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Yoga e salute in un prospettiva biopsicosociale

Yoga e salute in un prospettiva biopsicosociale

di claudia crispolti


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Relatore: Massimo Rosselli
  • Correlatore: Salvatore Cesario
  • Relatore: Massimo Rosselli
  • Università: Università degli Studi di Firenze
  • Facoltà: Psicologia
  • Corso: Psicologia
  • Cattedra: Psicofisiologia clinica
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il presente lavoro nasce dal desiderio di descrivere l'incontro tra l'antica disciplina dello yoga e le più attuali teorie e applicazioni della psicologia (in particolare clinica e della salute). Un ponte che unisce non solo due diverse realtà epistemologiche ma anche due mondi teoricamente e apparentemente lontani: la tradizione orientale e le scienze occidentali. L'attenzione va, in modo particolare, ai numerosi benefici psico–fisici che si ottengono tramite la pratica di questa affascinante disciplina, così come riportato da numerosi studi sperimentali cui abbiamo fatto riferimento. La pratica dello yoga si lega alla psicologia sia in un'ottica di promozione della salute sia in un'ottica terapeutica: troviamo applicazioni dello yoga sia a diversi disturbi psicologici sia a quadri clinici di pertinenza non strettamente psicologica ma che presentano ineluttabilmente pesanti ricadute sulla qualità della vita della persona (come, ad esempio, il cancro). Si vuole, inoltre, sottolineare come lo yoga sia uno strumento ampiamente usato nella pratica clinica e come potrebbe essere importante per lo psicologo clinico e della salute conoscere almeno le tecniche yogiche di base. Si avvarrebbe così di un prezioso alleato che non presenta particolari controindicazioni e/o effetti collaterali e, peraltro, si dimostra essere apprezzato e accessibile da un campione molto vasto ed eterogeneo della popolazione. Coerentemente con gli obiettivi che ci siamo prefissati, spiegheremo: nel capitolo introduttivo cosa si intende con il termine "yoga” e, quindi, la storia, l'evoluzione della disciplina e la sua diffusione; sarà fatta una breve panoramica degli approcci psicologici che si avvicinano di più, come modalità di conoscenza, all'approccio yogico. Saranno, poi, presentati diversi studi e teorizzazioni circa l'interazione tra yoga, salute e benessere con un riferimento particolare al sistema immunitario. Nel secondo capitolo si parlerà dell'effetto della pratica yogica sul vissuto corporeo e, in particolare, sull'immagine corporea. Si analizzerà il rapporto tra la pratica yogica, alcuni disturbi mentali (con particolare riferimento ai disturbi d'ansia e allo stress) e altri quadri clinici di pertinenza non psicologica, con un approfondimento sul sistema cardiocircolatorio. Nella parte più pratica e descrittiva si parlerà dettagliatamente dei corsi di yoga che si svolgono presso l'ospedale di Careggi, corsi seguiti sia in prima persona che attraverso le informazioni fornite dalla dott.ssa Noci, laureata in psicologia e insegnante di yoga. Per raggiungere gli obiettivi sopraelencati sono stati esaminati criticamente libri di testo e articoli (tratti da riviste scientifiche), con particolare attenzione alla loro recente pubblicazione e prediligendo autori con competenze in ambito psicologico e/o medico e non solo "semplicemente” cultori della disciplina yogica. Nella parte descrittiva dedicata all'esperienza di Careggi, si è utilizzata un'intervista non strutturata. Attraverso gli obiettivi seguiti e gli strumenti utilizzati, si auspica che questo lavoro possa rappresentare l'occasione per un'ulteriore apertura nei confronti della disciplina yogica, soprattutto nel suo aspetto pratico, in modo che il richiamo a queste tecniche non sia più pensato come qualcosa di mistico o esoterico ma come un reale mezzo per migliorare la qualità della vita della persona nella sua interezza e nel complesso intrecciarsi di variabili biologiche, psicologiche e sociali, così come si è potuto apprendere soprattutto durante il biennio specialistico.

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