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Tito. L'imperatore che distrusse Gerusalemme

Tito. L'imperatore che distrusse Gerusalemme

di Vittorangelo Croce


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Descrizione del libro

Il 20 dicembre del 69 d.C. Vespasiano era unico imperatore, nasceva la dinastia imperiale dei Flavi e Roma usciva finalmente dal fosco periodo di lotte seguito alla morte di Nerone. La carriera di Tito aveva inizio proprio quando, ottenuto il comando delle operazioni belliche in Giudea, pose l'assedio a Gerusalemme. Dopo cinque mesi, la città fu espugnata e passata a ferro e fuoco, furono crocifissi i prigionieri, fu incendiato e distrutto il tempio. Tito portò con sé a Roma un bottino enorme, e la bella principessa Berenice. La storia della loro sfortunata passione, osteggiata dai Romani che costrinsero Tito ad allontanare la sua amata, avrebbe ispirato in seguito Corneille e Racine in due delle migliori prove della tragedia francese del Seicento. Quando poi Tito vestì la porpora di imperatore, due grandi calamità si abbatterono sul suo regno: l'eruzione del Vesuvio nel 79, che seppellì le ricche Pompei ed Ercolano, e poi un terribile incendio a Roma nell'80. Alla sua intenzione di ricostruire la città si deve tra l'altro quel grandioso monumento che è l'anfiteatro Flavio, passato alla storia con il nome di Colosseo e divenuto simbolo intramontabile della romanità. Con la morte del suo successore, il fratello Domiziano, assassinato in una congiura, sarebbe tristemente calato il sipario sulla dinastia dei Flavi, durata appena 27 anni, anni di imprese belliche e grandi passioni, disastri naturali e monumenti imperituri.