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Inquisizioni

Inquisizioni

di Jorge L. Borges


  • Editore: Adelphi
  • Collana: Biblioteca Adelphi
  • A cura di: A. Melis
  • Traduttore: Lorenzini L.
  • Data di Pubblicazione: luglio 2001
  • EAN: 9788845916281
  • ISBN: 8845916286
  • Pagine: 155
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Descrizione del libro

In "Inquisizioni" Borges privilegia autori e motivi legati alla cultura argentina - sul versante della cultura avanguardistica come su quello dell'ispirazione popolareggiante - e sullo sfondo si staglia il controverso rapporto che lega lo scrittore alla letteratura spagnola e all'eredità barocca in particolare, ma non mancano i segni di una capacità precoce, spesso folgorante, di misurarsi con le grandi questioni letterarie e culturali: basti pensare al saggio sull'"Ulisse" di Joyce, probabilmente il primo apparso in America Latina o a quello su Sir Thomas Browne, dove Borges disegna un autoritratto in fieri.

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4Inquisizioni, 09-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Da un punto di vista stilistico è una raccolta di saggi brevi o brevissimi e articoli per riviste davvero bene scritti, sicché resta un peccato che poi l'autore li rinnegasse, impedendone la ristampa finché, dopo la sua morte, non è stato possibile farne una nuova edizione; d'altro canto, è comprensibile che allo scrittore argentino potessero rincrescere certe posizioni teoriche giovanili, come l'adesioni ai movimenti d'avanguardia letteraria, che poi egli sconfessò, quantunque vada riconosciuto che Inquisizioni rappresenta ormai una fase di netto passaggio dal Borges avanguardista a quello maturo che ben conosciamo.
Da questi scritti emergono l'estremo interesse, foriero anche di osservazioni critiche molto acute, per la letteratura spagnola e per la letteratura popolare argentina (Borges spazia da Quevedo, poeta da lui amatissimo, alla poesia gauchesca e all'epica del Martìn Fierro), l'attenzione affettuosa per la letteratura inglese (pare ch'egli fosse il primo a recensire in Argentina l'Ulisse di Joyce) e una certa propensione ad affrontare questioni filosofiche complesse, soprattutto in campo gnoseologico e inerenti alla definizione della soggettività umana, che vengono a galla con estrema evidenza soprattutto nelle pagine dedicate ad esporre e a sottoporre a critica la filosofia della conoscenza di Berkeley e il materialismo di Spencer: in questo scritto tralucono brividi di smarrimento metafisico che preludono al narrare fantastico del Borges maturo.
Interessanti, benché discutibili, le sue affermazioni sulla metafora: sarebbe bello che le avesse scritte in maniera meno affrettata e compendiosa.
La prosa borgesiana in tutti questi scritti giovanili appare molto curata e a tratti preziosa, ciò che ne rende piacevole la lettura, pur trattandosi a volte di testi non elementari e a volte di testi su scrittori noti soltanto a studiosi specializzati in letteratura castigliana o ispano-americana.
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