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Dimmi che musica ascolti… e ti dirò chi sei. La popular music da oggetto di identità a strumento per conoscere

Dimmi che musica ascolti… e ti dirò chi sei. La popular music da oggetto di identità a strumento per conoscere

di Fabiano Redolfi


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Relatore: Francesco Villa
  • Relatore: Francesco Villa
  • Università: Conservatorio di musica di Brescia
  • Facoltà: Didattica della musica
  • Corso: Didattica della musica a31 - a32
  • Cattedra: Didattica della musica
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
In questa tesi la popular music sarà trattata come soggetto principale in una serie di argomentazioni riguardanti la didattica e la musicologia, poiché essa è nel nostro tempo un tipo di musica che coinvolge la stragrande maggioranza delle persone con cui abbiamo a che fare, di ogni età e di ogni estrazione socio/culturale. L'esposizione della parte riguardante la musicologia si avvarrà di testi, libri, ricerche ed esperienze personali (concerti, composizioni, arrangiamenti) interamente dedicati alla popular music. La parte riguardante la didattica sarà svolta grazie al materiale raccolto durante il corso abilitante, il tirocinio interattivo e il lavoro quotidiano di insegnante. Se è vero che ogni tipo di attività e ogni medium che si padroneggia producono rappresentazioni del mondo e conoscenze differenti, se è vero che il contesto d'esperienza del soggetto che apprende, inteso in senso fisico, sociale e personale, è un fattore importante per spiegare i fenomeni della comprensione, dell'acquisizione e del ragionamento, il medium musica consente una più profonda visione del mondo evidenziando legami con altri linguaggi e modi di comunicare, con esperienze e caratteri scientifici, progettuali e ludici. Lo studio globale della musica è il risultato di una lunga storia che coinvolge tutte le scienze e le discipline che hanno a che fare con la musica stessa; quindi, si devono tener presente tutti i contributi apportati dalla sociologia, dalla musicologia, dall'etnografia, dalla semiologia, dalla psicologia e da ogni altra scienza che possa rendere conto di aspetti importanti volti allo studio della popular music, ai suoi stili, ai suoi generi e alle implicazioni di tipo affettivo che essa può trasportare. Simon Frith, sociologo ed ex critico di musica rock, sostiene che lo studio della popular music non è di per sé una disciplina ma un luogo in cui operano diverse discipline; l'atto di studiarla, aggiungo io, è in sé un'impresa analitica, complessa e non priva di problemi. Nella seconda parte della tesi saranno raccontati gli obiettivi principali che un didatta deve porsi grazie all'uso della popular music, puntando soprattutto sull'affettività, intesa come sfera dell'affettivo, come sensibilità che genera emozione. Tali obiettivi sono da porsi in quest'ordine temporale: rendere gli allievi consapevoli delle loro scelte, della loro identità musicale; renderli consapevoli delle scelte musicali altrui; avvicinarli a un linguaggio più tecnico (devono, cioè, imparare ad analizzare più a fondo un brano o una canzone; riuscire a comprendere perché piace certa musica, analizzando soprattutto gli aspetti emotivi, psicologici e culturali e ci permette di avere un'idea più approfondita sulla personalità di chi abbiamo di fronte). Questo, soprattutto per un didatta, è molto importante. La popular music è socialmente la musica che identifica tutto il ‘900 e i successivi anni che stiamo vivendo. Utilizzarla a scuola non è solamente qualcosa di accattivante per motivare le conoscenze della musica ma significa anche mettere in gioco un fenomeno culturale che appartiene alla nostra società. Il problema sostanziale, che ho trovato espresso in tutti i documenti letti, è che per più di un secolo la popular music non ha avuto uno studio specialistico e appropriato solo perché chi si occupava di musica in modo specialistico non riteneva che la popular music giustificasse un impegno così "serio”. La complessità della popular music come oggetto di indagine e il suo ancorarsi saldamente alla società la rendono difficilmente classificabile ma la distinguono all'interno del panorama artistico. Molta popular music è arte!