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Inzone e Redt, progetti e iniziative sul campo. La voce degli interpreti dalle zone di conflitto

Inzone e Redt, progetti e iniziative sul campo. La voce degli interpreti dalle zone di conflitto

di Eliana Di pinto


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  • Tipologia: Diploma di laurea
  • Anno accademico: 2014/2015
  • Relatore: Antonella Di pilato
  • Relatore: Antonella Di pilato
  • Università: ssml carlo bo
  • Facoltà: Mediazione linguistica
  • Corso: Traduzione e Interpretazione
  • Cattedra: interpretariato di consecutiva spagnola
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
L’analisi sviluppata per l’elaborazione di questa tesi si focalizza interamente sulla figura dell’interprete che lavora in territori colpiti dalla guerra, in particolare sulle fasi del suo lavoro, su come questo viene portato avanti e sugli aspetti più morali ed etici di questo mestiere. L’obiettivo principale che questa tesi si prefigge di raggiungere è un’analisi completa della figura dell’interprete che lavora in zone di conflitto, dalla preparazione previa alla partenza, al lavoro sul campo, dai diritti giuridici al bisogno di protezione fisica al termine del conflitto. Si cercherà di far emergere quelli che sono gli aspetti più delicati e che meriterebbero più attenzione, come a dar voce ai bisogni che questi interpreti hanno per dar vita ai loro appelli. Non esiste, ad oggi, un libro, né una guida, né un manuale che parli o descriva il lavoro dell’interprete in zone di conflitto e questo elaborato ha come scopo quello unire tutte le informazioni raccolte da innumerevoli fonti di diverso tipo per creare un unicum, un testo magari consultabile che dipinga un quadro completo su questo particolare ambito della professione di interprete. Dall’inizio del XXI secolo le due guerre condotte dagli americani e dai loro alleati in Afghanistan e Iraq per sradicare regimi dittatoriali e organizzazioni terroristiche hanno afflitto il mondo orientale, creando o distruggendo legami politici, tattiche militari, interessi economici; gli interpreti non potevano non esserne coinvolti in qualità di strumento fondamentale di comunicazione. Da allora la cronaca si è riempita di notizie di giornalisti e interpreti rapiti o uccisi brutalmente. Ogni volta ne è scaturito un appello disperato da parte di associazioni od organizzazioni in difesa degli interpreti affinché questi abbiano più protezione, reclamando più considerazione da parte dei media e dei governi nazionali per cui questi interpreti prestano servizio. Per dimostrare in maniera efficace la veridicità dell’analisi sviluppata in questa tesi, è stata condotta un’intervista a due interpreti che operano in una base americana in Afghanistan. Inoltre, è stata utilizzata l’intervista alla fondatrice del centro per gli interpreti in zone di guerra dell’università di Ginevra, tenutasi all’università di Salamanca. È stata di fondamentale importanza la consultazione dei siti internet delle organizzazioni di interpreti e traduttori che operano attivamente nel campo del lavoro in zone di conflitto, specialmente di articoli, forum e conferenze. Sono state consultate piattaforme digitali perlopiù legate a organizzazioni specializzate in interventi di tipo umanitario, libri, riviste, articoli di giornale e manuali.