Il peso della farfalla

Il peso della farfalla

4.0

di Erri De Luca


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Descrizione

Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

In sintesi

"Una farfalla bianca sta sul corno del re dei camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio cacciatore di montagna. Li attende un duello differito negli anni. Più che la loro sorte, qui si decide la verità di due esistenze opposte."

Note sull'autore

Erri De Luca è nato a Napoli il 20 maggio 1950. Il critico letterario Giorgio De Rienzo lo ha definito lo scrittore del decennio. Ha trascorso gli anni della giovinezza in modo avventuroso. Nel ‘68 è a Roma, dove farà parte del Gaos, il gruppo di agitazione di operai e studenti dal quale poi nascerà Lotta Continua. Svolge molti lavori sia in Italia sia all'estero, come operaio, muratore, magazziniere e camionista, prendendo parte, in qualità di autista di convogli umanitari, al conflitto che ci fu nei paesi dell'ex-Jugoslavia. Studia da autodidatta numerose lingue, tra cui lo yiddish e l'ebraico antico. Le competenze linguistiche acquisite gli permettono di fare il traduttore. L'esordio letterario avviene nel 1989, con il romanzo intitolato "Non ora, non qui", in cui racconta la sua infanzia a Napoli, città che ricorre spesso nelle sue opere. Collabora con numerosi giornali, tra cui la Repubblica e Il Corriere della Sera. I numerosi romanzi di successo che scrive a partire dal 1989, oltre ad alcune pregevoli poesie, fanno di Erri De Luca una delle voci più piacevoli nel panorama italiano della letteratura contemporanea.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 74 recensioni)

