€ 18.05€ 19.00
    Risparmi: € 0.95 (5%)
Spedizione GRATUITAsopra € 25
Disponibilità immediata

Ne hai uno usato?
Vendilo!
Punti di ritiroScegli il punto di consegna
e ritira quando vuoiScopri come
I partigiani della pace in Italia

I partigiani della pace in Italia

di Sondra Cerrai


18AppCarta docenteAcquistabile con il Bonus 18app
o la Carta del docente

Descrizione del libro

Il silenzio calato negli ultimi anni sugli avvenimenti legati al movimento dei Partigiani della Pace è alla base di questa ricerca volta ad indagare fatti, dinamiche e meccanismi di creazione del consenso di quello che può essere definito il primo movimento di massa del secondo dopoguerra. Gli anni d’oro dei Partigiani della Pace furono quelli compresi tra il 1949 e il 1956: l’Italia vi svolse un ruolo attivo e determinante. L’egemonia di quel movimento, che si delineò come una componente decisiva della politica estera sovietica, fu conquistata dai comunisti. Tuttavia il PCI, in sinergia con il Partito Socialista, fece sì che questo movimento si trasformasse in un movimento saldamente radicato nel tessuto sociale, mettendo in campo un’organizzazione fortemente strutturata, attivando centinaia di iniziative e coinvolgendo porzioni sempre più ampie di società civile, inglobando personalità e movimenti di area cattolica e democratico-liberale. I tre soggetti portanti del movimento furono gli intellettuali, le donne e i giovani. Attraverso questa esperienza di pacifismo militante nuovi soggetti sociali furono spinti all’agire politico, nuove élite dirigenti fecero il loro ingresso nella politica attiva passando attraverso il canale della “lotta per la pace”.

Indice:
Introduzione
PARTE PRIMA. I soggetti politici
1. Il Partito Comunista e l’ invenzione di un nuovo “pacifismo”
2. Il Partito Socialista: protagonista o “utile idiota”?
3. I cattolici: strategie di infiltrazione

PARTE SECONDA. I protagonisti sociali
4. Gli intellettuali
5. Le donne
6. I giovani
7. Le associazioni fiancheggiatrici

PARTE TERZA. Gli strumenti, le retoriche e le tecniche di mobilitazione
8. Forme di propaganda scritta e orale
9. Le varie forme di mobilitazione
10. La piazza come palestra di democrazia reale
11. La reazione dello Stato

Conclusioni
Appendice iconografica
Bibliografia
Abbreviazione archivi consultati
Cronologia del Movimento Mondiale della Pace

Nota sull'Autore:
Sondra Cerrai è insegnante liceale di Storia e Filosofia e autrice di vari volumi e articoli di storia contemporanea e di didattica in rete. Il volume sui Partigiani della Pace qui proposto costituisce la tesi di dottorato in storia contemporanea conseguita dall’Autrice nel dicembre 2009 presso l’Università di Pisa. Tra i suoi lavori si segnalano: Coltano: storia corale. Ricordi e immagini di vita dal primo dopoguerra ai giorni nostri (1995), Condivisioni. Spazi virtuali per didattiche reali (2005), ”Scatole stupide”: dalla tv generalista ai tv-fonini (2006), I cittadini del parco. La storia corale della lotta per il Parco naturale di Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli (2007).

Acquistali insieme

Gli utenti che comprano I partigiani della pace in Italia acquistano anche Investing in Italian Real Estate. Investment and financing instruments for the Italian Real Estate Industry di R. Fraticelli, L. Lucaroni (a cura di) € 42.75
I partigiani della pace in Italia
aggiungi
Investing in Italian Real Estate. Investment and financing instruments for the Italian Real Estate Industry
aggiungi
€ 60.80

Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5Un libro serio e documentato, 18-10-2011, ritenuta utile da 10 utenti su 12
di - leggi tutte le sue recensioni
L'origine dei partigiani della pace fu chiaramente "di parte": l'egemonia di quel movimento fu conquistata dai comunisti che seguirono pedissequamente le direttive che giungevano da Mosca. Come è ormai del tutto chiaro, dopo l'apertura degli archivi moscoviti, l'idea fu partorita e in gran parte gestita da Mosca. Il movimento dei partigiani della pace rappresentò un importante strumento di lotta politica negli anni della guerra fredda: l'organizzazione, sotto le insegne del pacifismo dei movimenti "simpatizzanti", formalmente autonomi, ma in realtà strettamente controllati dai vari partiti comunisti, costituiva infatti una componente decisiva della politica estera sovietica. Sondra Cerrai si è, tuttavia, concentrata su altri aspetti della vicenda, cercando di individuare i meccanismi attraverso i quali il partito comunista italiano riuscì, meglio di altri, a far sì che questo movimento si trasformasse in un vero movimento di massa, mettendo in campo un'organizzazione fortemente strutturata, attivando centinaia di iniziative e coinvolgendo porzioni sempre più ampie di società civile, inglobando personalità e movimenti di area democratico-liberale e giocando una partita molto importante con le forze cattoliche.
I tre soggetti portanti del movimento, ai quali Cerrai ha dedicato particolare attenzione, furono gli intellettuali (che a centinaia si fecero coinvolgere nel movimento) , le donne e i giovani, guidati da un instancabile Enrico Berlinguer. Il Partito comunista italiano riuscì a creare una rete propagandistica e organizzativa, con una serie infinita di attività a cascata, che fu in grado di penetrare in profondità nella coscienza di una buon fetta degli italiani, molti dei quali non erano affatto comunisti. In questo il PCI fu aiutato dall'alleato fedele, il Partito socialista di Nenni, spesso più filosovietico delle stesso Togliatti. Nenni, fu il primo segretario del movimento dei Partigiani della Pace, a fianco del presidente comunista Emilio Sereni, partecipò con grande passione alla costruzione iniziale del movimento, salvo poi rimanerne progressivamente deluso, sino all'abbandono definitivo nel 1956. Analogo interesse Cerrai ha rivolto ai rapporti tra comunisti e mondo cattolico, alla ricerca di un difficile equilibrio sui temi della pace, spesso trovato con esponenti del cattolicesimo sociale o con singole figure di preti "scomodi", come Don Andrea Gaggero (che sarebbe poi divenuto dirigente della Consulta di Capitini negli anni '60) , le cui vicende sono state ricostruite a partire dai documenti conservati nell'Archivio storico di Piombino.
L'ampiezza e la varietà delle fonti utilizzate è uno degli elementi di pregio di questa ricerca, con il reperimento di un archivio inedito contenente moltissimo materiale sui movimenti pacifisti guidati dal PCI tra la fine degli anni Quaranta e la fine degli anni Ottanta. Gli oltre novanta faldoni, composti di documenti di epoche diverse e frettolosamente inscatolati senza un ordine preciso, sono stati tutti selezionati e censiti dalla Cerrai, che li ha poi ampiamente e fruttuosamente utilizzati.
La Cerrai ha voluto dimostrare che la sapiente opera di impalcatura del movimento fatta ad anelli concentrici, dialogante con le forze più disparate della società civile e della politica, dai cattolici ai socialisti, dai liberali ai repubblicani, dai missini ai monarchici, in un caleidoscopio di iniziative e di contatti, è servita a far sì che i partigiani della pace italiani assumessero una connotazione originale rispetto al panorama internazionale. L'origine di parte di quel movimento non giustifica, secondo Cerrai, l'ostracismo e il silenzio che è calato su quegli avvenimenti, anche da parte di coloro che vissero quegli eventi in prima persona, proprio perché quegli eventi, che assunsero una connotazione veramente di massa, contribuirono a forgiare una nuova idea di pacifismo che poi sarebbe stata rielaborata su basi più autonome nei decenni successivi. Nuovi soggetti sociali, in primis i giovani e le donne, furono spinti all'agire politico all'indomani della guerra, proprio passando attraverso l'iniziazione de "la lotta per la pace". Nuove classi dirigenti fecero il loro ingresso nella politica attiva passando attraverso il canale del pacifismo organizzato.
Un approccio e una tesi originale che ritengo farà discutere, un ulteriore pregio di un volume da leggere e commentare.
Ritieni utile questa recensione? SI NO

Ultimi prodotti visti