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Avorio e produzione eburnea tra Salerno e Amalfi nel Medioevo. Il ciclo di Salerno

Avorio e produzione eburnea tra Salerno e Amalfi nel Medioevo. Il ciclo di Salerno

di Annamaria Parlato


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  • Tipologia: Tesi vecchio ordinamento
  • Anno accademico: 2002/2003
  • Relatore: Alessandra Ghidoli
  • Relatore: Alessandra Ghidoli
  • Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  • Facoltà: Lettere
  • Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  • Cattedra: Storia delle arti applicate e dell'oreficeria nel medioevo
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il lavoro di tesi è articolato in quattro capitoli. Il primo capitolo espone la storia di Salerno dalle origini al periodo angioino e i rapporti commerciali che essa intratteneva con la repubblica amalfitana, a partire dalla dominazione longobarda, puntando l’accento soprattutto sulle peculiari attività mercantili di quest’ultima, ai suoi rapporti con l’oriente ed alla presenza di una presunta bottega di intagli eburnei che operava in loco producendo oggetti su committenza. Il secondo capitolo tratta sia dell’avorio come materia, sia dell’impiego che ebbe nell’arte durante il medioevo, nonchè delle botteghe specializzate nella sua lavorazione. Il "leitmotiv" che dà senso al lavoro di ricerca è il terzo capitolo, che illustra gli avori del museo diocesano di Salerno, uno dei capolavori più notevoli dell’arte italiana medievale. Sono state analizzate le tavolette del Paliotto salernitano, in relazione alle questioni critiche e alle ipotesi di ricostruzioni che gli studiosi hanno proposto per un simile gioiello artistico. Il quarto capitolo, che chiude il lavoro di ricerca, offre una panoramica dell’analisi iconografica delle tavolette salernitane. Uno spazio è stato riservato anche al restauro e alla conservazione dei manufatti eburnei, poiché la necessità di intervenire su questo tipo di oggetti artistici crea il pretesto per approfondire la loro conoscenza.