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Un inglese all'estero

Un inglese all'estero

di Alan Bennett

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Descrizione del libro

Sceneggiatura televisiva, piece teatrale e romanzo, Un inglese all’estero, dello scrittore britannico Alan Bennett, racconta una storia che si basa sull’incredibile incontro che Coral Browne, attrice inglese, fece nel 1953 a Mosca, mentre era in tournée. Era il periodo della guerra fredda, l’anno in cui morì Stalin. La donna, una sera, mentre si preparava nel suo camerino per lo spettacolo, ricevette la visita di un suo connazionale. L’uomo sembrava essere ubriaco ed era molto curioso circa i fatti che accadevano nel suo paese d’origine. Pareva quasi che fosse animato, oltre che dall’alcol, da un’avidità per tutto ciò che proveniva dall’Inghilterra, compresi i pochi prodotti posseduti dalla donna, una saponetta, delle sigarette e una bottiglietta di whisky. Dopo quell’incontro, l’attrice ricevette un invito a pranzo, accompagnato dalla richiesta di portare con sé un metro da sarto. La donna, in quel momento, comprese che l’incontro con quella persona diventerà un episodio da raccontare. Perché quell’uomo triste e solitario, di origini inglesi, era un uomo in esilio. La richiesta di portare il metro da sarto è motivata dal fatto che l’abbigliamento non è mai stato il punto di forza dei compagni. Le informazioni su ciò che accade in Inghilterra hanno per lui il sapore amaro della nostalgia, lo stesso gusto che percepisce nelle sigarette e nel whisky. Quell’uomo stravagante e malinconico si chiamava Guy Burgess, ed era una spia. Alan Bennett, con Un inglese all’estero, racconta l’incredibile incontro tra un’attrice inglese e l’uomo che divenne la più celebre spia sovietica di quegli anni.

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