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I Monti Lepini. Rapporto conoscitivo del patrimonio ambientale

I Monti Lepini. Rapporto conoscitivo del patrimonio ambientale

di Giovanni Buccomino


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  • Tipologia: Tesi di master
  • Anno accademico: 2004/2005
  • Università: Università degli Studi di Camerino
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
L'obiettivo del lavoro di tesi è stato quello di mettere insieme le conoscenze ambientali dei Monti Lepini (Lazio) seguendo le finalità della legge quadro sulle aree protette (l. 394/91) e il codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/04). La fisiografia del territorio, che i Monti Lepini formano assieme ai Monti Ausoni e Aurunci, l'Antiappennino laziale meridionale, chiamato anche "Catena dei Volsci", costituisce un comprensorio omogeneo e ben delimitato, dislocato nelle province di Roma, Latina e Frosinone e oggi organizzato in tre comunità montane. Le esplorazioni e gli studi delle grotte nel Lazio evidenziano la presenza di 467 cavità sotterranee, alcune delle quali sono tra le più importanti del Lazio. Le risorse ambientali: il comprensorio dei Monti Lepini non è stato oggetto di indagini floristiche, ad esclusione dell'area del Monte Caccume (o Cacùme), 1.095 metri s.l.m., nell'estremità meridionale compresa nel comune di Patrica (Fr) e di Giuliano di Roma (Fr). La ricerca è stata effettuata da Lucchese e Lattanzi nel periodo 1982/84, che hanno raccolto e determinato 644 entità floristiche (641 specie), di cui 27 orchidaceae; questo elevato numero in un'area di limitata estensione (circa 20 kmq) è da correlare alla variabilità ambientale e alle quote altitudinali comprese tra il piano basale e il piano montano (zona della faggeta). Altri studi hanno evidenziato l'alto valore floristico con il rinvenimento di 36 specie di orchidee spontanee (Forlenza e Corsetti, 1990) e con il censimento di "alberi monumentali", effettuato dal corpo forestale dello Stato e da altri autori (Tolassi, 1991; Leone e Loche, 1992). L'area di "Pian della Faggeta" nel comune di Carpineto Romano è compresa sia nel sito di importanza comunitaria "Monte Semprevisa e Pian della Faggeta" sia nella zona di protezione speciale "Monti Lepini Centrali", che in attuazione delle direttive "Habitat" e "Uccelli" promuovono la conservazione degli ambienti naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica con la finalità della salvaguardia della biodiversità. Il paesaggio vegetale attuale è composto prevalentemente da aree forestali con boschi di latifoglie che ricoprono una superficie di circa 23.000 ettari; altri 3.000 sono costituiti da recenti rimboschimenti di conifere, sparsi appezzamenti coltivati e macchie di oliveto a contatto con pascoli e praterie naturali e lembi di vegetazione a sclerofille sui versanti esposti verso la costa. Lo studio di Blasi et al. (2003), attraverso l'analisi multitemporale del paesaggio e la classificazione gerarchica, rappresenta le trasformazioni dei Monti Lepini dal 1954 al 1992 nelle varie categorie di copertura del suolo secondo la legenda del Corine Land Cover di livello III. Si evidenziano cambiamenti significativi per le tipologie agricole: riduzione dei vigneti che si sono trasformati in terre arabili e aree agricole a struttura complessa. Risulta cospicua la crescita dei boschi di latifoglie (boschi a dominanza di fagus sylvatica, boschi a dominanza di ostrya carpinifolia, boschi a dominanza di quercus cerris e q. pubescens, boschi a dominanza di castanea sativa, boschi a dominanza di quercus suber, boschi a dominanza di quercus ilex) che si espandono a scapito delle praterie naturali per il 20.6%, delle aree di transizione cespuglieto-bosco per il 55.8% e dei pascoli. Le superfici con vegetazione a sclerofille comprendono le formazioni ad ampelodesmos mauritanicus e sono state oggetto di piantumazione di conifere che nel 1954 non esistevano. Il mantenimento di questi ecosistemi favorisce una presenza faunistica tale che il territorio dei Monti Lepini si conferma come una delle aree a più elevata ricchezza di specie della regione Lazio; sono stati censiti 10 anfibi e 17 rettili (Corsetti, 1994; Bologna et al., 2000), 133 specie di uccelli nidificanti (Boano et al., 1995; AA.VV., 1987; Corsetti, 1994) e accertata la presenza di 41 mammiferi (Amori et al., 2002). La pianificazione e la gestione del territorio: il problema della pianificazione territoriale è molto complesso perché deve tenere conto dei più svariati interessi, spesso contrastanti fra loro, che confluiscono in un determinato punto del territorio (Pedrotti, 1970). A riguardo numerosi sono gli atti di pianificazione regionale, provinciale, comunale che identificano il comprensorio dei Monti Lepini per l'alto valore ambientale, fino a proporlo come area protetta al pari del parco naturale dei Monti Aurunci (l.r. 46/77 - schema di piano regionale dei parchi e delle riserve). Numerose, di conseguenza, le tipologie dei vincoli (idrogeologico, paesistico, oasi di protezione, ecc.) o gli atti normativi che ne tutelano il valore ecologico (Rete Natura 2000).