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Sulla lingua del tempo presente

Sulla lingua del tempo presente

di Gustavo Zagrebelsky


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Vele
  • Data di Pubblicazione: novembre 2010
  • EAN: 9788806207748
  • ISBN: 8806207741
  • Pagine: 58
  • Formato: brossura

Descrizione del libro

La politica dei giorni nostri e le sue locuzioni: una nuova lingua stereotipata e kitsch che spostale parole da un contesto all’altro e le ripete in continuazione.
L’egemonia di una linguaggio– largamente diffuso e acriticamente accettato – che sta esercitando una specie di dittatura simbolica sulla nostra democrazia. «Noi non solo pensiamo in una lingua, ma la lingua “pensa con noi” o, ancor più chiaramente, “per noi”». Nell’Italia di oggi, per fortuna, non vi è nessun ministero della propaganda a forgiare una lingua che influenzi le coscienze, addormenti le resistenze e spinga al pensiero unico; eppure sarebbe difficile negare che il linguaggio usato dalla politica (e dai mass media che ne parlano e informano, o dovrebbero informare, i cittadini) ruota attorno a espressioni, parole, frasi che ricorrono sempre di più, si fanno senso comune, sono spesso udite ma non certo indagate e capite a fondo. Zagrebelsky passa in rassegna tutta una serie di questi “luoghi comuni linguistici”, da «scendere in campo» a «le tasche degli italiani», da «amore» a «Prima Repubblica», da «contratto» a «mantenuti». E denuncia il rischio che, appunto, sia questa lingua a pensare per noi, e che i cittadini vivano immersi, senza rendersene conto, in una rete di significati che, se pure gli sfuggono, nondimeno strutturano la loro esperienza, danno forma alla loro vita politica, in ultima analisi regolano e limitano le loro possibilità di comunicare.

Tutti i libri di Gustavo Zagrebelsky

Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Interessantissima analisi linguistica, 18-05-2012
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Disamina precisa del cambiamento linguaggio politico negli ultimi venti anni (la parentesi del governo Berlusconi) , dallo scandalo di Tangentopoli fino al presente. Puntuale, lucidae leggermente ironica mette a nudo la seduzione e la retorica di alcune locuzioni entrate in maniera pervasiva nel vocabolario dei partiti. Bel lavoro, da leggere e meditare.
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4.0Un'occasione per riflettere, 08-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Poche pagine ma una buona occasione per riflettere sulla lingua, sull'uso della parola, che è poi l'unica arma genuina ed efficace che resta quando il potere, vestito da politica, sottrae progressivamente ogni libertà. E proprio attraverso il distorcimento dei significati, lo si evince chiaramente dal testo, il potere depaupera la gente: creando neologismi, involgarendo gli appellativi, insultando anni di cultura e di cura della lingua italiana. È vero, le parole sono la nostra unica e vera forma di libertà e c'è chi lo ha capito e ce le sta sottraendo. Forse la pecca del testo è di cadere più volte in una filippica anti-berlusconiana un po' stucchevole.
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4.0Vademecum, 18-02-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Un ottimo Vademecum scritto da un grande giurista, che ci aiuta a capire le frasi non dette della politica, specialmente in un'epoca in cui i prezzolati e i lecchini travestiti da giornalisti e presentatori sono dappertutto. Una lettura che ci mette in guardia da potenziali abbagli.
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