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Il peso della farfalla

Il peso della farfalla

di De Luca Erri

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In sintesi

"Una farfalla bianca sta sul corno del re dei camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio cacciatore di montagna. Li attende un duello differito negli anni. Più che la loro sorte, qui si decide la verità di due esistenze opposte."

Descrizione

Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

Dettagli del libro


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Voto medio del prodotto:  5.0

5.0 Il vincitore vinto..., 04-01-2010, ritenuta utile da 16 utenti su 20
di G. Zappalà - leggi tutte le sue recensioni

«"Il peso della farfalla gli era finito sopra il cuore, vuoto come un pugno chiuso". Una lotta indicibile e impensabile fra due mondi che sembrano a volte sfiorarsi: un uomo, un camoscio, due esseri incompatibili, eppur soggetti alla stessa sorte mortale, allo stesso cielo in cui l'uomo crede di poter ravvisare un dominatore, nel quale ardentemente spera. Un presente non afferrato porta l'uomo alla lotta feroce contro ciò che ha innanzi. Il camoscio muore brutalmente, dall'uomo ucciso, ma in fondo è l'uomo ad aver perso una battaglia senza senso che ricadrà sul suo cuore. Proprio la farfalla, leggiadra innanzi a lui volerà, ma stavolta non può essere cacciata, stavolta è lei che fa sentire tutto quel peso che realmente non ha, ma che in quell'ultimo istante uccide il cuore dell'uomo.
Un libro che fa riflettere sulla condizione effimera di un uomo che si crede il dominatore, ma che in realtà non vive e non conosce il presente, un uomo che da vincitore vien vinto.
»

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5.0 Con un fremito d'ali, 20-12-2009, ritenuta utile da 21 utenti su 29
di R. Iaquinta - leggi tutte le sue recensioni

«Scava le emozioni nella miniera del vivere lo stile di Erri De Luca che si ritrova anche nelle pagine del suo ultimo ricamo della narrativa italiana.
Insieme: il camoscio, l'uomo e la farfalla vivono la loro esistenza all'interno di somiglianze determinate dalle scelte di vita.
E' magia narrativa quella che si ritrova nel libro, sinuosamente, dalle parole usate con alchimia, si sprigiona come vapore dall’alambicco di un mago un fremito leggero paragonabile al batter d’ali della farfalla che decide di condurre la sua fragile esistenza sul corno sinistro del re dei camosci. La parte più dura dell’animale usata solo per una volta nella sua esistenza per uccidere un altro simile.
Vite estreme quelle dei tre protagonisti: solitarie per forza e per scelta. Nelle poche pagine emergono sentimenti ed emozioni: il legame ed il rispetto per la natura, le leggi: verso il branco e verso il nemico, i maschi e le femmine, i giovani e i vecchi, la forza e la debolezza, situazioni in costante antitesi, emozionanti e vibranti, dirupi profondi e cieli azzurri, boschi protettivi , ripari rubati alla terra. Tutto sotto lo sguardo rapace dell’aquila che dall’alto cerca di afferrare le sue prede.
Accettare il “volere della vita”, l’inesorabilità del tempo, questo ed altro ancora nell’intreccio intreccio che il De Luca ci narra da spettatore nascosto presentandoci molteplici sguardi verso le diverse età dei tre personaggi e che in un mortale abbraccio si concludono simultaneamente.
Senza vincitori né vinti. »

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5.0 Un grande libro, 09-12-2009, ritenuta utile da 18 utenti su 30
di T. De paolis - leggi tutte le sue recensioni

«Sono sempre più convinta, leggendo i suoi libri, che Erri De Luca sia il maggiore scrittore italiano vivente. E' un grande affabulatore, a modo suo, anche in televisione. Ma nei libri crea una dimensione fantastica di empatia col lettore, sa veicolare vita anche nella sua scrittura tesa e intensa. Insomma, un libro da non perdere per chi ha già letto gli altri. »

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5.0 Novembre, 07-12-2009, ritenuta utile da 29 utenti su 39
di A. Izzo - leggi tutte le sue recensioni

«L'ho appena terminato, e posso dire senza pensarci due volte che questo è uno dei più bei racconti che Erri De Luca ci ha mai regalato.
E' novembre. Due vecchi Re vanno incontro alla sfida finale. Quello vero, il più grande camoscio mai esistito, con 20 anni di regno sulle spalle. Un regno che si è guadagnato al primo duello, e con tanta imponenza che nessun giovane ha mai avuto il coraggio di metterlo in discussione. E poi l'uomo, ingiustamente chiamato "Re dei camosci".
Ogni rigo è da assaporare, De Luca scrive in modo sublime: la montagna in cui si svolge la vicenda prende vita, con la prima neve di novembre che comincia a ricoprirla a chiazze. Sarete affascinati da una farfalla bianca, poggiata sul corno sinistro del camoscio. Ci si innamora della natura, e soprattutto della perfezione degli animali, che hanno la conoscenza del presente.
"Il presente è la sola conoscenza che serve. L'uomo non ci sa stare nel presente."
Leggetelo. Impiegherete al massimo un ora del vostro tempo. Ma ne vale realmente la pena.
E non sottovalutate il peso di una farfalla. E' talmente piccolo, quanto determinante. »

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