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Vite doppie

Vite doppie

di Mario Caccavale


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Trama del libro

Leo, quel ragazzino senza qualità né soldi dei tempi del liceo, è un faccendiere senza scrupoli. Sul suo panfilo invita per una crociera nel Mediterraneo tre ex compagni di scuola: l'occasione di una rimpatriata nella memoria, un modo per tornare a sentirsi come allora, per misurare il passato e il presente e le vite trasformate insieme alle idee. Lo raggiungono Christine Gerra, la compagna carina del terzo banco - oggi attrice di teatro, snob e altezzosa quanto basta -, Vito Impellizzari, integerrimo commissario di polizia, e Guido Businco, titolare a Roma di una farmacia. Il Cairo, Barcellona, Tel Aviv, Tangeri. Il viaggio è lungo e si presterebbe facilmente alla noia se il diavolo non mettesse lo zampino facendo deviare il corso dei fatti: un gruppo di criminali cattura l'imbarcazione sequestrando ospiti ed equipaggio. Condizione estrema, estrema modalità di sopravvivenza. Leo propone un "gioco": ciascuno deve narrare agli altri una memoria segreta, un episodio vissuto o conosciuto mai rivelato prima. Dai crudi racconti emergono i tratti più riposti del carattere dei protagonisti: da Christine, gelosa e succube dell'amica Eliana, a Vito, uomo d'ordine incapace di smascherare un collega, a Guido, intellettuale sgomento di fronte alla grave malattia del contitolare della farmacia, che con Leo, smagato dalla vita, intesse fitti dialoghi su temi esistenziali e religiosi. Ma son tutte vere quelle storie o in realtà nascondono la "doppiezza" dell'essere umano?

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4Vite Doppie, 17-08-2013, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Mario Caccavale cambia: si trasforma da romanziere in drammaturgo. Grazie ad una fluida e veloce lettura della sua ultima opera Vite Doppie, il lettore è catapultato al centro di una piéce teatrale dai sapori pirandelliani di "Uno nessuno e centomila", o meglio al teatro dell'assurdo di Ionesco con gli attori che dimostrano di non volere combattere i propri mostri, i propri "rinoceronti". A questo punto si è già ampiamente appagati da questa miscela originale e l'attento lettore, alla fine del libro, ne porterà con sé una persistente sensazione.
Ma vi è di più. È il secondo livello di lettura del dramma, che ne fa un'opera molto più interessante, quasi da assaporare come un antico toscano. L'autore contrappone con un fine intreccio quattro personaggi della vita comune con i loro dilemmi e le loro colpe ed alcune capitali del Mediterraneo ognuna di loro metafora dei problemi sempre attuali e mai risolti come l'autocrazia, la teoria dell'evoluzione della specie, l'Occidente epicureo. La doppiezza delle figure narrate e delle capitali costiere descritte fa il pari con la storica visione duale del mondo. Il Solfureo Leo costringe i crocieristi a denudarsi ed ad accettare che le apparenti piatte vite borghesi sono solo l'immagine riflessa e virtuale della loro esistenza. Ognuno di loro è custode di un segreto mistero, a cui sono legati per una strana analogia. Un commissario favoreggiatore, un farmacista dispensatore di morte, una attrice che istiga al suicidio. Tutti temi molto attuali e che sono lo specchio dell'attuale società. Ecco che lo speculum, mezzo di duplicazione della realtà, raddoppia l'individuo. Resta da scoprire se il reale è il soggetto riflesso o il riflesso dello stesso. Se il tutto avviene fuori o dentro lo specchio, ovvero se la storia si svolge effettivamente o in un luogo non luogo come lo yacht Money. L'ultimo livello è quello personale, quello che ognuno di noi vuole o può interpretare nelle righe dell'opera riconoscendo fatti o mancanze della propria Vita solo dopo essersi fatto la domanda socratica: Conosci te stesso? E questo è un altro romanzo.
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