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Sotto la città. I casi dell'ispettore Erlendur Sveinsson vol.1

Sotto la città. I casi dell'ispettore Erlendur Sveinsson vol.1

di Arnaldur Indriðason

  • Editore: TEA
  • Collana: TEA mistery
  • Traduttore: Cosimini S.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2012
  • EAN: 9788850229758
  • ISBN: 8850229755
  • Pagine: 274
  • Formato: brossura
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Descrizione del libro

C'è un biglietto dal significato misterioso accanto a corpo del vecchio Holberg, trovato col cranio sfondato nel suo appartamento di Reykjavik. Al commissario Erlendur, solitario cinquantenne divorziato, a cui vengono affidate le indagini, sembra un caso banale, ma non appena comincia a scavare nella vicenda emergono sul conto dell'uomo dettagli inquietanti che conducono a un passato torbido, fatto di stupri e di perversioni. Ma non solo. Indizio dopo indizio, Erlendur scoprirà che sotto una città apparentemente tranquilla si cela un mondo sotterraneo, macabro e sconosciuto: la "città dei barattoli", la sezione della facoltà di Medicina in cui un tempo venivano conservati organi umani a scopi scientifici e didattici...

Voto medio del prodotto:  4 (4.4 di 5 su 8 recensioni)

3Bel giallo islandese, 23-05-2012
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Le quattro stelle alla fine se le merita. All'inizio il racconto mi ha un po' stancato: poi l'evoluzione della storia, i molteplici colpi di scena, la linearità dell'indagine supportata dalla cocciutaggine del protagonista, hanno reso la vicendainteressante. Nella quarta di copertina è riportato che è un noir: dopo la lettura di Scerbanenco mi è parso "solo" un giallo ben composto e ben sviluppato ma non è poco.
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5Il biglietto, 15-08-2011
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Il biglietto ritrovato accanto al cadavere sembra che ci dia già la soluzione del mistero che deve risolvere Erlendur, ma non è così. Il giallo è molto più complesso e il commissario deve sudare le proverbiali sette camicie per risolvere questo mistero. Un libro giallo che consiglio veramente a tutti.
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5Scandinavo, 29-07-2011
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Ho scoperto per caso questo autore islandese che ha nel commissario erlendur il suo pesonaggio. Ambientato nella gelida reykyavik Erlendur si trova alle prese con un cadavere che ha accanto a sè un biglietto. Da lì inizia l'indagine e il libro è davvero molto intrigante e denso di sorprese. Da leggere
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4Sotto la città, 29-07-2011
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Mi è piaciuto, ennesimo esempio di giallo scandinavo ben fatto, questa volta ambientato in Islanda. Certo, così alcuni giochi non prendono (soprattutto il rapporto tra Erlendur e la figlia Eva Lind, sempre sull'orlo della crisi, ma che sappiamo come si evolverà) . L'interesse principale è che Arnaldur costruisce un "caso" intorno ad una delle specificità islandesi: il problema genetico. Infatti, prima che per i vulcani (e mi aspetto che anche da lì prima o poi nascerà un caso), l'Islanda era nota agli appassionati per la sua specificità genetica. Come tutte le isole, è facile che il patrimonio genetico venga mantenuto, visto che (soprattutto in un posto un po' sperduto come l'isola dei ghiacci) i matrimoni avvengono tutti all'interno di un ceppo che, per quanto lontano nel tempo, poi si riduce a pochi esemplari. Tutto nasce da una morte violenta, e da lì, passo dopo passo, tassello dopo tassello, Erlendur e la sua squadra, che ormai impariamo a conoscere (Sigurur li e Elnborg, qual è l'uomo e quale la donna?) risalgono ad una serie di accadimenti. Uno stupro, una bambina morta di tumore al cervello, la vita violenta del morto. E via a ritroso nello spazio e nel tempo. I disvelamenti avvengono con calma, oserei dire con una calma nordica, anche se il ritmo è abbastanza serrato (non siamo in un hard-boiled americano, ma neanche in un giallo d'interni all'Agatha Christie) . Fino al solito finale un po' tristanzuolo, anche se ben congeniato. Mi sa che per ora è un altro carattere portante di questa letteratura che mi va svelando mondi a me poco noti. Intanto, nella mia nota "puntigliosità", mentre dal primo mi era venuta la curiosità sulla genesi dei nomi, qui me ne viene una seconda, al solito scatenata dalle orrende note di quarta di copertina. Allora, il titolo originale del libro è "Mrin" che (come tutti sanno) in islandese significa "Palude". Ora è pur vero che la palude può stare sotto una città, ma gli estensori delle note partono da questa definizione, per imbarcarsi in un filone che poi nel libro ha la sua importanza, di critica sociale, come tutti i nordici ci insegnano sia importante, rispetto all'atteggiamento a volte spregiudicato dei medici. Al contrario, il titolo si riferisce ad una diversa palude, molto più critica del sistema sociale islandese. E riferita al malcostume di costruttori edilizi che edificano nuovi insediamenti urbani sopra delle paludi, costruendo delle case che in breve tempo si fatiscentizzano. Comunque, fatto anche questa volta il punto sul mio "rompismo", torniamo al libro, ad Erlendur che mi sta discretamente simpatico per quel tocco di umanità "negativa" che ci portiamo appresso un po' tutti (è facile fare gli eroi giovani e belli diceva il nostro amico Guccini), ad una vicenda ben costruita ed al prossimo appuntamento con le saghe nordiche. Sperando che prima o poi, i curatori si decidano di dare ordine alle storie di Arnaldur.
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5Sotto la città, 14-07-2011
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E' il primo libro che leggo di questo scrittore islandese e devo dire che è veramente bravo e non ha niente da invidiare ai colleghi scandinavi. Il personaggio dell'ispettore Erlendur prende subito e la sua figura diventa subito amica per il lettore viste le notevoli difficoltà in cui si trova. Da leggere
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