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La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

di Hannah Arendt


  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica. Saggi
  • Edizione: 20
  • Traduttore: Bernardini P.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2013
  • EAN: 9788807883224
  • ISBN: 8807883228
  • Pagine: 320
  • Formato: brossura
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Descrizione del libro

Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 7 recensioni)

3La banalità del male ed altri, 30-12-2019
di - leggi tutte le sue recensioni
Non posso dire nulla. Questi libri sono stati ordinati per regali. Pertanto non sono stati letti dal sottoscritto. Alla prossima occasione Buonasera
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4Famosissimo, 03-06-2019
di - leggi tutte le sue recensioni
Essendo già un ragazzino di 10 anni quando venne catturato ricordo la bagarre che ci fu intorno al personaggio di Eichmann, ma senza comprendere il perché e le motivazioni. Con l'età ho approfondito l'argomento da tutti i punti di vista traendone le mie conclusioni, ma questo libro è la ricostruzione della giornalista che ha seguito il processo e delle sue osservazioni sulla bestia del nazista incriminato. Non un genio del male, ma un anonimo impiegato della Morte. Un libro da possedere.
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4Che stile!, 28-03-2018
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Arendt, scrittrice affermata, descrive con occhio "non di parte" il periodo del nazismo. Un punto di vista non politicamente corrotto che tenta di fare un'analisi molto critica di quel periodo senza scadere nel falso moralismo. Chiaramente è una forte critica al nazismo ed agli assurdi omicidi e stragi commesse in suo nome, ma fatta da un punto di vista nuovo.
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5Capolavoro, 21-03-2018
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Un bellissimo saggio che descrive in modo chiaro come siano avvenuti la deportazione e lo sterminio degli ebrei. La narrazione segue lo svolgersi del processo e i dietro le quinte, sottolineando la falsità. La Arendt riesce a non annoiare mai il lettore nonostante la pesantezza dell'argomento.
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4La banalità del male, 24-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Il testo non è di facile lettura per la natura dei contenuti. Si presenta infatti come una lucida analisi del nazismo partendo dalla figura di Eichmann, un uomo descritto come affatto potente, anzi piuttosto mediocre, senza abilità particolari, privo di carisma. Eppure il male può trovarsi anche lì, nella mediocrità, nella banalità, ed è questo che spaventa.
Da leggere con grande consapevolezza.
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