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Nei boschi eterni

Nei boschi eterni

di Fred Vargas

4.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi. Stile libero big
  • Traduttore: Botto M.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2007
  • EAN: 9788806186647
  • ISBN: 8806186647
  • Pagine: 391
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Il fantasma di una monaca del Settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario Adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al Medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno "spalatore di nuvole", come Adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore...

Note su Fred Vargas

Fred Vargas, pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau, è nata a Parigi il 7 giugno 1957. La madre era una chimica, ha ereditato la passione per la letteratura dal padre, uno scrittore surrealista. E' una ricercatrice scientifica, lavora in Francia dove si occupa di archeozoologia presso il CNRS (Centro nazionale ricerche scientifiche). Il suo principale campo di ricerca riguarda la trasmissione della peste dagli animali all'uomo. Nel tempo libero scrive romanzi polizieschi. I suoi romanzi sono quasi sempre ambientatati in Francia, a Parigi. Ama descrivere i suoi personaggi con estrema cura, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Si è espressa a favore di Cesare Battisti, il terrorista italiano ricercato per aver commesso quattro omicidi durante gli anni di piombo.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 22 recensioni)

4.0Spalatori di nuvole..., 11-05-2016, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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Molto ben fatto, ben costruito, con un inizio lento e un finale tambureggiante, ma poco enigmatico. Perché? Se, come ho fatto io, si rileggono i romanzi della Vargas uno dietro all'altro si entra nei suoi meccanismi: "Colpevole" si capisce quasi subito. Colpevole, nome asessuato, non è maschile né femminile, evita anche l'articolo, così non svela nessun mistero. La Vargas usa lo stesso sistema di Agatha Christie, per tutto il libro ti tira in una direzione, ma la soluzione si trova sempre dall'altra parte. Usa poliziotti che hanno poche rotelle a posto, ma abilissimi in tutto, anche nel trovare e conoscere cose che noi umani non conosciamo, si diventa per forza di cose spalatori di nuvole se si leggono i suoi romanzi uno dopo l'altro. Ma non c'è mai nulla d'inventato, solo cose che pochi conoscono, gli addetti ai lavori o gli abitanti della zona. Ossi del cuore? E perché non "Occhi di Santa Lucia"? Gli indizi, mai inventati ripeto, sembrano uscire da un libro delle favole e solo lo spalatore di nuvole o l'ispettore delle nebbie può trovare la soluzione. Fra i suoi gialli uno dei più belli percorre le osterie dell'Alta Normandia dove quelli della Bassa Normandia sono già stranieri. Non molto differente dell'Alta Padania o dalla Bassa Padania. Da leggere.
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5.0 Spalatori di nuvole...., 01-05-2016, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Molto ben fatto, ben costruito, con un inizio lento ed un finale tambureggiante ma poco enigmatico. Perché? Se, come ho fatto io, si rileggono i suoi romanzi uno dietro all'altro si entra nei meccanismi della Vargas: "Colpevole" si capisce quasi subito. Colpevole, nome asessuato, non è maschile né femminile, evito anche l'articolo, così non svelo nessun mistero. La Vargas usa lo stesso sistema della Agatha Christie, per tutto il libro ti tira in una direzione ma la soluzione si trova sempre dall'altra parte. Usa poliziotti che hanno poche rotelle a posto ma abilissimi in tutto, anche nel trovare e conoscere cose che noi umani non conosciamo, si diventa per forza di cose spalatori di nuvole se si leggono i suoi romanzi uno dopo l'altro. Ma non c'è mai nulla d'inventato, solo cose che pochi conoscono, gli addetti ai lavori o gli abitanti della zona. Ossi del cuore? E perché non "Occhi di Santa Lucia"? Gli indizi, mai inventati ripeto, sembrano uscire da un libro delle favole, e solo lo spalatore di nuvole o l'ispettore delle nebbie può trovare la soluzione. Uno dei più belli, fra i suoi gialli, percorre le osterie dell'Alta Normandia dove quelli della Bassa Normandia sono già stranieri. Non molto differente dell'Alta Padania o dalla Bassa Padania. Da leggere.
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5.0Nei boschi eterni, 15-03-2012
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Il commissario Adamsberg deve risolvere il suo mistero più complicato, caratterizzato da omicidi efferati dal movente oscuro, e da un nemico che costituisce una minaccia reale, non solo un mito. La Vargas scrive al meglio in questo "Nei boschi eterni", ideando un giallo - mistery realmente trascinante.
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5.0Volume quattro., 05-03-2012
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Anche se sembrerà strano, la mia lettura delle vicende di Adamsberg è nata proprio dalla lettura di questo libro che ha preceduto tutti gli altri. Capito il fatale errore è ripreso la lettura dal principio sino a ritrovarmi nuovamente qui. Una storia questa di questo quarto capitolo veramente bella che migliora nettamente la situazione. Il miglior libro tra quelli fino ad ora usciti.
