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Notte in treno

Notte in treno

di Irène Némirovsky


  • Editore: Via del Vento
  • Collana: Ocra gialla
  • A cura di: A. Castronuovo
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2011
  • EAN: 9788862260169
  • ISBN: 8862260164
  • Pagine: 35
  • Formato: brossura

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Trama del libro

"Era la prima notte di guerra. Nelle guerre e nelle rivoluzioni niente di più singolare di quei primi istanti in cui si viene proiettati da una vita all'altra, senza fiato, come se si cadesse dall'alto di un ponte, tutti vestiti, in un fiume profondo, senza capire cosa sta succedendo, serbando nel cuore un'insensata speranza. Il treno si dirigeva verso Parigi; trasportava dei mobilitati, e donne che giungevano in tutta fretta per abbracciare colui che domani sarebbe partito, per cercare bambini e anziani e condurli in luogo sicuro, per lavorare, per aiutare". Un racconto inedito in Italia della grande scrittrice francese, di origine ucraina, autrice della celeberrima "Suite francese". Il racconto apparve nell'ottobre 1939 sul periodico parigino "Gringoire".

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Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 3 recensioni)

4Racconto breve, 18-05-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo breve racconto è stato scritto allo scoppio della seconda guerra mondiale, infatti Iréne Némirovsky si è ispirata a fatti di cui lei stessa fu protagonista, accaduti nel settembre del 1940. La storia si svolge su un treno che parte dal Golfo di Biscaglia diretto a Parigi. È la prima notte di guerra, quindi ci sono sia una calma apparente che una forte preoccupazione. A ogni stazione in cui si ferma il treno salgono persone sconosciute. La protagonista principale è Marta che, dopo aver ricevuto una lettera del fidanzato, fugge di casa lasciando i genitori che cercavano sempre di ostacolare i suoi progetti per correre verso il suo amore.
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4Notte in treno, 09-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Ultimamente mi capita di preferire la Nemiroski minimalista piuttosto che quella dei grando romanzi, anche in un racconto così breve come questo l'autrice riesce a mettere a frutto la propria esperienza di vita, guardando con occhi da narratore il viaggio in treno da Hendaye verso Parigi compiuto allo scoppio della seconda guerra mondiale, nei primi giorni di settembre 1939. Si inventa quindi (o più probabilmente, rimaneggia dall'esperienza diretta) un universo di uomini e donne in ambasce, in fuga verso un futuro incerto e memori di un doloroso passato recente, quel 1914 ancora vivo nelle loro menti, con la Francia devastata e ferita dalle truppe nemiche.
Vite ancora una volta sull'orlo del baratro, famiglie smembrate, bambini che si affacciano al mondo e sono già orfani di un padre soldato, amori separati e infranti per sempre, patrimoni polverizzati: di questo è testimone la viaggiatrice nel treno notturno, anch'essa catapultata verso un destino oscuro insieme ai suoi compagni di sventura, con quell'ammirevole fraternità di gesti che, se in tempo di pace se ne mantenesse un decimo, sarebbe sufficiente a fare la felicità del mondo.
Come ne I doni della vita, come anche in Suite francese, c'è un popolo in movimento, in agitazione, simile a un nugolo di formiche spaventate dalla distruzione del formicaio: dai finestrini del treno, la narratrice vede folle di donne con codazzi di bambini spauriti e con lattanti addormentati in braccio, soldati in partenza coi loro volti tristi, scout che cercano di portare conforto a viaggiatori e anziani, infermiere, contadini e un mare di valigie sui marciapiedi delle stazioni.
C'è sempre posto, nelle storie della Némirovsky, anche in quelle brevissime, per un amore contrastato, per una madre dispotica, per una ragazza che cerca di ribellarsi alla sfortuna e alle contrarietà della vita con coraggio, testardaggine e un pizzico di incoscienza.
Finisce prestissimo il viaggio che ha unito per l'arco di una notte delle esistenze tanto diverse tra loro, sorge il sole e giunge Parigi; qualcuno si augura reciprocamente buona fortuna per poi perdersi di vista per sempre. E' solo l'inizio di una lunga tragedia, le nubi nere stanno ancora soltanto ammassandosi.
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5Un'altra magia di Irene, 14-02-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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Questo breve racconto (titolo originale: Nuit en wagon, tradotto in italiano da Antonio Castronuovo) apparve il 5 ottobre 1939 sul periodico parigino di destra -il che innescò numerose polemiche, ancora non spentesi- Gringoire; prima opera scritta da Némirovsky allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale: i drammatici fatti accaduti nel settembre di quell'anno le avevano infatti fornito l'ispirazione per questa vicenda, nella quale ella è uno dei personaggi. Ci troviamo su un treno, partito dalle località balneari del Golfo di Biscaglia e diretto a Parigi. E' una notte del settembre 1939, la "prima notte di guerra". L'universo è un mondo piccolo e infinito, col suo carico di sentimenti, gioie, dolori, speranze. Gli animi sono divisi tra calma apparente e profonda, intuibile, preoccupazione. La descrizione d'ambiente è data da pennellate brevi, sicure; anche i viaggiatori, dopo qualche ora, sembrano essere divenuti, per così dire, essenziali. Si intrecciano solidarietà vicendevoli come mai sarebbe avvenuto in una situazione ordinaria.
Ad ogni stazione salgono persone sconosciute; un'umanità nuova che si arricchisce e trasforma. Il centro della storia è Marta, una ragazza dalla bellezza discreta, conosciuta dall'A., alla quale è altresì nota la famiglia di provenienza: un padre e una madre, i quali, se dichiarano di volerle bene, tuttavia ne ostacolano sempre i progetti, a cominciare dal matrimonio.
Ricevuta una lettera dal fidanzato lontano, Marta fugge di casa lascia alle spalle i genitori percepiti come freddi e lontani (c'è un palese riferimento autobiografico alla figura materna) per correre verso il suo amore. La guerra incombe minacciosa e non bisogna negarsi nemmeno un attimo di felicità. Domani potrebbe essere tardi. Si precepisce l'ésprit di Suite francese.
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