Il cimitero di Praga

Il cimitero di Praga

3.0

di Umberto Eco


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Descrizione

Trent'anni dopo "Il nome della rosa" Umberto Eco torna in libreria con un nuovo romanzo di ambientazione storica. Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, il falso bordereau di Dreyfus per l'ambasciata tedesca, la crescita di quella falsificazione nota come "I protocolli dei Savi Anziani di Sion", che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi nella Parigi della Comune, orrendi ritrovi per criminali che tra i fumi dell'assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ottimo materiale per un romanzo d'appendice di stile ottocentesco, tra l'altro illustrato come i feuilletons di quel tempo. Un particolare: eccetto il protagonista, tutti i personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti e hanno fatto quello che hanno fatto. E anche il protagonista fa cose che sono state veramente fatte, tranne che ne fa molte, che probabilmente hanno avuto autori diversi. Accade però che, tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori, l'unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti.

Note sull'autore

Umberto Eco nacque ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Compì i suoi studi presso il liceo classico “Giovanni Plana” di Alessandria e in seguito si iscrissse alla facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino, dove nel 1954 conseguì la laurea con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino. Durante il periodo di studi iniziò ad interessarsi di cultura medievale, ambito che continuò a coltivare anche in seguito. Pur avendo in precedenza aderito al movimento giovanile di Azione Cattolica, durante l’università smette di credere e abbandona il movimento e la Chiesa cattolica. Nel 1956 pubblicò la sua prima opera, “Il problema estetico in San Tommaso”, pubblicazione che rappresenta un’estensione della sua tesi di laurea. Negli anni Cinquanta iniziò ad occuparsi di Semiotica della cultura popolare contemporanea e all’indagine critica sullo sperimentalismo artistico, studiò i Mass Media e il loro influsso nella cultura di massa. Nello stesso periodo iniziò a collaborare con la RAI, in un periodo in cui l’ente televisivo intendeva proporre nuove idee e volti nuovi per cercare di modernizzare i programmi proposti. La collaborazione però non durerà a lungo, ma da questa esperienza Eco raccolse alcune idee per le sue successive opere. Dalla fine degli anni Cinquanta fu condirettore editoriale della casa editrice Bompiani e iniziò a porre le basi teoriche per il movimento artistico e letterario d’avanguardia denominato Gruppo 63. Iniziò la sua carriera universitaria nei primi anni Sessanta. Svolse la professione di docente in numerose università italiane, tra cui Torino, Milano, Firenze e Bologna. A Bologna, dopo essere stato direttore dell’Istituto di Comunicazione e spettacolo al DAMS, diede vita al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Tenne, inoltre, lezioni in alcune prestigiose università straniere. Nell’88 fondò il Dipartimento di Comunicazione dell’Università di San Marino. Lasciò l’attività accademica nel 2007 per limiti di età. Autore di numerosi saggi, iniziò a dedicarsi alla narrativa negli anni Ottanta. Il suo primo romanzo, “Il nome della rosa” (1980) riscosse un incredibile successo, vincendo il premio Strega del 1981 e divenendo uno dei romanzo più celebri del secolo. Collaborò con numerose testate giornalistiche e dal 2010 divenne socio dell’Accademia dei Lincei. Umberto Eco venne a mancare nel febbraio del 2016.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 127 recensioni)