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5.0Mi ci perderei ancora in quei boschi..., 13-02-2012
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Vargas e il suo enorme potere comunicativo, capace di rendere con poche frasi concetti complessi, vale da solo l'acquisto e la lettura di questo libro.
Adamsberg è ormai (soprattutto per chi ha iniziato dal suo primo romanzo, "L'uomo dei cerchi azzurri") a dir poco famigliare, con il suo originale modo d'indagare; trovo che sia un personaggio amabile, nonostante sia impossibile calarsi nei suoi panni sfuggenti. Il libro rispetta le promesse e offre un'indagine classica in luoghi affascinanti e quasi gotici, con risvolti originali e desueti. Sono rimasta entusiasta di questo capitolo di Adamsberg che, oltre alla sua ineccepibile cura dei particolari offre momenti divertenti "molto francesi" e momenti più tesi che ricordano l'horror... Consigliatissimo!
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4.0Nei boschi eterni, 17-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Chi ama la Vargas ed il suo mondo, il suo stile, non rimarrà deluso di questo libro, perché Il libro è indubbiamente ben scritto con un ritmo in crescendo, che prima avvolge con manto poetico per poi catapultare in una trama avvincente, con uno stile che seduce il lettore grazie ad una lettura molto piacevole.
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4.0Nei boschi eterni, 11-08-2011
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L'inizio è lento, ci si insinua gradualmente nella storia che coinvolge sempre di più. Scrittura raffinata e finale quasi sorprendente, anche se sapientemente delineato. Personaggi simpatici e ben caratterizzati, nessuno stereotipo. Non manca una punta di ironia. Un giallo originale e di gran classe.
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4.0Nei boschi eterni, 07-08-2011
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L'importante quando si legge questo noir è di passare le prime pagine, poi si entra nella storia in maniera graduale, sottile, "di striscio", fino a quando si è incapaci di staccare gli occhi dalle pagine per scoprire l'assassino. Interessante la trama, come sempre ibridata da richiami e fascinazioni antiche (qui abbiamo cervi sgozzati, tombre profanate e...) e simpatici i personaggi (come si può non amare Adamsberg con quella sua arguzia finissima nascosta da esasperante lentezza e sottile ironia?), tutti caratterizzati alla perfezione, perfino i più marginali.
Il migliore giallo della Vargas letto finora, anche se, ad essere sincera, non so se lo consiglierei a chi s'avvicina a questa autrice per la prima volta.
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4.0Medioevale, 29-07-2011
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Ormai conosco perfettamente le caratteristiche del personaggio Adfasmberg che vengono confermate anche in questo nuovo romanzo di Fred Vargas. Parte sempre senza capire niente, ma pian pianino comincia a carburare e elemento dopo elemento riesce a capire il segreto che gli permette di scoprire i colpevoli
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4.0Suspence e mistero..., 23-04-2011
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Ancora una volta Fred Vargas ci propone un giallo in cui è protagonista il commissario Adamsberg: sempre indifferente, distratto e tra le nuvole, ma che alla fine giunge sempre a scovare la verità. A mio parere, finora, il miglior libro della Vargas e forse l'unico davvero meritevole di una lettura.
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4.0Nei boschi eterni, 07-04-2011
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Attendevo con trepidazione la sua uscita. Dopo aver letto qualche libro di questa autrice, ho rilevato un dettaglio, sostanziale per quanto banale: se vuole la Vargas sa raccontare.
Al di là di quello che racconta, che a volte, fuori da una indispensabile credibilità narrativa, può sembrare insolito e discutibile, il suo modo di narrare è avvicentee carismatico allo stesso tempo.
Il suo uso della lingua, le sue pause, i suoi capovolgimenti sembrano presi da una guida per la perfetta stesura di un romanzo thriller. In più, a differenza di molti romanzi del genere, i suoi personaggi hanno vita, spessore, carattere, al di fuori della vicenda narrata.
Tutto questo già qualifica la riuscita anche di questo "Nei boschi eterni": una vicenda ricca di pathos, di nebbie interiori, di mistero e di fascino fino all'ultima pagina. L'ambientazione mistico-medieval-grottesca è consona in ogni paragrafo, ed è palpabile quasi come a vederla su una pellicola. Magistrale ed imperdibile la scena del gatto. Per il resto, quasi mi sembra incredibile di aver letto una volta un suo romanzo e che non mi sia piaciuto.
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4.0Un commissario tra le nuvole, 10-03-2011
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Un noir scritto nell'inconfondibile ed ineguagliabile stile della giallista archeologa Vargas, che ha già conquistato il cuore di molti europei. Anche questa volta il commissario Adamsberg si trova alle prese con un intricato evolversi di eventi, che analizzerà con la sua consueta e irritante pacatezza.
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