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La tutela del cliente dopo i recenti scandali finanziari

La tutela del cliente dopo i recenti scandali finanziari

di Francesco Decorato


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  • Tipologia: Diploma di laurea
  • Anno accademico: 2006/2007
  • Relatore: Brozzetti Antonella
  • Relatore: Brozzetti Antonella
  • Università: Università degli Studi di Siena
  • Facoltà: Economia
  • Corso: Scienze Economiche e Bancarie
  • Cattedra: Legislazione bancaria
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il “risparmio tradito” è un argomento che negli ultimi tempi ha suscitato l’interesse della giurisprudenza e della dottrina, in quanto oggetto di numerose sentenze penali e civili svoltesi in un arco temporale molto ridotto. A partire dalla primavera del 2004, esattamente il 18 marzo, iniziarono ad affiorare domande di annullamento, nullità dei contratti finanziari da parte di un elevato numero di risparmiatori, che, a seguito degli scandali finanziari di imprese come Parmalat e Cirio e delle elevate perdite registrate in borsa su numerosi strumenti finanziari, accusavano gli intermediari di aver sollecitato l’investimento in strumenti notevolmente complicati e non adeguati al proprio profilo di rischio o, in alcuni casi più critici ma anche più frequenti, di aver omesso di comunicare delle informazioni al cliente per negligenza o superficialità nella valutazione o per soddisfare propri obiettivi (conflitto di interessi). La questione ha riguardato tutta la penisola e i giudici si sono trovati a emanare sentenze senza disporre di un percorso da seguire, in quanto in precedenza i casi sull’argomento in questione risultavano essere molto esigui e isolati. Le sentenze, nella maggior parte dei casi, hanno accolto le domande dei risparmiatori e condannato l’intermediario ricorrendo all’argomento della nullità virtuale del contratto oppure accertandone la responsabilità per inadempimento contrattuale. Tuttavia, si sono sviluppate anche sentenze in cui le domande dell’attore sono state rigettate e il “risparmio tradito” è risultato essere soltanto un pretesto di fronte al comportamento, risultato coretto, da parte degli intermediari. In ogni caso la vicenda negoziale del piccolo risparmiatore che acquista obbligazioni mediante l’intermediazione della propria banca non esaurisce l’ampio panorama dei servizi di investimento; né, d’altra parte, la combinazione nullità-annullamento riassume tutte le questioni di cui bisogna tener conto nell’analisi delle sentenze. Lo sforzo compiuto dai giudici non ha, in realtà, disegnato un quadro completo e univoco della disciplina applicabile alle fattispecie esaminate. In molti casi i giudici risultano essere stati superficiali nelle loro decisioni, in altri, invece, l’analisi normativa del TUF e del Regolamento Intermediari risulta disorganizzata, incoerente e le premesse più importanti non sono condivise da tutti i tribunali. Il continuo ricorso alla giustizia da parte dei risparmiatori ha portato il governo a elaborare una nuova legge con l’obiettivo di modificare la struttura dei mercati finanziari e di tutelare in maniera più dettagliata e attenta il risparmiatore permettendogli di poter scegliere le soluzioni di investimento nella maniera più chiara e veritiera possibile. Scendendo nel merito del lavoro svolto, l’argomento può essere analizzato sotto tre aspetti. Un primo aspetto delinea il profilo, per così dire, psicologico del risparmiatore: le linee guida che lo portano a prendere le varie decisioni in campo finanziario senza, però, entrare nello specifico, poiché l’area in questione è molto complessa e intrigata; inoltre, è opportuno puntualizzare che spesso le decisioni dei risparmiatori sono condizionate dai consigli offerti dagli intermediari in base al rapporto di fiducia presente fra i soggetti; soffermeremo così l’attenzione sul modo in cui la fiducia “bendata” dei risparmiatori è stata messa a nudo. Un secondo aspetto focalizza gli argomenti presi in esame nei tribunali e le decisioni finali delle sentenze. Ci soffermeremo sul quadro giuridico riportando i punti “chiave” delle sentenze dei giudici che lo hanno analizzato. Un ultimo aspetto, infine, si concentra sulla legge n. 262 del 28 dicembre 2005, intitolata “Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari”, della quale vengono esaminate le disposizioni in materia di circolazione di strumenti finanziari con le varie critiche mosse dagli studiosi a riguardo.