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Il teatro dell'immortalità. Mortalità, immortalità e altre strategie di vita

Il teatro dell'immortalità. Mortalità, immortalità e altre strategie di vita

di Zygmunt Bauman


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  • Editore: Il Mulino
  • Collana: Le occasioni
  • Traduttore: Arganese G.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 1995
  • EAN: 9788815051684
  • ISBN: 8815051686
  • Pagine: 288
L'autore distingue nella società contemporanea due diverse strtegie messe in opera dagli uomini per fronteggiare la morte. La prima, che chiama di tipo moderno, mira alla "decostruzione della mortalità". Nella società moderna non si muore, si è uccisi da qualcosa. L'attenzione si concentra sulle singole cause, contingenti, evitabili e razionalmente aggredibili. Veniamo a poco a poco addestrati a pensare non alla morte in generale, ma alle singole morti. La seconda strategia, che Bauman chiama post-moderna, consiste nella "decostruzione dell'immortalità". In un'epoca in cui il futuro è già cominciato, il domani non si distingue dall'oggi, vita e morte si confondono e appaiono happening fugaci e passeggeri.

Note su Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman (1925-2017) è stato un sociologo e filosofo di origini ebraiche dalle complesse vicende biografiche. Nato in Polonia, nel corso della seconda guerra mondiale fuggì nelle zone controllate dall'Unione Sovietica per scampare all’invasione nazista. Dopo aver aderito al comunismo, studiò sociologia all’Università di Varsavia e cominciò la propria carriera accademica con testi di chiara militanza, come il suo Lineamenti di una sociologia marxista del 1964.
A seguito del rinvigorirsi dell’antisemitismo nella Polonia comunista, alla fine degli anni Sessanta si trasferì prima in Israele, all’Università di Tel Aviv, e poi a Leeds, in Gran Bretagna, dove occupò la cattedra di sociologia dal 1971 al 1990.
Curiosamente, la sua fama planetaria risale ad anni piuttosto recenti: dopo il pensionamento, la sua produzione saggistica cominciò infatti a rivolgersi a un pubblico più vasto e non solo agli addetti ai lavori, riscuotendo grandissimo successo con titoli come Modernità liquida, Consumo dunque sono, Il demone della paura.
Le sue riflessioni sulla caduta delle ideologie, sulla post-modernità e sulla – citatissima – società liquida, lo resero noto in tutto il mondo. In tempi molto recenti, dedicò profonde riflessioni all’immenso fenomeno delle migrazioni umane: lui, sopravvissuto all’Olocausto ed emigrato più volte per sfuggire alle persecuzioni, vedeva nei muri costruiti alle frontiere dell’Europa e nella paura diffusa dell’altro, dello straniero, la dimostrazione della crisi globale dell’Occidente, etica ed esistenziale ancora prima che economica e politica.

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