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Aumento dellinfettivita di chlamydophila abortus dopo trattamento con la catalecidina pg-1

Aumento dell'infettivita' di chlamydophila abortus dopo trattamento con la catalecidina pg-1

di Michela Clemente


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2012/2013
  • Relatore: Donati Manuela
  • Relatore: Donati Manuela
  • Università: Università degli Studi di Bologna
  • Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  • Corso: Scienze Biologiche
  • Cattedra: microbiologia clinica
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Le clamidie sono batteri gram-negativi parassiti intracellulari obbligati importanti sia in patologia umana che animale dato che possono infettare un ampio spettro di ospiti. Le specie c. Trachomatis, c. Pneumoniae e c. Psittaci infettano l’uomo, mentre c. Felis, c. Pecorum, c. Abortus, c. Suis, c. Muridarum e c. Caviae sono patogeni animali. c. Trachomatis è un importante agente nell’uomo di malattie sessualmente trasmesse e nel neonato che si infetta alla nascita di congiuntivite e/o polmonite. c. Pneumoniae, batterio molto diffuso nella popolazione, causa infezioni delle alte e basse vie respiratorie (polmonite) ed è stato recentemente associato a malattie cardiovascolari. c. Psittaci, patogena soprattutto per uccelli, bovini e ovini, può essere occasionalmente trasmessa all’uomo causando infezioni respiratorie (psittacosi-ornitosi). Malgrado siano disponibili vari farmaci attivi nei confronti delle clamidie come tetracicline, macrolidi e chinoloni, è utile potere disporre di nuove molecole da poter utilizzare nelle infezioni croniche o persistenti da clamidie o causate da ceppi batterici resistenti ai farmaci tradizionali. Recentemente, è stata studiata l’azione antimicrobica di alcuni peptidi prodotti naturalmente dai mammiferi in risposta alle infezioni: tra di essi, le catelicidine presentano un ampio spettro di attività nei confronti di vari batteri gram-positivi e gram-negativi, alcuni miceti e protozoi. Un precedente studio compiuto nel nostro laboratorio ha dimostrato l’attività in vitro di alcune catelicidine sintetiche nei confronti delle clamidie patogene per l’uomo, soprattutto c. Trachomatis alla concentrazione di 10 µg/ml, ma non nei confronti delle clamidie di origine animale testate, neanche alla maggiore concentrazione di 80 µg/ml. Una catelicidina, la protegrina-1 (pg-1) inibiva la crescita di alcuni sierotipi di c. Trachomatis solo alla concentrazione di 80 µg/ml. Un aspetto interessante era rappresentato da fatto che la pg-1 a 80 µg/ml non solo non inibiva la crescita delle clamidie di origine animale testate ma determinava addirittura un aumento dell’infettività di alcune di esse, in particolare di c. Abortus. In questa tesi si è cercato di raggiungere due obiettivi: quantificare l’aumento di infettività e chiarire il meccanismo alla base della aumentata infettività mettendo a contatto le cellule con pg-1 prima o dopo l’infezione delle stesse con c. Abortus. Per quanto riguarda il primo obiettivo, è stato evidenziato che il trattamento delle forme infettanti delle clamidie di c. Abortus con pg-1 alla concentrazione di 80 µg/ml prima del loro inoculo in cellule determinava un aumento dell’infettività di c. Abortus rispetto alle clamidie non trattate con pg-1 di ben 8 volte. Per quanto concerne il secondo obiettivo, il trattamento delle cellule con pg-1 prima dell’infezione con clamidie dava luogo ad un aumento dell’infettività che non era presente quando pg-1 veniva aggiunta alle cellule dopo l’infezione. Se ne è dedotto che l’azione di pg-1 potrebbe essere diretta più sulle cellule ospiti che sulle clamidie stesse favorendo l’ingresso e quindi la moltiplicazione delle clamidie, determinando così un aumento della loro infettività. Il peptide pg-1 può essere utilizzato per approfondire le interazioni con specie diverse di clamidie per meglio comprendere le differenze tra loro esistenti nelle strutture di superficie. La catelicidina pg-1 potrebbe servire, inoltre, per agevolare la coltivazione in vitro dei ceppi di clamidie con problemi di crescita, dopo pretrattamento delle cellule con questo peptide.