3.0Poesia, 30-03-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 5
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Premetto che è il primo libro che leggo di Erri De Luca, che non sapevo assolutamente niente di questo autore, ne del suo stile di scrittura. Complessivamente non è brutto, non lo definirei nemmeno un capolavoro. Più che altro è una sorta di favola raccontata con uno stile poetico che ti rende pensante come un macigno arrivare alla fine del libro.
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4.0Il peso della farfalla, 22-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 5
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Un libro che insegna molto sul rispetto per la natura, sulla presenza del sacro, rivela una conoscenza approfondita della montagna, degli elementi naturali, degli animali, delle leggi della natura meno crudeli del comportamento dell'uomo. Di Erri De Luca ho letto per ora solo un altro lavoro: Il giorno prima della felicità, e anche questo mi è piaciuto molto per i temi, i sentimenti e l'ambientazione.
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5.0Poesia per l'anima, 21-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Un libro molto breve ma che sa lasciare il segno in coloro capaci di coglierne la raffinatezza e la profonda forza. Uno stile inconfondibile, quello di Erri De Luca, capace di conciliare la forma prosaica con la poesia più alta e che lascia nel cuore il desiderio di rileggere quelle pagine per poter provare nuovamente profonde emozioni.
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3.0Montagna e urbanità, 10-03-2012
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Un libro breve, rapido, ma dalla struttura elegante. La caccia al cervo, gli usi e costumi degli abitanti della montagna sono contrastati dall'urbanità di una cronista di un giornale locale. Un romanzo che prende e coinvolge, garantendo un'esperienza davvero unica. Erri De Luca in poche pagine e con una scrittura piacevole, conduce il lettore a scoprire nuovi orizzonti
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3.0La poesia della natura e dell'uomo, 12-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 4
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Quando mi viene in mente Erri De Luca, e in particolare questo libro, il termine poesia sembra d'obbligo. Innanzi tutto ci sono i suoi luoghi maestosi: una natura severa e solenne, poi ci sono i temi senza tempo dell'uomo e della sopravvivenza.
Il linguaggio peculiare contribuisce alla poesia del testo, la rende veramente "d'obbligo". Il linguaggio per immagini, con le parole soppesate una ad una e incastonate in costrutti desueti, per quanto funzionale all'intento evocativo del'autore a volte sembra forzato. Avrei considerato questo testo un piccolo capolavoro se non mi si fosse insinuato il dubbio dell'artificiosità. Quella sgradevole sensazione di scarsa autenticità.
Quest'opinione è la più soggettiva che potessi fare, però è sincera. Il libro lo consiglio vivamente perchè è "bello", nel senso più completo del termine. Però non posso nascondere che il linguaggio continua a lasciarmi perplessa...
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4.0Il peso della farfalla, 09-02-2012
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De Luca ci offre la sua prosa per introdurci nel mondo della natura selvaggia, in particolare nel mondo dei camosci; Un libro abbastanza breve ma intenso, un concentrato di pensieri e parole che toccano l'anima come solo De Luca sa fare, e chi lo conosce lo sa benissimo, e che ci fanno chiudere gli occhi sulla trama e sui personaggi a volte non eccellenti.
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3.0Il peso della farfalla, 27-01-2012
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Forse anche grazie alla brevità (a volte forse addirittura eccessiva) i libri di Erri De Luca si leggono tutti in modo molto scorrevole e con rapidità. Tutti sono interessanti e sanno catturare il lettore grazie ad una scrittura che sembra estratta da libri di poesia.
Attraverso metafore delicate e toccanti, l'autore ci fa riflettere sull'essere parte di un mondo pieno di belle cose che non sempre sappiamo apprezzare a dovere...
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2.0Il peso della farfalla, 07-01-2012, ritenuta utile da 1 utente su 4
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Il libro è molto noioso.
Parla di Un camoscio ha perso tutto, sua madre è stata uccisa da un cacciatore ed ora lui vorrebbe rivendicare questa perdita che ha dovuto subire, ma è diventato il re dei camosci e deve gestire il suo branco, evitare spargimenti di sangue, prendersi cura delle femmine.
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4.0Da una favola alla realtà, 10-11-2011
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Non amo particolarmente lo stile di Erri De Luca, troppo metaforico, molto sopra le righe, ma probabilmente in questo caso mi incuriosiva la storia. Una favola narrata come da un vecchio saggio, con continui riferimenti al senso della vita. Sicuramente lascia molti insegnamenti....
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5.0Brevissimo e magnifico, 29-09-2011
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Un camoscio, di più, il capo dei camosci. Una farfalla che sopra esso si appoggia. Per sempre, forse. Un uomo, di meno, un assassino di camosci. Al capo di questi ha ucciso la madre. La vendetta non è però degli animali. Erri De Luca e la sua prosa asciutta e insieme lirica danno il solito spettacolo di poesia e forza. Un libro da leggere perché ne abbiamo bisogno, poche pagine per tante emozioni.
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4.0Leggero, 03-09-2011
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Erri De Luca scrive poco... E vien voglia di ringraziarlo.
La sua storia si riesce a mangiarla tutta in un boccone e leggendo ci si ritrova subito in montagna, in altura, tra la natura, con le nubi che scorrono libere in cielo, con la paura dei fulmini.
Si ama e si odia il cacciatore, ma si rispetta... Perché la natura va saputa rispettare.
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5.0La poesia si concretizza nelle sue parole, 31-08-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Sarò di parte perchè amo profondamente Erri De Luca, ma questo testo l'ho trovato meraviglioso.
De Luca non si sforza di utilizzare il linguaggio che lo caratterizza, lui è così... La grazia, la delicatezza, il senso del tatto, la poesia, la musicalità, la resa dei suoni e degli odori e dei sapori attraverso metafore personalissime, il senso di pienezza al cospetto di quella natura che ami, scali, sfiori, assopori e di cui, ti rendi presto conto, sei completamente parte. Due esitenze a confranto che solo un solitario indagatore dei sentimenti com'è lo scrittore, poteva descrivere senza quella visione tipicamente egocentrica dell'uomo.
Siamo tutti sotto lo stesso cielo, condividiamo lo stesso destino e alla fine, quando siamo stanchi, basta il solo peso di una farfalla per fermare il nostro viaggio, come goccia che trabocca.
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