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La morte segue i magi

La morte segue i magi

di Hans Tuzzi


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  • Editore: Bollati Boringhieri
  • Collana: Varianti
  • Data di Pubblicazione: aprile 2009
  • EAN: 9788833919720
  • ISBN: 8833919722
  • Pagine: 309
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

Che cosa è vero? Che cosa è falso? Domande che in questa nuova indagine il commissario Melis si ripete con insistenza. Dopo aver assistito casualmente alla conversazione di una coppia di mezza età, si è ritrovato di fronte all'uomo, cadavere, in obitorio. Omicidio? E, se sì, che c'era di falso nell'ordinata vita di Walter Cenzatti, restauratore, per causare una morte così violenta? E ancora: è vero che Leone Maggi era un falsario, ma è proprio vero che è stato ucciso per questo? E, passando dal pubblico al privato, è vero che la sua compagna, Fiorenza, sta attraversando un brutto momento sul lavoro, ma non sarà che anche il loro rapporto è un po' stanco? E non è affatto falso, invece, dire che quella giovane restauratrice conosciuta durante l'inchiesta...

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4La morte segue i magi, 31-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Conoscevo già la fama di questo autore, e non sono stata smentita.
Tuzzi è uno scrittore con la S maiuscola, si vede e si sente. Una pagina come la 108, per esempio, non è da tutti, diciamo anche che la si trova molto raramente, in romanzi da vetrina. E a questa premessa ci tengo perchè questo poliziesco ha più parti di assoluta classe e cultura. E' spesso scritto da bene a molto bene, insomma, in un italiano raffinato. Tanto per dire, "dalla finestra aperta il lucore lattiginoso della falsa notte cittadina disegnava..."; ecco, un'immagine elegante, ma non ridondante. Breve, ma non debole o elementare. Da scrittore.
La storia, invece, vacilla un pò. E forse anche Melis, il commissario, piuttosto insipido, dal sapore del già visto. Mentre personaggi minori sono invece davvero centrati (Romero è assolutamente credibile!).
Ogni tanto qualche simbolismo pacchiano, e qualche luogo comune ( su Milano, per esempio; cose vere e che si sanno, per questo forse le si aspetta scritte in maniere diversa). E un finale, devo dire ( io che di solito proprio non sono fra quelli che ci azzeccano...), piuttosto scontato.
Certo, se mi dovessero chiedere, meglio questo o... Devo dire che non avrei dubbi nell'indicare questo romanzo in luogo di più blasonati titoli, magari stranieri. L'impressione è che Tuzzi, se avesse più tempo, avrebbe tutte le qualità per scrivere un romanzo capolavoro. Magari l'ha già fatto, non avrò remore a leggere altro di lui.
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