevskij mi ha colpita poi la capacità di indagare con totale profondità l'animo umano, come uno psicologo sa calarsi nella psiche di ogni personaggio per riportarne alla luce pensieri e pulsioni con una nitidezza e una semplicità tipiche solo di un autore di immenso talento. Andate al di là dell'apparente pesantezza di alcuni passaggi e vi troverete fra le mani un capolavoro assoluto, un romanzo-universo di grande valore che vi farà riflettere e vi insegnerà tante, tante cose!
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5.0Delitto e Castigo, 02-08-2011
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Studio la lingua Russa da pochi mesi ma ho subito sentito il bisogno di prendere in mano un libro di Dostoevskij, che dire: è un capolavoro in tutto e per tutto. Ho creduto di ritrovarmi una ''lettura pesante' 'e invece non esistono cali di tensione nè descrizioni prolisse o noiose. Posso solo dire che non vedo l'ora di leggere qualcos'altro di questo autore.
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5.0Delitto e castigo, 31-05-2011
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Uno dei più bei romanzi della storia della letteratura! Qual è il limite che separa il bene e il male? Quando si può giustificare il male? Dostoevskij si pone queste domande ma forse riesce a dare anche alcune risposte come ad esempio il fatto che il bene non ha bisogno di mostrarsi, al contrario del male.
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5.0Epocale, 04-05-2011
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I classici hanno il grande merito di riflettersi nel bagaglio storico che ognuno di noi si porta dietro pur non rendendosene conto. Esattamente come questo testo. Non sempre è necessario raccontare qualcosa che appartenga alla nostra quotidianità per sentirlo attuale ma basta leggere i sentimenti che ci sono tra le righe della narrazione per sentire che c è un Raskol'nikov in ognuno di noi.
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4.0Bene e male, 10-04-2011
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Dostoevskij esprime i suoi punti di vista religiosi ed esistenzialisti. Un complesso viaggio tra bene e male, colpa e redenzione. Tantissimi gli aspetti su cui riflettere, momenti in cui la coscienza del lettore non può far a meno di risvegliarsi e pensare.
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1.0Delitto e castigo, 03-04-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 17
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So di andare controcorrente, visto che tutti lo giudicano un capolavoro, io l'ho trovato solo prolisso e poco interessante, tanto che alla fine mi sono arresa e non l'ho finito. Gli darò una seconda possibilità più avanti ma rimane un libro che non è riuscito a coinvolgermi minimamente.
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5.0Secondo me..., 31-03-2011
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L'approccio scientifico degno di un criminologo e la vena del grande scrittore si uniscono, dando vita, sull'eterno scenario del conflitto fra il bene e il male, ad una storia di caduta e redenzione per il giovane Rodja, di abusi e riscatto per la dolce Sonja ed, infine, d'amore intenso e coinvolgente fra i due risorti protagonisti. Da leggere e rileggere.
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