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Morte accidentale di un anarchico

Morte accidentale di un anarchico

di Dario Fo


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  • Editore: Guanda
  • Collana: Quaderni della Fenice
  • A cura di: F. Rame
  • Data di Pubblicazione: maggio 2018
  • EAN: 9788823521049
  • ISBN: 8823521041
  • Pagine: 123
  • Formato: brossura
  • Ean altre edizioni: 9788806385880

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Descrizione del libro

Nel 1921 un emigrante italiano «volò» fuori da una finestra del palazzo della polizia di New York: è questo l'episodio che Dario Fo prende a pretesto per scrivere "Morte accidentale di un anarchico", una delle sue commedie di maggior successo. Messa in scena per la prima volta il 10 dicembre 1970 a Milano, la rappresentazione inizia nella stanza di una questura, dove il commissario minaccia di arrestare un personaggio che si rivela essere un matto, filo conduttore e motore di tutta la commedia. La «morte accidentale» a cui allude ironicamente il titolo è quella dell'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dalla finestra del quarto piano della questura di Milano, nel corso dell'interrogatorio per la strage di Piazza Fontana. Le circostanze della morte, inizialmente non chiare, furono poi archiviate come un caso di «malore attivo».

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Voto medio del prodotto:  3 (3 di 5 su 1 recensione)

3Morte accidentale di un anarchico, 09-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Tutto sommato deludente. Mi sembra che riproponga ogni volta gli stessi artifizi narrativi, lo stesso crasso umorismo. Alla fine il meccanismo mi pareva funzionare meglio, ma non c'è mai una vera analisi psicologica, sono tutte macchiette.
Penso ai grandi drammaturghi (come Brecht o Williams, per dire i primi due che mi vengono in mente) e alla distanza siderale che separa questa pièce dalle loro, e mi sembra che alla fine non sia granché. Anche se la comicità si presta meno all'introspezione di quanto faccia una pièce drammatica, penso che forse Fo avrebbe potuto "sforzarsi un po' di più" e cercare di andare oltre il dato cronachistico.
Inoltre mi sembra che anche il tema delle stragi di stato sia "mancato": molta ricostruzione degli eventi e pochissima riflessione sui fatti. Ricordo invece la ricostruzione di Corrado Stajano sull'anarchico Franco Serantini: un capolavoro giornalistico e, al contempo, un capolavoro di riflessione sulle dinamiche del potere.
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