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Memorie di Adriano. Seguite da Taccuini di appunti

Memorie di Adriano. Seguite da Taccuini di appunti

di Marguerite Yourcenar


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • A cura di: L. Storoni Mazzolani
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2005
  • EAN: 9788806174088
  • ISBN: 8806174088
  • Pagine: 350

Trama del libro

Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell'umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. "Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo" afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l'intelligenza e la volontà. I "Taccuini di appunti" dell'autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un'opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.

Tutti i libri di Marguerite Yourcenar

Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 28 recensioni)

5.0Un grande paradigma umano, storico e filosofico, 08-10-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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"Memorie di Adriano" può essere considerata una delle maggiori opere di narrativa storica di tutta letteratura; lo sforzo prefissosi da Marguerite Yourcenar è enorme ed estremamente ambizioso: attraverso la narrazione in prima persona della vita di uno dei più grandi imperatori romani, offrire un affresco introspettivo dell'animo dell'uomo classico, nonché della sua visione del mondo che lo circondava, nei vari aspetti filosofici, sociali, politici, letterari e artistici. Frutto di un minuzioso e impressionante lavoro di ricerca e documentazione, "Memorie di Adriano" si snoda come un'eccellente costruzione architettonica guidata dalla sapiente mano dell'autrice, che riesce a far combaciare magistralmente l'estetica stilistica con gli sviluppi dei profondi contenuti dell'opera. Il lettore - perlomeno nel mio caso - avverte Adriano come una figura intima e vicina, per nulla aliena, entrandovi subito in confidenza e rimanendo coinvolto nel filo dei suoi pensieri, dei suoi dubbi, delle sue riflessioni. La particolarità della figura di Adriano sta nella sua laicità; l'opera si ambienta in un periodo storico dove la gente non credeva più nelle antiche divinità e al contempo il cristianesimo non si era ancora imposto come religione dominante. L'uomo era dunque solo, proprio come lo è perlopiù oggi, ed è questa prospettiva esistenzialista a rendere Adriano un personaggio tanto moderno.
Benché io abbia letto questo romanzo molto volentieri, senza particolare fatica, è altresì assai probabile che vi sia chi lo trovi particolarmente pesante. Bisogna partire con la prospettiva di affrontare un'opera profonda, che richiede attenzione e partecipazione attiva da parte del lettore. "Memorie di Adriano" non è certo un romanzo da spiaggia e riconosco che al lettore venga richiesta perlomeno un'infarinatura circa le generali tematiche filosofiche, storiche, letterarie e sociali dell'antichità. In caso contrario, la lettura diviene assai ardua.
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3.0Si insinua nel profondo dell'animo, 12-05-2012
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Arzigogolato, ampolloso e insidioso al punto di non lasciarti comprendere se la voce narrante sia l'autrice o l'imperatore. Chi racconta chi? Frammenti del passato piuttosto noioso si alternano a momenti di interesse elevati. Ma questi sono dettagli di poca cosa. Ciò che mi lascia più sconcertato è la scelta di giudicare l'animo partendo dall'amore per il fanciullo. Ho trovato qualcosa di forzato e anormale, nulla mi ha fatto credere il contrario. Eppure vi è un incantesimo tra la forma e i pensieri che non si può di certo trascurare.
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1.0Memorie di adriano, 12-05-2012
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Mi dispiace ma proprio non riesco ad andare oltre le prime pagine. E non posso dire di non averci provato perchè sarà la terza volta che tento di portare a termine la lettura. Lo trovo troppo lento e piatto, eppure leggere della vita di un imperatore romano non dovrebbe sortire questo effetto. Mi dispiace molto bocciarlo ma purtoppo non rientra nelle mie corde.
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4.0Da rileggere più volte, 08-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Una lunga lettera, quella che l'imperatore Adriano, giunto ormai al termine della propria vita, scrive al giovane Marco Aurelio suo futuro nipote adottivo. In essa egli racconta la propria vita, ma più che da un punto di vista storico, ci troviamo una visione del mondo ad opera di colui che la Yourcenar definisce "di un uomo quasi saggio". Ricco di stimoli, è un romanzo da riprendere più volte.
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1.0Soporifero, 05-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Questo libro fa addormentare. Non ci sono scossoni, non c'è una trama, solo un'accozzaglia di riflessioni dell'imperatore e dei suoi dubbi, tormenti, logorii interiori. Che noia, che barba, mi verrebbe da dire. A un certo punto volevo abbandonarlo, ma sono "ligio" al mio dovere di finire un libro prima di recensirlo. Ebbene, a lettura finita, l'ho subito rivenduto al mercatino dell'usato.
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