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Che la festa cominci

Che la festa cominci

di Niccolò Ammaniti


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In sintesi

Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell'Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo.

Descrizione

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 41 recensioni)


4.0Inaspettato, 04-09-2011
di S. Dalu - leggi tutte le sue recensioni

«Inizi a leggere questo libro e non capisci il perchè di tutte quelle informazioni... E poi tutto ha un senso, e ti rendi conto che senza la parte iniziale non avresti capito niente del nucleo della storia... Travolgente, inaspettato e divertente! Sei impaziente di conoscere tutta la storia, la fine e gli sviluppi, fantastico!»

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5.0Che la festa cominci, 11-07-2011
di M. Contino - leggi tutte le sue recensioni

«Riuscite a immaginarvi la festa più trash del millennio? Con ricconi fuori di testa, calciatori sudamericani, professionisti burini, ogni tipo di vip e stelline. Ci sono perfino Ammaniti (il suo alter ego in realtà) e un gruppo di satanisti sfigati.
Il vecchio Nick dev'essersi divertito un sacco a scrivere questa storia, e senz'altro vi divertirete voi a leggerla.
»

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4.0Che la festa cominci, 09-07-2011
di G. Brunieri - leggi tutte le sue recensioni

«Sul palcoscenico del suo romanzo l'autore fa sfilare una variopinta fauna: una fitta schiera di vip vuoti di umanità in maniera disarmante, in un mondo dove per essere preso in considerazione devi avere un bel conto in banca oppure devi apparire, per un qualsiasi motivo, in televisione. Dove tutti sono così presi dalla presunta importanza del loro ruolo da credere di essere sempre e comunque i responsabili di quello che gli accade intorno. In un mondo popolato da queste persone può succedere di tutto, anche che le persone più "normali" siano un gruppo di satanisti un po' sgarrupati, ed una cantante ex satanista ed ora convertita ad una fervente fede cristiana. Da leggere se ci si vuole divertire.»

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3.0Carino, 22-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Premetto. Non amo molto la letteratura italiana odiena. Mi fermo a Pasolini e Calvino, con qualche occasionale puntata su Benni e Eco. Ammaniti non mi ha mai entusiasmato anhe se la sua letteratura, avendo un taglio cinematografico, ha il pregio di non stancare mai. Romanzo divertene, carino, con qualche idea intrigante anche se il mai troppo compianto De Andrè con una semplice canzone, "Il ballo mascherato delle celebrità", riesce ad essere più corrosivo ed efficace. Comunque, nello zero assoluto della attuale letteratura italiana, Ammaniti è tra gli autori più interessanti.»

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4.0Splendido, 08-03-2011
di N. Cazzador - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro è un'opera d'arte che racconta l'Italia, in modo più che mai attuale, facendo ricorso a un esagerazione che fa sorridere quanto riflettere il lettore, che alla fine si trova a constatare che non c'è poi tanta esagerazione. Un libro da leggere senz'altro.»

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4.0Buono, 29-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Argento - leggi tutte le sue recensioni

«Ammaniti è davvero grande! Come si suol dire genio e sregolatezza! I suoi racconti non sono mai scontati e regalo sempre quel qualcosa in più che parecchi non fanno! Da leggere!»

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5.0Bello!, 21-11-2010
di L. Galli - leggi tutte le sue recensioni

«Ho riso fino alle lacrime. Poi ho smesso e sono diventata seria! Grande Ammaniti»

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3.0un film più che un libro, 15-11-2010
di A. Parlati - leggi tutte le sue recensioni

«Ammaniti o si odia o si ama. I suoi racconti partono quasi sempre in sordina, descrive minuziosamente i suoi personaggi, crea intrecci e legami che sembrano indirizzarti verso un epilogo prevedibile, quasi scontato, poi, improvvisamente, cambia la scena, il ritmo, le ambientazioni. La leggerezza diventa cupezza, l'umorismo diventa noir, tutto affluisce nel grottesco. Forse chi ama l'Ammaniti della prima parte non ama quello del finale e viceversa.»

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2.0La festa è finita!, 06-11-2010
di P. Ottomano - leggi tutte le sue recensioni

«La festa, annunciata protagonista del romanzo, non è in realtà l’aspetto più interessante: a prima vista, in-fatti, si fa notare il montaggio al-ternato delle sequenze narrative, dap-prima parallele, poi destinate a in-contrarsi.
L’intreccio, infatti, ruota attorno a una festa organizzata in una tra le più belle oasi romane, Villa Ada, nel-la quale s’incontrano i vari personag-gi e un nugolo di vip, camuffati senza troppa fantasia e disinvoltura dall’autore. Ogni presentazione, in-fatti, introduce il personaggio in questione nel modo più scontato e meno interessante possibile, comunicando le informazioni come si leggerebbe una scheda informativa di un elettrodome-stico. A ognuno è affibbiata un’etichetta: sebbene possa essere ac-cettabile e giustificabile, nel conte-sto del romanzo, si può trasformare in un deterrente per una lettura scorre-vole e avvincente. La maggior parte dei retroterra, poi, è superflua: i-ninfluente ai fini della narrazione, come lo sono alcune descrizioni così dettagliate da togliere a chi legge quel piacere che la lettura può stimo-lare attraverso pochi elementi decisi-vi: l’immaginazione.
Messi da parte questi difetti, la storia è comunque avvincente e mischia realtà e fantasia creando un proprio microcosmo autonomo; talvolta, tutta-via, ci si imbatte in alcuni vicoli ciechi narrativi, episodi presentati come decisivi in un futuro sviluppo della trama ma in realtà abortiti: paiono delle disattenzioni, più che dei tentativi di depistaggio, dato che non hanno alcun peso nell’economia della vicenda.
»

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1.0Che la festa cominci, 02-11-2010
di M. Rei - leggi tutte le sue recensioni

«Ammaniti non scrive romanzi: butta giù pagine a caso fino a riempire un libro. Siccome, nonostante tutto, ha una prosa abbastanza potabile, c'è ancora qualche lettore che ci casca. Ma nessun bluff sta in piedi all'infinito. »

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1.0Che la festa cominci, 01-11-2010
di L. Ciofani - leggi tutte le sue recensioni

«Avevo aspettato "come Dio comanda" per 5 lunghi anni.
Non mi aveva entusiasmato forse per le troppe aspettative.
Questo libro non lo aspettavo,
l'ho recuperato con comodo grazie ad uno scambio.
Dopo averlo letto mi sono reso conto che non averlo pagato è l'unica cosa positiva di questo libro.
Un paio di risate me le sono fatte,
però questo non è uno scrittore emergente che sbarca il lunario integrando lo scrivere al lavoro su turni al Burger King.
18 euro per un libro così?
Mi auguro almeno che abbiano dotato i rivenditori di un passamontagna da indossare al momento di dare il resto.
Leggete Lansdale e passa la paura.
»

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2.0delusa, 27-10-2010
di N. Spada - leggi tutte le sue recensioni

«mi piace molto ammaniti ma con questo libro sono rimasta delusa, non so spigare ma c'è troppo di tutto e alla fine non ti lascia niente»

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