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La signorina Tecla Manzi(2013 - rilegato)
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La signorina Tecla Manzi

La signorina Tecla Manzi

di Andrea Vitali


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Descrizione del libro

Siamo negli anni Trenta, all'epoca del fascismo più placido e trionfante. Nella stazione dei Carabinieri di Bellano, sotto gli occhi del carabiniere Locatelli (bergamasco), rivaleggiano il brigadiere Mannu (sardo) e l'appuntato Misfatti (siciliano). Un'anziana signora vuole a tutti i costi parlare con il maresciallo Maccadò. La donna - anzi, la signorina Tecla Manzi - è venuta a denunciare un furto improbabile: il quadretto con il Sacro Cuore di Gesù che teneva appeso sopra la testata del letto. Inizia così una strana indagine alla ricerca di un oggetto senza valore, che porta alla luce una trama di fratelli scomparsi e ricomparsi, bancari e usurai, gerarchi fascisti e belle donne, preti e contrabbandieri. Andrea Vitali disegna l'anima dell'Italia rac-contando i piccoli segreti della vita di paese e, sullo sfondo, la grande storia. Intrecciando e dipanando senza posa i fili di una matassa che sembra non avere fine, divertendosi a incrociare mille destini e aneddoti, cogliendo sul filo della memoria quei dettagli che fanno sorridere e ricordare.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 6 recensioni)

3.0La signorina Tecla Manzi, 28-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo scrittore lo leggo sempre molto amorevolmente, perchè se passaimo su una scrittura un po sui generis crea sempre delle belle trame. Anche qui siamo sempre a Bellano, ma questa volta la lente si sposta, a dispetto del titolo, sui carabinieri. Soprattutto sul brigadiere sardo e l'appuntato siculo che non trovano di meglio che darsi battaglia di temperamento in queste terre del Nord. E la battaglia si srotola lungo tutta quella serie di mini-episodi che fanno la vita di un luogo (verrebbe da dire che Vitali opera un po' come un regista di reality che tiene sotto la sua lente tutto quello che accade) . Abbiamo così il finto guaritore che sembra paragoni vermi a Mussolini, scatenando le inchieste della polizia. Abbiamo la scomparsa di un "sacro volto di Gesù" che scatena le ansie religiose della signorina Tecla. Abbiamo una tomba aperta dove dovrebbe essere sepolto il Perego, grande usuraio del paese da non molto deceduto, e che invece contiene le spoglie di una donna. Abbiamo l'amore (forse) del brigadiere Efisio per la bella Osmide (e devo riconoscere la passione con cui Vitali risuscita nomi ormai desueti). Abbiamo lo strano suicidio del banchiere e la morte violenta del capomastro. Ed abbiamo quei numeri giocati a lotto e che mai sono usciti e che forse nascondono altri misteri (vediamo se ne trovate almeno uno). Quella sestina 13 17 11 9 4 5. Il tutto condito con il solito stile asciutto e scarno, che fa si che i capitoli si srotolino in poche pagine, se non in poche righe. Per dare un bel ritmo al raccontare. Questa poi è un po' la cifra dello stile di Vitali. Poche righe, subito nel centro del problema. Poi ci si torna. Poi si sospende a mezzo una riflessione e si riprende pochi capitoli più in là. Emerge sempre (e questo è il lato migliore) quella Italia minuta, fatta di rancori e di amicizie, di vendette lasciate sopire per anni, di denuncie alle autorità per le piccole angherie della vita, delle piccole soperchierie che l'autorità perpetra per mantenere la propria stessa autorità. In fondo è un "desolante" quadro di un'Italia che era ma che purtroppo molto spesso ancora è. Alla fine tutti i misteri si svelano, si è gettato un occhio sulle lunghe storie di vita di Ercole Perego, di Tecla Manzi, di Efisio Mannu, e via tirando nomi e fatti. Alla fine non arrivano segnali forti, e noterete che non mi sono rimaste frasi nella penna. Ma un piccolo senso di quiete in un oceano di tempeste. Una piacevole lettura, cullato dalla vista di un mare calmo e di un caldo sole toscano.
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4.0Il furto, 24-02-2011
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La signorina Tecla Manzi è un libro divertente e ironico. Nel paese di Bellano, sulle rive del lago di Como, durante il periodo fascista l'anziana signorina vuole che sia risolto il suo giallo personale: il furto dell'immagiane del Sacro Cuore di Gesù. E con il suo personalissimo stile Vitali ci regala un altro spaccato di questa piccola provincia che abbiamo imparato ad amare.
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4.0La signorina Tecla Manzi, 08-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Leggero, scorrevole, ironico, chiaro.
Un quadro realistico e "umanizzato" della società dell'epoca e, probabilmente, della società attuale.
Una scrittura mai eccessiva, una trama mai protratta e priva di superfetazioni o sbavature. Consigliato a tutti.
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3.0La signorina Tecla Manzi, 04-12-2010
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Da Vitali non me l'aspettavo, è stata un pò una delusione, il segreto di cui si parla nella quarta è sbalorditivo ma il libro non decolla.
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3.0non il meglio di Vitali, 12-07-2010
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una storia leggera, piacevole ma che non mi ha coinvolto. Siamo negli anni Trenta, all'epoca del fascismo trionfante: nella stazione dei Carabinieri di Bellano accade una storia un po' esageratamente paradossale che sminuisce e ridicolizza un po' troppo la figura dei Carabinieri e del fascismo. Vitali a scritto di meglio.
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