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Il grande saccheggio. L'età del capitalismo distruttivo

di Piero Bevilacqua

  • Editore: Laterza
  • Collana: Anticorpi
  • Edizione: 4
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2011
  • EAN: 9788842095187
  • ISBN: 8842095184
  • Pagine: XXXII-217
  • Formato: brossura
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Descrizione del libro

Dovrebbe apparire chiaro che non ci sarà 'ripresa' e che non è il caso di aspettarla. Godot non arriverà. Oggi dovrebbe apparire evidente una realtà elementare. Occorre travalicare i confini della cultura economica che ha generato la crisi, per comprendere che non si è verificato un semplice guasto. Non è una ammaccatura della carrozzeria. È il motore, il cuore della macchina, che è bloccato dalla ruggine e non ce la fa più. Piero Bevilacqua non ha dubbi: la crisi esplosa nel 2008, e tuttora in corso, non è semplicemente il frutto di una speculazione finanziaria finita male per assenza di regole. È invece il segnale di "una crisi di sistema" che si esprime in una gigantesca disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e in una organizzazione della società che non corrisponde più alle potenzialità produttive del capitalismo del nostro tempo. Pensare di "uscire dalla crisi" con la semplice regolamentazione dei mercati finanziari è un'illusione. Occorre riorganizzare interamente la società. L'immensa ricchezza che il capitale è oggi in grado di produrre, che potrebbe fornire benessere e libertà all'umanità intera, poggia su pilastri culturali e su un'architettura sociale ancora sostanzialmente ottocenteschi. I rapporti tra gli stati, gli orari di lavoro, i ritmi della vita quotidiana, l'organizzazione delle città, il nostro rapporto con la natura, tutto si regge ancora entro i vincoli e le culture della vecchia società industriale.

Voto medio del prodotto:  3 (3 di 5 su 1 recensione)

3Ripresa?, 15-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Io credo che la ripresa economica non sia dietro l'angolo. Le speculazioni di questi anni hanno compromesso l'economia degli Stati. La bolla speculativa sugli immbili, i mutui che le banche non sono riusciti più a recuperare hanno determinato il default delle banche specialmente americane e inglesi. Si forse come dice l'autore è un capitalismo taroccato.
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