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La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno

di Italo Svevo

4.0

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La storia di Zeno Cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga, gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. E' il capolavoro di Svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il più grande romanzo del Novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea di questo secolo.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Un classico imperdibile, 13-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Svevo è tra i primi ad accogliere le idee rivoluzionarie di Freud: lo scrittore è abilissimo nel mettere in luce la complessità della psiche umana.
Il romanzo si configura come un memoriale, o una confessione autobiografica, che il protagonista, Zeno Cosini, scrive su consiglio del medico curante, lo psicanalista Dottor S. (possibile richiamo a Sigmund Freud), come preludio a una nuova cura che dovrebbe guarirlo dalla malattia che lo opprime da anni. La coscienza di Zeno si articola in 8 capitoli, o episodi: ad eccezione del primo e del secondo, che ne costituiscono rispettivamente la Prefazione e il Preambolo, e dell’ultimo che è una sorta di diario, sono trattati diversi temi della vita del protagonista (il fumo, la morte del padre, la storia del suo matrimonio, l’amante e l’associazione commerciale con Guido). La suddivisione del libro in capitoli che vertono interamente intorno ad un argomento principale è una novità assoluta nell’Italia del ‘900.
La tecnica usata per dimostrare la complessità della struttura mentale è il monologo interiore: il personaggio in prima persona esprime fra sé e sé i pensieri più nascosti, spesso per associazione d’idee e quindi con un ordine non rigorosamente logico. L’intero romanzo è basato sulla storia personale del protagonista, il quale la narra in prima persona; di conseguenza il tempo è completamente soggettivo e la narrazione va continuamente avanti e indietro nel tempo, seguendo la memoria del narratore, che si sforza, per obbedire allo psicanalista, di ricostruire il proprio passato. Zeno è malato d'inettitudine eppure nella narrazione si avvertirà la sensazione che i veri malati non sono gli inetti, ma i borghesi.
Il libro è una pietra miliare della letteratura del Novecento che deve essere letta da tutti; in particolar modo è rivolto a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della psiche, della sua innata contraddittorietà e complessità.
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