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Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo

Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo

di Mario Calabresi


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Descrizione del libro

È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.

Tutti i libri di Mario Calabresi

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 13 recensioni)

5.0Cos'è la dignità , 04-02-2015, ritenuta utile da 1 utente su 1
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È sempre bello leggere libri in cui vengono raccontati fatti storici dell'Italia. Mario Calabresi fa proprio questo, raccontando la sua storia familiare che a sua volta gli è stata raccontata da sua madre, perché lui all'epoca dei fatti era troppo piccolo per poter ricordare tutti gli eventi. Con una scrittura molto semplice, asciutta e senza retorica l'autore ci fa rivivere tutto ciò che avvenne in Italia nei primi anni Settanta, cercando di non rimanerne coinvolto emotivamente ma riuscendo, allo stesso tempo, a farci sentire parte della storia. Fa da sfondo una voglia di vivere e di riscattarsi socialmente che spinge a continuare a cercare giustizia senza mai perdere la dignità.
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5.0Gli anni di piombo di chi li ha subiti , 15-08-2012
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Non uccideva a caso il terrorismo politico: le sue vittime erano i più pericolosi perché i migliori. E quando si eccelle nello svolgimento della propria attività, che sia professionale, politica, sindacale, universitaria, o magari di polizia, si è migliori anche nella vita privata. E si trasmette questo essere speciali anche a chi ci sta intorno, alla famiglia per prima. Si avverte questa "specialità" nelle famiglie delle vittime del terrorismo di cui ci parla Mario Calabresi, la propria in particolare, ma non solo. Persone che per situazioni e motivazioni assurde si sono trovate private per sempre del loro affetto e che però, pur ovviamente non accettando la situazione, mostrano una dignità e una serenità che sono quasi sconcertanti, specialmente se confrontati al comportamento dedito talvolta all'apparire ed al partecipare di chi ha provocato i loro lutti. Una piccola opera assolutamente da consigliare, in particolar modo a chi è troppo giovane per aver vissuto quegli anni.
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4.0Intenso intimo racconto, 12-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Questa lettura porta a porci domande su se stessi e su cosa si era compreso degli anni di piombo. La sofferenza totale dei parenti delle vittime era un aspetto quasi dimenticato del terrorismo. Quasi scontato, relegato all'attimo delle cerimonie luttuose. Ma la loro sofferenza non si cancella, mentre la pena dei terroristi sembra cessare con la scadenza della condanna; Da leggere. E poi è scritto alla perfezione.
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5.0Bellisimo libro per un tema terribile, 22-04-2012
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Certi libri vanno assolutamente letti.
Questo di Mario Calabresi è uno di questi.
Con uno stile semplice e asciutto (tipico da giornalista) ma sempre con le emozioni a venare di umanità il tutto, Calabresi ci fa ripercorrere un periodo tristissimo e buio della nostra storia contemporanea che non si può e non si deve dimenticare e si capisce che alla fine di tutta questa "guerra inutile" non c'è stato nessun miglioramento e chi ha perso veramente sono state quelle persone che sono rimaste sull'asfalto solo perché avevano il torto di "servire lo stato" e tutti i loro parenti che spesso sono riusciti a trascinare la propria esistenza senza troppo rancore.
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5.0Da leggere, 02-09-2011
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Assolutamente un libro da leggere, molto commovente, che ci riporta indietro al passato quando il terrorismo era il rpblema principale e che ha causato la morte di moltissime persone. Soprattutto, secondo me, è un libro che dovrebbero leggere i giovani per capire veramente che momenti brutti si passavano a quei tempi quindi consiglio la lettura di questo libro.
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