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Il ritorno di Casanova

Il ritorno di Casanova

di Arthur Schnitzler


  • Editore: Adelphi
  • Collana: Gli Adelphi
  • Edizione: 8
  • A cura di: G. Farese
  • Data di Pubblicazione: settembre 1990
  • EAN: 9788845907760
  • ISBN: 8845907767
  • Pagine: 149
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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 4 recensioni)

3Introspettivo, 09-06-2014
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Casanova è vecchio; il suo nome non conta più nulla se non sulle labbra delle vecchie dame, le uniche a subire ancora il suo fascino. La vecchiaia e la morte incombono sul famoso seduttore, che non tarderà a sfruttare l'occasione per una nuova avventura. L'ultima, probabilmente, dato il finale tragico a cui è destinata.
Non c'è molto altro da dire, perché Schnitzler è molto limpido, non nasconde nulla. Se il suo intento è quello di far sentire la stanchezza e l'amarezza di casanova, noi sentiremo proprio queste sensazioni. E la rabbia, aggiungerei, la sua rabbia nello scoprire che le giovani lo considerano ormai "vecchio", il peggiore insulto per lui.
A me piace è piaciuto davvero molto.
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3La storia di Casanova non più giovane , 24-04-2012
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Romanzo che si beve d'un fiato. Schnitzler conferma la sua spienza nello scrivere ma, almeno per me, a differenza di: "Doppio Sogno" e "Fuga nelle tenebre" non colpisce al cuore, non suscita passioni. Eppure l'argomento, il desiderio dell'uomo, in quanto maschio, di bloccare l'avanzare dell'età, il sogno di rimanere sempre adolescenti, (l'autore fa dire al personaggio principe che in verità gioventù e vecchiaia sono solo una convenzione... Ma non vi è alterità) è potente e per la maggior parte dei maschi è centrale.
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3Il ritorno di Casanova, 01-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Sono stato ad una fiera, e lì ho acquistato il volume. In poco più di 100 pagine Schnitzer riassume non solo tutta la vita di Casanova, ma ne delinea anche un profilo perfetto sotto ogni punto di vista. Interessanti anche le brevi pause oniriche e i brevissimi resoconti delle avventure del Casanova.
Nonostante apprezzi l'informazione di Schnitzer riguardo Casanova (che gli somigliava sotto molti punti di vista) penso che, dopo aver letto anche "Doppio Sogno", sia chiaro che Schnitzer si sia molto limitato in questo racconto.
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5Lettere d'amore e liste della spesa, 01-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Hofmannsthal fa dire di Casanova: "Lei è uno, a me sembra, che deve essere sempre in viaggio". Ma sarà Schnitzler a chiarire il concetto di viaggio come ritorno. Si parte per ritornare nel senso che ogni viaggio è ritorno e ogni restare partenza. Quand'è che Casanova va, si perde? Ogniqualvolta si sofferma e l'avventura ha luogo, un determinato luogo-stato fisico e mentale. Questo luogo-stato è il presente, ovvero l'imprevedibile, il nuovo paesaggio del mondo e dell'anima. E' ciò che a noi è più conosciuto e abituale a mutare, a mostrarsi alieno e alienante. Noi possiamo cogliere il cambiamento solo in ciò che ci è usuale e familiare. La sequenza di novità del viaggio non è che transito nell'ignoto e dunque del tutto prevedibile essendo la partenza un muoversi verso l'imprevisto. Cosa c'è di più prevedibile dell'imprevisto?
Naturalmente Schnitzler comincia dall'ultimo Casanova, ma nel suo viaggio di ritorno l'avventuriero vive nelle pause, nelle soste, nel ristare. Tutti momenti rurali, campestri, terreni. Venezia è i Piombi e il riscatto dai Piombi. Come ogni avventura è la precedente e il riscatto dalla precedente. Dal trascorso all'avvenire. Casanova è l'uomo senza presente e per questo il suo unico vero amore è la bambola meccanica: - chi è senza presente è senza desiderio. E l'avventura è soltanto desiderio. "Chi molte volte ha amato sa che si ama una sola volta", scrive. Parafrasando la battuta su Vivaldi, che avrebbe composto non cento concerti ma cento volte lo stesso concerto, si può dire che Casanova ha amato cento volte la stessa donna. E il suo eloquio sul bacio, che è un perdersi nella bocca dell'amata, è il canto che intonavano i centauri, ebbri e inebetiti nel tempo di mezzo dell'eterno presente.
Non desiderio è Casanova, ma amore. Amore che va e sta dall'avvenire al trascorso. Solo il palcoscenico dà luogo a questo stare-attraversando. E non cento ne furono calcati, ma cento volte il primo. E la maschera non è per trasmutarsi di fronte alla morte. Non è la morte ad essere elusa celandosi, ma la donna. Qui la ragione - il lume della ragione - è null'altro che dressage. Imparare ad eseguire passi. "Se tenir sur ses gardes".
Giacomo Gerolamo Casanova, commediografo e trageda, filosofo e teologo, matematico e politico, impresario e industriale, cabalista e giocatore d'azzardo.
La morte del vecchio avventuriero non è il sonno senza sogni veneziano è l'alba livida del livido risveglio. Ogni alba che come ogni donna è una ed una sola volta.
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