Il treno dell'ultima notte

Il treno dell'ultima notte

4.0

di Dacia Maraini


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Descrizione

Emanuele √® un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli. Emanuele ha sempre addosso un odore sottile di piedi sudati e ginocchia scortecciate, l'"odore dell'allegria". Emanuele si arrampica sui ciliegi e si butta a capofitto in bicicletta gi√Ļ per strade sterrate. Ma tutto ci√≤ che resta di lui √® un pugno di lettere, e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Per ritrovare le sue tracce, Amara, l'inseparabile amica d'infanzia, attraversa l'Europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini fatti a mano e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. Amara visita sgomenta ci√≤ che resta del girone infernale di Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a Budapest mentre scoppia la rivolta degli ungheresi, e trema con loro quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. Nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell'abisso in cui √® precipitato il Novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 9 recensioni)

3.0Commovente, 05-11-2012
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Libro bello e commovente, anche se non mi ha pienamente convinto, la storia mi è parsa un pò sfilacciarsi man mano, soprattutto quando la scena passa alla rivolta ungherese di Budapest. E' comunque un libro scritto molto bene e che contiene alcune parti, come le lettere del piccolo Emanuele ad Amara ed il racconto finale, che ti lasciano un segno dentro difficilmente dimenticabile.
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5.0Straordinario!, 30-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Romanzo straordinario, avvincente e commovente... Dacia Maraini, ancora una volta, ha donato alla letteratura italiana e non solo, un altro dei suoi capolavori. Il romanzo trasmette una tristezza infinita raccontando le vicissitudini della protagonista in Europa, alla ricerca dell'amico perduto e rivela, allo stesso tempo, il senso della catastrofe e l'abisso in cui è precipitato il '900, facendo trapelare la speranza di un mondo migliore.
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5.0Bellissimo, 15-03-2012
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Emanuele rappresenta la spontaneità e la gioia di vivere, energia che viene invasa dal terrore dei campi di concentramento... La sua amica-amore Amara ricerca il suo compagno di giochi... Una storia molto emozionante e commovente... Si evidenzia un legame molto forte incentrato in un periodo tremendo... Complimenti all'autrice.
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4.0Il treno dell'ultima notte, 12-07-2011
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L'autrice ha scritto questo libro per e in memoria di Levi, e si vede che gli è piaciuto molto scriverlo, ci ha dato una grandissima prova di scrittrice con un libro che si potrebbe porre sullo stesso piano di "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Interessante e coinvolgente ma non pertinente al tema centrale del libro la parte sulla rivolta di Budapest (1956) , questo l'unico appunto che si può muovere.
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4.0Dacia Maraini mi piace moltissimo come persona..., 13-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Scrivere di questo romanzo mi pare quasi offensivo: mi sembra di dare un giudizio alla storia. Ovviamente mi ha commosso la trama, mi hanno molto toccato alcune frasi di Emanuele adulto, ma nel complesso non mi ha convinto completamente. Forse è stato l'intermezzo di Budapest durante la rivolta... Mi è sembrata un po' studiata la scelta degli anni. Dacia Maraini mi piace moltissimo come persona, un po' meno come scrittrice.
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4.0Il treno dell'ultima notte, 18-09-2010
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La cosa che mi ha segnata di questo libri sono le lettere riportate cariche di tristezza, di dolore, sofferenza ma anche di voglia, voglia di tornare a vivere serenamente.
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4.0Il treno dell'ultima notte, 08-09-2010
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Tante storie,tanti uomini,tante donne e una cosa in comune l'orrore e il dolore provato nei campi di concentramento.Libro toccante e intenso.Le lettere della protagonista sono molto profonde.
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5.0l'odore dell'allegria, 29-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un libro stupendo, carico di emozioni, sentimenti.. tema principale il viaggio, non solo quello fisico, alla ricerca dell'amico perduto, Emanuele, ma soprattutto un viaggio interiore, attraverso flash-back del passato, racconti di emozioni, situazioni, fatti storici dell'epoca e della amicizia tra la protagonista Amara e il suo amichetto Emanuele.
Il 1956, pochi anni dopo la grande guerra, tutto il mondo è ancora in subbuglio e ricercare una persona è tutt'altro che facile, tutti lo davano per morto quel bambinetto "ebreo".. ma è davvero così?
Libro fantastico, consigliatissimo!
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4.0Dacia Maraini non delude, 09-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Già dalle prime pagine del libro entriamo in un'atmosfera cupa in cui una solitudine così densa da poterla toccare e da far si che i protagonisti, pur provandoci fino in fondo non riescono forse mai ad incontrarsi davvero, ci accoglie. Nonostante questo desideriamo viaggiare con loro e guardare con i loro occhi ciò che la guerra produce e non possiamo fare a meno di sperare che, prima o poi, l'amore, questa solitudine riesca a spezzarla. Ottima scrittura
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