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Voci del verbo andare

Voci del verbo andare

di Jenny Erpenbeck


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  • Editore: Sellerio Editore Palermo
  • Collana: Il contesto
  • Traduttore: Vigliani A.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2016
  • EAN: 9788838935428
  • ISBN: 8838935424
  • Pagine: 349
  • Formato: brossura

Trama del libro

Richard è un filologo classico in pensione, quasi per caso entra in contatto con un gruppo di africani alloggiati in un campo profughi di Berlino. È un uomo solo, vedovo e senza figli, e ha molto tempo a disposizione; in quel luogo si scoprirà capace di ascoltare le vite degli altri, le peripezie e le vicissitudini di chi viene dal Ghana, dal Ciad, dalla Nigeria, storie di lutto, fame, guerra, coraggio e difficoltà. Nel dialogo con gli esuli Richard scorge un'umanità a tratti capace di essere innocente e integra. La sua cultura classica funge da elemento rivelatore, lo aiuta a immergersi in un mondo e in una diversa visione del mondo, a confrontare valori a volte contrapposti. L'antichità e la modernità, l'universalismo e l'interesse individuale, il difficile bilanciamento tra gli ideali e la sopravvivenza. Gli uomini a cui pone le sue domande sono riusciti ad arrivare a Berlino nell'autunno del 2013, dopo essere sbarcati a Lampedusa. Sono quattrocento stranieri in terra straniera, e tutto per loro è diverso, difficile, alieno. Prima si accampano in una piazza del quartiere Kreuzberg per chiedere aiuto e lavoro, ma la polizia li sgombera e li ricovera nella zona orientale della capitale. Vitto e alloggio, una prima conquista, e poi un corso per apprendere la nuova lingua. Ma per loro, come per quasi tutti quelli che sono scappati dai paesi di origine per approdare in Europa in cerca di un rifugio e di una casa, la normalità è una conquista difficile.
Voci del verbo andare della scrittrice e direttrice artistica tedesca Jenny Erpenbeck è un libro che spinge alla resilienza. Siamo forse condannati al silenzo, ma dobbiamo affrontare una spedizione che è quella di sopravvivere e rimanere in mezzo a noi, sani e salvi. Richard, professore universitario, fa fatica a trovare risposte alla sua vita che sembra giunta al capolinea, quando improvvisamente conosce dei richiedenti asilo su Oranienplatz. Così a Richard viene un’idea: cercare le risposte alle sue domande dove nessun altro può cercarle. E’ proprio in quei giovani rifugiati provenienti dall’Africa che il professore cercherà finalmente di osservare il mondo con gli occhi della verità. Questi uomini sono bloccati a Berlino e sono destinati ad aspettare in questa città dal volto strano per anni, forse per sempre. E allora cosa accade nella mente di chi vive in attesa? Si sviluppa una nuova filosofia, un nuovo senso dell’appartenenza a questo mondo e appunto una nuova resilienza. Improvvisamente così, attraverso questi ragazzi, il mondo per la prima volta guarda Richard, e così anche lui riesce a conoscere meglio se stesso. Il confronto tra gli abitanti dell’Europa antica e gli africani è forte, intenso, spesso costellato di conflitti, ma ugualmente importante. Jenny Erpenbeck con Voci del verbo andare detta una storia inimitabile, cercando la distanza e indagando i meccanismi della morte e della guerra. Nell’attesa eterna è nascosto tutto un universo sotto la superficie delle cose.


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