1.0Palloso, 04-11-2012
di P. Petrilli - leggi tutte le sue recensioni
Ho "provato" a leggere l'ultima fatica di Eco: francamente non son riuscito ad arrivare alla fine.
Non mi ha coinvolto nemmeno un po' e già dopo le prime 100 pagine avvertivo un senso di noia che mi spingeva a terminare anzitempo, ma ho proseguito nella speranza di trovare qualcosa di coinvolgente.
Ma non c'è stato nulla da fare: arrivato a pagina 200 ho mollato in preda alla disperazione! Secondo me, manca tutto: l'unica cosa interessante, il particolare momento storico, rivissuto dai protagonisti, poi il vuoto.
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2.0Ripetitivo e scontato, 17-05-2012, ritenuta utile da 9 utenti su 10
di U. Tulli - leggi tutte le sue recensioni
Dopo aver letto le prme 100 pagine, si resta affascinati. Dopo altre 100 pagine ci si inizia ad annoiare. Le 100 pagine successive possono anche non essere lette. La vicenda è sempre la stessa: Eco è bravo nell'intrecciare gesuiti, massoni, falsari, ebrei e tutti gli odiosi stereotipi che accompagnano questi diversi gruppi. Ma va avanti così dall'inizio alla fine, diventando ripetitivo ed estremamente noioso.
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3.0Piacevole, 10-05-2012
di L. Capraro - leggi tutte le sue recensioni
L'ultimo e grande atteso romanzo di Eco. Sicuramente non il meglio di questo grande scrittore, tuttavia si mostra un testo abbastanza piacevole e molto maturo, dalla scrittura solida e dal ritmo dinamico e incalzante. La trama è forse pesante dal punto di vista strutturale ma riesce comunque a tenere l'attenzione del lettore, anche in momenti di incertezza narrativa.
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3.0C'è troppa confusione in queste pagine, 13-04-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di L. Rondinelli - leggi tutte le sue recensioni
Visti i precedenti di Eco, mi aspettavo dal Cimitero di Praga più di quanto in realtà mi ha lasciato.
La storia era cominciata bene, mi ha intrigato quanto basta per farmi raggiungere la metà senza particolari problemi. Ci sono queste due persone, Simonini e l'abate Dalla Piccola, che scoprono di avere molte cose in comune, tanto da pensare di essere due facciate della stessa persona. Mentre entrambi cercano di scoprire la verità sulla loro vita mediante l'ausilio della memoria, la storia si fa più complicata, densa di flashback e di eventi storici, di personaggi, libri ecc ecc.
Insomma ad un certo punto la confusione ha prevalso sulla trama, impedendomi di gustare questo romanzo come avrei voluto. Mi spiace perché ritengo che Eco sia un ottimo autore, ma questa volta mi ha un pochino deluso. Sarà per il prossimo romanzo.
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3.0Mmmmm..., 30-03-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di A. Di Vita - leggi tutte le sue recensioni
Personaggi interessanti e trama buona, come al solito ben strutturata, ma la scrittura appare in qualche modo vuota così come il libro. Non ci sono emozioni, non si prova niente. C'è una sorta di distacco che rende incredibilmente pesante e stancante la lettura, tanto che la storia sembra quasi strascicare verso la fine.
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2.0Cimitero di Praga, 23-03-2012
di A. Colombo - leggi tutte le sue recensioni
Encomiabile la ricerca super approfondita dell'autore, un'accuratezza storica da grande studioso quale è, peccato che la storia non decolli mai e resti ancorata a uno stile cervellotico che prima di essere goduto va decifrato, e dopo un po' stanca. Sembra che l'autore abbia cercato di inserire a forza il romanzo nel contesto storico e che ne sia uscito un minestrone poco saporito. Il romanzo è debole e si dimentica in fretta.
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3.0Umberto eco, 21-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 5
di S. Alimonti - leggi tutte le sue recensioni
Il libro espone un intrico di fatti storici, che hanno richiesto un lavoro pazzesco di incastri e approfondimenti per giungere alla forma di romanzo, davvero apprezzabile, un capolavoro nel suo genere. Un libro tipicamente alla Umberto Eco: lungo, con grande sfoggio di erudizione, ma con sprazii di riflessione e anche ironici. Va letto, va apprezzato, ma non mi ha cambiato la vita.
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3.0Il cimitero di praga, 17-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di A. Brunco - leggi tutte le sue recensioni
Sicuramente non paragonabile a "il nome della rosa". Umberto Eco è uno scrittore un pò "pesante". Prima di iniziare a leggere bisogna avere la mente sgombra di qualsiasi pensiero altrimenti non si riesce a seguire! La trama è sicuramente intrigante, il personaggio principale affascinante ma non mi sento di consigliarlo.
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2.0Umberto Eco, 09-03-2012
di R. Di Benedetto - leggi tutte le sue recensioni
Il protagonista di questo ultimo romanzo di Umberto Eco è un agente segreto e falsario odioso in giro per l'Europa ottocentesca che non guarda in faccia niente e nessuno davanti alla creazione del documento fortemente antiebreo "cimitero di praga". Sicuramente maestro nel racconto della storia dell'Ottocento europeo, l'autore sembra non preoccuparsi di suscitare emozioni nel lettore, il romanzo appare infatti molto pesante da leggere e a volte da decifrare. Nota positiva e intrigante è il personaggio affetto da disturbo bipolare.
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4.0Piacevole, 09-03-2012
di M. Galasso - leggi tutte le sue recensioni
Non c'è dubbio, si tratta di un romanzo affascinante e fortemete coinvolgente. Tuttavia le note dello scrittore sono più che giuste. Lo stile è impegnativo e avolte difficilmente comprendibile. Molte situazioni appasiono fin troppo enigmatiche e avrebbero necessitato di maggore risoluzione stilistica. Tuttavia un libro affascinante
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3.0Storia vera, personaggio fittizio., 01-03-2012
di E. De Matteis - leggi tutte le sue recensioni
Ritorna in libreria Umberto Eco con il romanzo storico"Il cimitero di Praga". Romanzo particolare, perché mischia l'inventato con avvenimento realmente accaduti nel Vecchio Continente durante l'ottocento. Purtroppo il romanzo non è come i precedenti lavori (Nome della Rosa o Il Pendolo di Foucauld) . Ho trovato difficoltà a darne un giudizio complessivo. In alcuni passaggi è molto intrigante e pieno d'interesse, in altre parti diventa lento e noioso, quasi banale. C'è molto studio dietro questo libro, come in tutti i libri del grande Eco. Il problema è che nel Cimitero di Praga i contenuti storici diventano tediosi e petulanti. Comunque è un romanzo consigliato sia per lo stile, la trama e la particolarità del personaggio.
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4.0Come sempre affascinante, 23-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di D. Rossetti - leggi tutte le sue recensioni
Umberto Eco è decisamente troppo per me. So perfettamente di non avere una cultura storica tale da compendere al cento per cento quest'opera che, in ogni caso, è piuttosto complicata... A parte questo però è un libro affascinante; con un linguaggio vagamente arcaico che esalta ancora di più l'idea del diario. Devo dire che tutta la vicenda può sembrare lenta o magari poco avvincente, se non ci si lascia catturare completamente dal contesto storico e dalla enorme ricerca che nasconde. In ogni caso, anche un lettore meno "intellettuale" non può non apprezzare la meravigliosa atmosfera che suscita. Consigliato, ma solo se si ha tempo e volontà da impegnare.
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