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Venere privata

Venere privata

di Giorgio Scerbanenco


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  • Editore: Garzanti
  • Collana: Elefanti bestseller
  • Data di Pubblicazione: maggio 2014
  • EAN: 9788811687726
  • ISBN: 8811687721
  • Pagine: 246
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

"Il mondo di Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Scerbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione o l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo." (Dalla prefazione di Luca Doninelli). In appendice "Io, Vladimir Scerbanenko".

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Voto medio del prodotto:  3 (3 di 5 su 1 recensione)

3Adrenalina anni 60, 30-08-2017
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Milano anni '60. In poche pagine Scerbanenco introduce l'anomalo protagonista di un romanzo che inizia come di costume, descrivendo vari aspetti che si stavano delineando nella Capitale del Nord con l'avvento dell'economia del boom, e poi, quasi inaspettatamente, si trasforma in un thriller. La lettura scorre velocissima su uno scritto peraltro particolare e forse volutamente accidentato. Difficilmente digeribile il trattamento di chiaro disprezzo riservato al fotografo omosessuale, definito semplicemente l'invertito; per quanto riguarda le figure femminili pare invece che le più emancipate fossero quelle che teorizzavano l'esercizio della antica professione in proprio anziché con protezione.
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4Ancora oggi è difficile trovare di meglio, 09-05-2012
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Bel romanzo noir che introduce Duca Lamberti, il protagonista di altre vicende di Scerbanenco. Lamberti è l'ideale dell'investigatore privato all'italiana da cui non si può fare a meno. Un medico cacciato per avere praticato l'eutanasia (e siamo negli anni cinquanta) indaga sulla scomparsa di una giovane donna. La storia è tosta, raccontata con la tagliente luce estiva di Milano. Ogni tanto si ride per il dialetto. Ma si dimentica presto. La scrittura è precisa. Consigliato a tutti gli appassionati del giallo poliziesco.
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4GIUSTIZIERE, 06-03-2012
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Giorgio Scerbanenco approda alla narrativa poliziesca creando il personaggio di Duca Lamberti, un ex medico condannato per eutanasia e aspirante investigatore nel tempo libero. In questa prima avventura vediamo il protagonista risolvere i problemi emotivi di un suo "paziente" e, attraverso un apparente suicidio, svelare una complessa attività criminale. Il tutto descritto con uno stile asciutto e ruvido. Lettura impegnativa ma appagante.
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4Venere privata, 09-08-2011
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Prima avventura dell'umanissimo commissario creato da Scerbanenco, già ero in linea con la scrittura asciutta di Scerbanenco (mi piace, non fronzola). E qui ne viene esaltata al meglio. Un capostipite ed un riferimento per il giallo italiano, che non sarà mai solo d'intreccio, ma sempre ed anche d'ambiente. Pipa e cognac.
"i difetti si ereditano, i pregi invece sono recessivi".
"avrei dovuto imparare qualcosa da quello che mi era successo. Ma solo più tardi imparai che non s'impara quasi mai niente. Noi rimaniamo sempre gli stessi"
Con la stessa umanità profonda e silenziosa Lamberti affronta anche i suoi casi, che non hanno mai la freddezza lucida e meccanica di un enigma da risolvere e poi dimenticare, ma conservano intatto tutto il peso e il dolore delle storie che portano con sé. Come in questo romanzo, dove la vita di un giovane di buona famiglia, ricco ma solo e debole, con un padre troppo lontano, troppo impegnato e soprattutto troppo sicuro delle proprie certezze, si intreccia per caso con il dramma di una ragazza giunta a Milano dalla provincia con una valigia piena di progetta e speranze, che viene travolta da un gioco crudele e più grande di lei. Due mondi lontanissimi, li si direbbe completamente estranei l'uno all'altro: solo la sensibilità acutissima di Duca Lamberti riuscirà a individuare quelle sottilissime relazioni che li hanno portati a incontrarsi per un breve ma preziosissimo momento. E, dietro quel momento, sta la soluzione del caso. Mi piace il Duca: un investigatore strano, approdato per caso alla lotta contro il crimine, dopo essere stato radiato dall'albo dei medici per avere praticato l'eutanasia su una paziente in agonia. E quello fu il primo, grande errore di Lamberti, il primo gesto di sfida all'indifferenza, che gli sarebbe costato, oltre alla carriera, anche alcuni anni di carcere.
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4Venere privata, 27-07-2011
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Giallo espressamente classico, nello stile così come nell'intreccio e nella scrittura. Come per molti libri, è stato lui che mi ha fatto capire qual era il suo momento: mi ha "chiamata", dal fondo dello scaffale, dove era stato riposto da parecchio tempo e mi ha regalato una lettura meravigliosa, al di là delle aspettative, completamente appagante. E si è lasciato divorare ovunque fossi, come quelle storie delle quali poi però senti subito la nostalgia. Un noir realistico e a tinte fosche, che si muove in una società cruda, tristemente macchiata dal vizio, dall'omertà e dalla corruzione. La nostra società. Ho apprezzato molto "Venere provata" per tre motivi precisi: primo, la caratterizzazione psicologica dei personaggi che a mio avviso costituisce il maggior pregio della penna di Scerbanenco. L'autore cuce addosso ad ognuno un'anima, una psiche, un cuore e un cervello in maniera decisamente realistica senza farli cadere nello stereotipo: Livia Ussaro, la ragazza che si presterà da "esca" per attrarre l'assassino dell'amica, non è una qualunque adolescente coraggiosa ma spaventata, bensì una piccola donna tosta, che ama discorrere di fatti astratti e riesce a tenere testa ai suoi assalitori con arguzia e falsità; allo stesso modo, il nostro "eroe" è tutt'altro che un eroe, un medico appena uscito di prigione, un duro dai modi duri, uno schietto poco incline ai sorrisi e agli abbracci ma fondamentalmente spinto da un forte senso morale e dalla volontà di salvare gli "sfruttati" della sua società. Tutti hanno tratti e caratteri soprendenti e in contatsto tra loro, che li rendono personaggi dinamici e autentici. Secondo, l'ambientazione, nella "mia" Milano, divisa fra il centro vivo e frentico, e la prima periferia, come la Matanopoli, nei cui pressi una mattina viene rinvenuto il primo cadavere: in più passaggi ho riconosciuto le vie, le piazze, gli intinerari milanesi toccati dai protagonisti, e questo ha contribuito a rendermi la lettura ancora più vicina e realistica. Infine, la semplicità della trama, incisiva e non priva di tensione nonostante la sua essenzialità. L'unico neo che mi ha fatto storcere un po' il naso è il linguaggio, talvolta poco immediato (vedi periodi lunghi e rigiri di parole) e che fa uso ogni tanto di termini un po' in disuso (l'autore comunque ha scritto negli anni 1960) e volgari (quali "invertito") che chiaramente fanno intendere la posizione e il pensiero dell'autore riguardo ai concetti che esprimono. Per questo, quattro stelle e mezzo.
Che dire, Scerbanenco per me è l'ennesima grande scoperta da approfondire!
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