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Cent'anni di solitudine

Cent'anni di solitudine

di Gabriel García Márquez

4.5

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar
  • Traduttore: Cicogna E.
  • Data di Pubblicazione: novembre 2011
  • EAN: 9788804613145
  • ISBN: 8804613149
  • Pagine: 413
  • Formato: brossura
Da José Arcadie ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquíades finalmente decifrate: cent'anni di solitudine della grande famiglia Buendía, i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile. Con questo romanzo tumultuoso che usa i toni della favola, sorretto da un linguaggio portentoso e un'inarrestabile fantasia, Gabriel Garcia Màrquez ha saputo rifondare la realtà e, attraverso Macondo, il mitico villaggio sperduto fra le paludi, creare un vero e proprio paradigma dell'esistenza umana. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Pubblicato nel 1967, scritto in diciotto mesi ma meditato per più di tre lustri, "Cent'anni di solitudine" rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, un romanzo tra i più amati di sempre.

Note su Gabriel García Márquez

Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo nacque in una piccola città nel nord della Colombia, Aracataca, il 6 marzo 1927.
Primogenito dei sedici figli fu cresciuto dai nonni materni. In seguito alla morte del nonno, nel 1937, si trasferì a Barranquilla per studiare. Nel 1947, García Márquez si trasferì a Bogotá per studiare giurisprudenza e scienze politiche presso l'Universidad Nacional de Colombia, ma presto abbandonò lo studio a causa dello scarso interesse per quelle materie e si dedicò all'attività di reporter per il giornale "El Universal". Alla fine del 1949 si trasferì a Barranquilla per lavorare come opinionista e reporter a "El Heraldo". Su invito di Álvaro Mutis, nel 1954 García Márquez tornò a Bogotá, a lavorare a "El Espectador" come reporter e critico cinematografico. L'anno successivo trascorre alcuni mesi a Roma, dove seguì dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, in seguito si trasferì a Parigi.
Come scrittore esordisce nel 1955, e nel 1968 dà alle stampe quella che viene universalmente riconosciuta come la sua opera più importante "Cent'anni di solitudine" romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo attraverso diverse generazioni. Nel 1982, venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nei sui ultimi anni di vita fu colpito dalla malattia di Alzheimer e si spense qualche anno dopo, il 17 aprile 2014 all'età di 87 anni, per un problema respiratorio.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 5 recensioni)

4.0Storia meravigliosa, 24-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo romanzo è una sintesi ben eseguita di realtà e meraviglia, nel senso proprio 'fantastico' del termine: molti personaggi e molte loro azioni sono sospese, direi, a metà fra cielo e terra, perché non vi è niente di totalmente 'realistico' , come non vi è niente di totalmente 'fantastico' . Tutto è magistralmente avvolto di questi due lati opposti del vedere il mondo. Tuttavia, la mia impressione a fine lettura non è molto entusiastica come quella degli altri: mi è insorto infatti un senso di incomprensione nei confronti di una storia un po' troppo 'lieve' narrata con uno stile che definirei 'rocambolesco' . Comunque, se non altro per il clamore che ha suscitato, il romanzo merita di essere letto.
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5.0Epico, davvero , 29-02-2012
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Senz'ombra di dubbio il libro più bello che abbia mai avuto l'onore di leggere, offre ai suoi tragici eroi ogni possibilità, ognuno di loro vive qualunque tipo di vita senza mai riuscire a sfuggire al proprio destino di solitudine. Favoloso, consigliato a chi sa che i demoni della solitudine sono all'interno degli individui e non fuori...
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5.0Bellissimo, 25-02-2012
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Questo libro è la magia allo stato puro. La magia che si riversa nel libro, che racconta di tantissimi personaggi bizzarri e fantastici come se fossero assolutamente reali, e la magia di un mondo che vive a sè stante. Leggere questo libro è come allontanarsi dalla realtà ed immergersi in un mondo parallelo, assolutamente divino!
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5.0La storia di Macondo, 04-02-2012
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E' difficile recensire il proprio libro preferito, perchè si vorrebbero dire solo cose bellissime... Ed è impossibile infatti criticare anche una sola parola di questo libro, che tutta via può essere descritto benissimo col termine "tormentato". Da leggere, leggere e rileggere, perdersi in macondo, perdersi nei suoi protagonisti, e non smettere più...
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3.0Infinito!, 25-01-2012
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Sicuramente un capolavoro, ricco di fantasiose vicende intrecciate meravigliosamente; una storia, anzi, tante storie che si succedono di generazione in generazione e che incuriosiscono fino alla fine. Ti chiedi come andra a finire, ma soprattutto ti chiedi quando finirà! Penso sia uno di quei libri che vada letto almeno una volta, perchè famoso e tutti ne parlano in quanto pietra miliare della letteratura spagnola del novecento. L'ho trovato interessante, ma un tantino pesantuccio... E lunghissimo!
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